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martedì 23 maggio 2023

E aspettiamo...




Dritti al punto senza nessun ''cappello'' introduttivo: Girodonne 2023 doveva essere presentato il 30 di Aprile, siamo al 23 Maggio e domanda e risposta sono sempre le stesse da 25 anni a questa parte: ''niente ?'', ''niente ?''. Niente.
È stato rilasciato solo un comunicato stampa con le tappe che andiamo ad elencare di seguito:

- Chianciano terme - Chianciano terme
- Bagno a Ripoli - Marradi
- Formigine - Modena
- Fidenza - Fidenza
- Salassa - Ceres
- Canelli - Canelli
- Albenga - Alassio
- Nuoro - Sassari
- Sassari - Olbia

And that's all folks !!! Chilometraggi ? Altimetrie ? Località attraversate dalla corsa ? Salite ? Non se ne sa niente, nel frattempo anche il Tour de Suisse è già stato presentato come si deve (https://www.tourdesuisse.ch/en/tds-2023/women/ se qualcuno volesse dare un'occhiata), il Tour de France beh, che ve lo diciamo a fa...
E il Giro d'Italia ? Siamo tornati al 1996 o giù di lì, solo che le migliori al mondo non corrono più in Italia da qualche anno. Dice, ''Predicatore, hai stancato, abbiamo capito, vai avanti''... Ok, è questo che volete...
''Vogliamo fare grande il ciclismo femminile'' cit. .... Si certo, magari scrivere due righe sulla pagina facebook se non dispiace ? No, solo comunicati che si fa in fretta a postare e poi vai a sapere se qualcuno ci clicca sopra, ma fa niente, è bello no ? Si fa ''colore''. E i siti dedicati esclusivamente al ciclismo femminile ? Idem come sopra... E La  FCI ? C'è nessuno ? A quanto pare no, clicchiamo ''Girodonne 2023'' nella finestrella ''cerca'' e manco ci stupiamo più di tanto se leggiamo ''0 risultati'', tanto mica lo organizzano loro no ? 
Poi non dobbiamo domandarci cosa ci stiamo a fare qua sopra e perchè teniamo aperto questo spazio... Ok che l'organizzazione è in mano a ''terzi'', ma questo silenzio... Fatte le debite proporzioni pare il mondiale motogp, con DORNA come promoter che lo organizza tra casini regolamentari e gossip a non più finire e la federazione motociclistica internazionale che dice ''oh ragazzi, lo organizzate voi il campionato, quello che succede non ci riguarda''. 
E le squadre ? Boh... Nemmeno loro... eppure ne avrebbero tutte le ragioni dal momento che A OGGI, non conoscono il percorso nel dettaglio (a meno che non abbiano già ricevuto altimetrie ecc), e SE le cose stessero così, potrebbero tranquillamente ed elegantemente dire ''signori, sapete che c'é ? Andiamo a correre altrove, SPIAZE''.
L'UCI ? Tace anche lei, vediamo per quanto, il Giro ha già perso la titolazione ''World Tour'' una volta,  e non crediamo che ad Aigle gli freghi più di tanto sapere che l'anno prossimo sia RCS ad organizzarlo. Noi non vorremmo, ma avanti di 'sto passo...
Quindi ? Sarebbe cosa buona e giusta se il promoter del Giro, per il rispetto dovuto a quei pochi che seguono anche il ciclismo femminile, ci facesse sapere se ci sono dei problemi e se stanno lavorando per risolverli, se c'è un percorso e non solo un elenco di tappe che vanno da ''A'' a ''B''. Sul sito ufficiale ci rimandano al 2023, nessuna notizia, solo le fasi salienti dell'edizione 2022. Non VORREMMO che a oggi, 23 Maggio 2023, sia tutto ancora in alto mare, ma stando alle informazioni di cui chiunque può venire in possesso navigando sul web questa è la SENSAZIONE che si ricava, purtroppo.

Un saluto e arrivederci al prossimo post.

Il Predