martedì 2 agosto 2022

Altra testa. Perchè sorprendersi ?

 


La curiosità era tanta. Ma più che per il lato agonistico (il livello era il più alto possibile), lo era per capire che Tour del ritorno volevano offrire i francesi al pubblico e alle protagoniste. E anche stavolta questi ultimi ci hanno ricordato che a livello organizzativo non si accontentano di fare le cose fatte bene.

Il livello promozionale era già partito in maniera potente l’autunno scorso con la presentazione affiancata della corsa maschile e femminile. Una cosa che forse noi italiani vedremo tra…….si, ok, magari un giorno la vedremo. Sulle strade il pubblico era ben presente probabilmente grazie ad una promozione più tempestiva, le immagini video erano di pari livello alla kermesse maschile, salottino ciclistico pre-tappa, collegamenti moto cronaca in corsa, interviste post-tappa con trasmissione dedicata.

Insomma, quello che da due decenni è il sogno del ciclismo femminile di casa nostra, i francesi l’hanno reso realtà per quello in casa loro. Anche a occhio era visibile la robusta presenza di personale addetto alla sicurezza, moto e altri veicoli al seguito. La storia della corsa numero uno al mondo nel calendario – e qui veniamo al nostro Giro – è stata cancellata in otto giorni. Negli anni in cui Vuelta e Tour non c’erano il Giro sguazzava, la concorrenza non esisteva. Mentre le cicliste si sedevano per terra su di un marciapiede – come raccontato da una nostra vecchia foto che editammo qui alcune settimane fa – a 30 metri di distanza si sventolava la bandiera della corsa numero uno del calendario.

La cosa peggiore per il nostro Giro? Le dichiarazioni delle protagoniste, italiane comprese; entusiastiche per il lato organizzativo, per le tappe proposte, per il seguito del pubblico facendole sentire seguite come mai prima. Un’idea, questa del Tour in rosa, che aveva iniziato a riprender vita diversi anni fa, perfezionata un paio d’anni addietro e che ha rivoltato le forze in campo dopo una sola edizione. Il Giro ha vissuto un periodo di rinomanza grazie all’assenza del Tour, ma ora la strada ripresa in mano dai francesi è chiara. L’aver unito una parte delle forze con la carovana maschile ha messo sul piatto un livello di corsa senza pari. Altro che sedersi su di un marciapiede all’ombra di una siepe, perché nessuno aveva delle stramaledette panche per far sedere qualcuno.

venerdì 29 luglio 2022

"Concussion" nel ciclismo: è ora di introdurre un protocollo fatto di regole certe e inderogabili ?

 


Di Alessandro Oriani


Prima di iniziare: visto e considerato che i feedbacks provenienti dalla pagina facebook sono nulli e le tematiche trattate qui sopra da chi scrive non interessano a nessuno o quasi, è molto probabile che questo possa essere uno degli ultimi articoli un po' fuori dallo schema in voga sulla stragrande maggioranza dei siti internet istituzionali dove ci si limita a copiare (e incollare) di sana pianta i comunicati stampa delle squadre e di chi scrive gli articoli nei dopocorsa. Piace così ? No problem, "non capisco ma mi adeguo" cit. 

Passiamo oltre, coloro i quali stanno seguendo il Tour de France femminile avranno senz'altro visto la caduta di Marta Cavalli urtata da una collega che meriterebbe una squalifica e una multa per comportamento pericoloso.

Tutti hanno visto che Marta è risalita in sella e (stando alle parole dei giornalisti) solo dopo qualche minuto è stata fermata, anche se le immagini (https://www.youtube.com/watch?v=EtPoglXrMBk) la mostrano tagliare il traguardo sofferente (quindi, la tappa l'ha finita oppure no ?).  Bene ma non benissimo perchè nel ciclismo (parole del dr Tredici) non è prevista (IN CORSA) la presenza di personale medico addestrato a riconoscere e diagnosticare un trauma cranico in seguito a una caduta dove l'atleta picchia la testa.


                                               Allora guarda l'NBA no ?



Mi pare di sentirlo il coretto dei soliti fenomeni da tastiera, quelli che si incazzano, che qualsiasi cosa scrivi non va mai bene, che criticano ma proposte non ne lanciano. Per loro è un reato prendere esempio dalla migliore organizzazione al mondo e non solo in campo sportivo, tipico dell'utente di internet italiano "medio".

Ad ogni modo, sappiamo che nel ciclismo, dopo un colpo alla testa in seguito a una caduta, se il corridore dice che è tutto ok, per non farlo finire fuori tempo massimo, perchè il corridore non vuole assolutamente farsi toccare, non è previsto lo stop IMMEDIATO. 

Ora analizziamo invece le fasi del protocollo NBA, brevemente (qui il documento ufficiale https://official.nba.com/nba-institutes-concussion-policy/) e partendo dal presupposto che se un giocatore riceve un colpo alla testa, non viene lasciato in campo fino al termine della partita, il protocollo infatti prevede una prima valutazione ovverosia, nel momento in cui un giocatore è vittima di un colpo alla testa (anche senza una diagnosi oggettiva di trauma cranico) viene portato fuori dal campo e IMMEDIATAMENTE sottoposto ai controlli del caso. Se il personale medico ritiene che il giocatore non abbia subito un trauma cranico o peggio, una commozione cerebrale, viene comunque tenuto in osservazione e non può giocare una partita nelle 24 ore successive alla diagnosi. Se invece si è in presenza di "concussion", il giocatore non scende in campo nella prossima partita al cento per cento e viene tenuto fuori dalle rotazioni senza "se" e senza "ma" a tempo indeterminato e sempre sotto controllo medico.

Dopo una diagnosi di trauma cranico o di commozione cerebrale (non è il caso della Cavalli per fortuna), il giocatore non può riprendere a giocare se il personale medico non lo ritiene "recuperato" al cento per cento

Il giocatore a cui è stata diagnosticata una "concussion" deve seguire le indicazioni dello staff medico che prevedono un uso molto limitato di dispositivi elettronici e/o videogiochi, evitare tassativamente incontri con i fans, con i media e i luoghi molto affollati fino a nuovo ordine. I medici inoltre si mettono in contatto col dr Jeffrey Kutcher (direttore dell' "NBA concussion program" dal 2019) e lo mettono al corrente della situazione, dopodichè viene stabilita una tempistica per l'uscita dell'atleta dal "concussion protocol" in base all'esito degli esami strumentali e del singolo caso. 

Altre fasi concernenti il rientro sono l'attività fisica evitando la pallacanestro, attività di "non contact sport" coi compagni di squadra, corsa a piedi e esercizi di agilità. Se i sintomi non spariscono l'attività fisica viene limitata fino a completa guarigione; per finire, l'unico a poter dare l'ok per il rientro in campo è il dr Kutcher.

Questo è l'iter che viene seguito in NBA.


                                        Al Tour abbiamo visto QUESTO



Non ho altro da aggiungere, ognuno faccia le sue valutazioni, grazie per l'attenzione.


PS

 Qui https://archive.uci.org/docs/default-source/medical/2020-uci-cycling-specific-sport-related-concussion-protocol.pdf il protocollo UCI che come si può ben vedere fa una serie di "distinguo" inaccettabili per la sicurezza delle atlete. Il protocollo di fatto c'è, ma così è come se non esistesse perchè spesso ci si affida alla buona sorte.

mercoledì 20 luglio 2022

Basta così

 



Non giriamoci attorno, in Italia del ciclismo femminile non gliene importa niente a nessuno o quasi, inutile star qui a dire "no ma la promozione", "gli eventi collaterali", "i media dovrebbero dire, fare, scrivere ecc ecc" e l'abbiamo visto poche settimane fa al Giro d'Italia o Girodonne, o "GirodonnA" come lo aveva chiamato il tizio che aveva fatto la presentazione delle squadre a Cagliari...

La "bolla" ha tenuto, no, non la bolla anti Coviddì ma la "bolla" nella quale il ciclismo femminile italiano ha vissuto anche durante l'edizione 2022 del Girodonne, molti team managers italiani del passato sarebbero stati felicissimi di partecipare ad una corsa durante la quale s'è visto meno pubblico di quello che si è visto nella contea dello Yorkshire per un criterium del National Series, idem molti "addetti ai lavori" che hanno lavorato con calma senza l'impiccio di quei rompiscatole dei fans !!! "Visibilità ? Oh al diavolo la visibilità, il trattamento dei media pari a quello dei pro maschi, noi dobbiamo farci le foto con le ragazze, e che caspita !!!" cit.

L'unica cosa positiva è stata la copertura sul web di PMG sport e di questo bisogna dargliene atto, la RAI... Abitando all'estero non so, però le reactions che ho letto su Facebook non sono state positive, nel pieno rispetto della tradizione.

Imbarazzo, grande imbarazzo nel guardare le tappe, nel vedere e SENTIRE pedalare le ragazze nel disinteresse di coloro i quali "per vedere passare il Giro maschile prendono il giorno di ferie" e si lo so , l'ho scritto un sacco di volte, imbarazzo nel vedere che il penultimo giorno, sulle strade della tappa che avrebbe potuto (anche) cambiare le sorti della corsa, non c'era nessuno (sulla salita più dura credo di aver visto uno spettatore che probabilmente passava di li' per caso e al quale avevano detto di fermarsi a bordo strada). Imbarazzo e dispiacere nei confronti delle atlete ma questo è stato.

Posto che per quanto mi riguarda sulla corsa in se' non ci sia più molto da dire, credo (opinione strettamente personale) che si possa fare di tutto pur di cercare di attrarre il pubblico sulle strade del Girodonne o delle corse che si svolgono in Italia ma non servirebbe a nulla, sarebbe inutile fare promozione anche comprando spazi sulla rosea sei mesi prima della gara, tutto inutile, alla gente non interesserebbe comunque, facciamocene una ragione e viviamo felici e contenti. 

Un ultima cosa che col Girodonne non ha molto a che fare "e concludo" cit. : il "World Tour" è una bolla ? Potrebbe scoppiare ? Molto probabile, perchè i grossi sponsors che già finanziano le squadre maschili e hanno sotto la loro ala anche quelli femminili vogliono i "risultati", delle fotine con le unghiette dipinte di azzurro non gliene può fregar di meno, "loro" (non "Loro", "loro" scritto in minuscolo) fanno dei freddi "conti economici", nel momento in cui vedono che non vanno neppure "a pari", chiudono i rubinetti e tanti saluti, basta vedere altri sports con un seguito ben maggiore tipo la F1 (vedi Toyota e BMW per esempio), vedi Suzuki in motogp più recentemente... "loro" fanno così, piaccia o no.

Quindi ? Quindi è probabile che si ritorni a strutture più piccole e rapportate all'interesse di un pubblico che almeno in Italia è nullo, gireranno meno soldi di quei pochi che girano attualmente, diversi teams chiuderanno, le Junior e le Under migliori passeranno elitè all'estero, il Giro magari perderà di nuovo la denominazione "World Tour" (deludente la presentazione delle squadre a Cagliari, fossi stato uno sponsor, non sarei stato felicissimo) e di corse ce ne saranno ancora meno IN ITALIA. I "califfi" del ciclismo rosa italiano (addetti ai lavori a vario titolo) hanno sempre visto i tifosi come qualcosa da combattere e debellare sopratutto nel momento in cui parlavano di doping piuttosto che di stipend... ehm, volevo dire di rimborsi spese non corrisposti o di membri dei teams che non erano esattamente ehm... professionali nei confronti delle atlete delle est, sopratutto quelle passate da poco tra le elitè, o di qualsiasi altra criticità. Saranno contenti ora, "Loro"...

Solo nubi all'orizzonte insomma e lo scrivo "PRIMA" perchè "DOPO" è facile, "DOPO" sono capaci tutti, poi oh ragazzi, se il movimento cresce fino ad avere un audience di milioni di persone invece di affondare miseramente, io sono il primo ad esserne felice e a darmi del "barlafus". No problem.


Alessandro Oriani

domenica 10 luglio 2022

Le pagelle del Giro d'Italia 2022

 


10 – Annemiek Van Vleuten; non stava scritto da nessuna parte che doveva vincere, però lo pensavano tutti. Quando era attesa all’attacco ha attaccato, quando poteva vincere ha vinto. Terzo Giro portato a casa, che solo per una caduta nel 2020 a gara in mano (frattura del polso) non è il quarto.


10 – Marta Cavalli; la migliore delle nostre l’anno scorso, la migliore delle nostre quest’anno. Quando aveva energie ci ha provato e non ha sfigurato. Ma se trovi un’olandese che sa cosa sia tirar fuori le p***e per tener duro, mica gli si può chiedere di più. Forse abbiamo la nostra donna per le gare a tappe. Ha 24 anni. È già una vittoria.


8 – Elisa Balsamo; le sue tappe le ha vinte, solo una Vos sfavillante gliene ha portata via un’altra, la sua figura l’ha fatta. Ha mancata l’ultima, ma vediamo di non essere sempre pretenziosi. L’impressione è che abbia bisogno di vacanza.


7 – Valcar; paragonando budget e risultati, la miglior squadra italiana del biennio. Cosa avrebbero fatto senza più Elisa Balsamo tra le fila? Due podi al Giro con la ciliegina dell’ultima frazione vinta in quel di Padova. Alè.

Top Girls; quando potevano attaccavano un giorno con una, un giorno con un’altra. Era l’unico modo per farsi vedere, quando la frazione lo permetteva ci han sempre provato.

Margarita Victoria Garcia Canellas; pare ci metta dieci minuti per autografare un cappellino. Intanto un terzo posto che è nelle sue corde. Quest’anno ha vinto il titolo spagnolo a cronometro (il quarto, record) e il titolo spagnolo in linea (il quarto, record). Se le rompono le p***e ha di che mandare a quel paese senza ritorno.


5 – Marianne Vos; tre punti in meno per il ritiro anticipato (effetto Tour?). Per il resto ha ancora una gamba di alto livello e quando ha vinto si sono visti brevi lampi della“vecchia” Vos.


3 – Ai tizi che fan pagelle sul Giro donne; dimenticano sempre qualche protagonista ben meritevole di nomina. Che si levassero dal c****!

domenica 26 giugno 2022

Si ma l'anteprima del Giro 2022 ?


Volevo chiamarla "preview", poi mi sono ricordato che in italiano si dice e si scrive "anteprima" e comunque... Comunque no, l'anteprima del Giro 2022 non la faccio, ci hanno già pensato ALTRI, quelli "dotti", quelli che hanno scritto "Giro d'Italia femminile ai nastri di partenza da Cagliari, l'arrivo è fissato a Padova il 10 Luglio dopo 10 giorni di corsa per un totale di 1002,6 km". Ci hanno già pensato loro a scrivere che la Van Vleuten è la favorita d'obbligo e che le nostre punte di diamante sono la Cavalli (vincitrice di una corsa in Francia con arrivo in salita sul Mont Ventoux) per la classifica generale e che Consonni, Bertizzolo e Zanardi potrebbero essere delle sorprese magari non per la classifica generale ma le vittorie di tappa; non vedo perchè dovrei fare copia e incolla di cose già scritte e stra scritte da altri, non sono mica un giornalista che segue il motomondiale sul campo... 
Che me ne importa a me dell'anteprima del Giro 2022... Dice "ma la foto" di apertura ? Eh forse dopo la metto, fosse solo la foto il problema... Ce ne sono a migliaia di foto sul web e il ciclismo femmnile italiano resta a livelli di 4° mondo perchè tanto non le guarda nessuno (LE FOTO)... Dice "ma guarda che le foto sono importanti"... Ancora ? Ok, dopo ne metto una, va bene ?
A me che scrivo, francamente importa meno di zero che a vincere sia la Van Vleuten, piuttosto che la Cavalli o la Niewadoma (in un altro multiverso) o quella tra le 144 partenti con la Vo2max più bassa di tutte, non mi importa, potrà importare a quelli che fanno "visuals" forse, a me no, io non punto a far "visuals" anzi, punto a fare il meno possibile.
Le cose che mi interessano di questa edizione del Girodonne 2022 (o Girorosa ? O Giro d'Italia ? Boh...) sono altre: 

1) che le ragazze non si facciano male e arrivino alla fine della corsa sane e salve, questo al di sopra di tutto e tutti;

2) che i cosiddetti addetti ai lavori facciano il loro senza risultare invadenti, si rassegnino, non sono LORO i protagonisti;

3) che il commento alla telecronaca abbia una parvenza di professionalità ma se penso a chi potrebbe esserci dietro il microfono mi vien freddo a Giugno/quasi Luglio;

4) che venga fatta almeno un po' di promozione  a livello locale, non mi aspetto di vedere le migliaia di persone viste a bordo strada alla "Ride to London" ma qualcosina in più usando bene i socials si può fare;

5) che l'appassionato di ciclismo che sa che la corsa passa sotto casa sua, che fa i km per andare a Milano a vedere l'arrivo del Giro maschile solo per postare le foto su Instagram con gli hashtag #Giro, #Milano, #Cool, #Active, #Achieve, #Stile #Instagram ecc, si alzi dalla poltrona se ha il giorno libero e scenda a bordo strada a vedere il passaggio delle atlete dal vivo; per lui un piccolo gesto insignificante, qualcosa di molto importante per le atlete in primis e per gli sponsors;

6) che i cosiddetti "media internet" non si pavoneggino davanti alle telecamere ("non sono LORO i protagonisti" ri-cit.), se vedono delle criticità, dei problemi a livello organizzativo, abbiano il coraggio di segnalarli, non vorrei che finisse come due anni fa quando l'Italia ciclistica in rosa era stata sbertucciata da mezzo mondo, Olanda e Australia in testa,  per carenze organizzative evitabili con un po' di impegno.

Questo è quanto, altro non vi devo, buon Giro 2022 e vinca chiunque.

Alessandro Oriani

venerdì 24 giugno 2022

Marta Cavalli; un anno fa la migliore delle nostre




Anche lei arriva dalla Valcar, la migliore squadra italiana dell’ultimo lustro per talenti sformati e altri in …..“lievitazione” che probabilmente tra un anno saranno contese a destra e a manca. Sei anni fa rischiò di perdere un rene in seguito a una pesante caduta al velodromo di Montichiari. Oggi si trova nel pieno dell’onda perfetta, cioè quando vivi un momento personale dove sembra che le cose possano andare solo bene. Marta Cavalli è una delle italiane che hanno firmato la primavera ciclistica più importante che si ricordi per la bici rosa di casa nostra. La cremonese arriva al Giro con due classiche vinte (Amstel e Freccia Vallone) e come migliore delle nostre un anno fa. Quel che basta per metterla sotto l’obiettivo come atleta considerata outsider per le posizioni importanti della classifica. 

Ragazza dalle idee chiare, mai banale nelle sue considerazioni, la ventiquattrenne della formazione transalpina FDJ Futuroscope Nouvelle Aquitaine sembra intenzionata a starsene alla finestra, cercare l’affermazione di giornata e capire come si metterà la corsa cercando di essere presente con le migliori quando le acque inizieranno a farsi agitate. Non nasconde però che il recupero sia una sua qualità, ed in vista delle gare a tappe questa caratteristica rappresenta per lei un punto a favore. Fa parte di quella pattuglia – per nostra fortuna abbastanza numerosa – di cicliste azzurre che probabilmente tireranno avanti il nostro carro ciclistico per questo decennio, come Paternoster e Balsamo. Ora però non usciamo troppo dal seminato. Tutti a Cagliari dunque, dove tra pochi giorni si apriranno le ostilità per l’edizione numero 33 del Giro femminile. 



lunedì 6 giugno 2022

Gare a tappe: abbiamo la donna giusta?

 


Ciclisticamente parlando, arriviamo da una primavera strepitosa, che ci ha

riempita la pancia tra vittorie importanti e piazzamenti numerosi. Mai viste

tante italiane vincenti o sempre piazzate in così tante gare. Adesso il registro

cambia e si è arrivati nel periodo dedicato alle due corse che più attirano le

attenzioni. Il Giro per la sua durata – 11 giorni (10 di gara) con il riposo dopo

soli 3 giorni – e soprattutto il Tour che si ripresenta subito con una settimana

d’impegno. Non sono le uniche gare a tappe. Da poco è stata presentata la

Vuelta e i tedeschi hanno già risposto presente, con la recente Lotto Thüringen

Ladies Tour che zitta zitta ha messo nel piatto sei giornate di gara, aprendo il

periodo dedicato agli impegni ‘lunghi’ e questi giorni saranno quelli del

Women’s Tours britannico.

Da qualche parte, in casa nostra, abbiamo un germoglio ciclistico (che poeti!)

che ci possa riportare indietro di quasi quindici anni (Luperini 2008)? Un’atleta

giovane che vada oltre la stagione di grazia? Una ciclista che non sia da

pretendere subito vincente, ma che faccia intravedere delle qualità che per il

resto del decennio ci possono rassicurare che un nome per le gare a tappe

l’Italia ce l’ha? Se osserviamo il meglio del nostro ciclismo rosa attuale,

abbiamo diversi nomi molto forti nell’impegno breve. Oggi abbiamo un

calendario internazionale che cercherà la sua lista di protagoniste per le corse di

più giorni. Avremo anche noi un nome in quella lista?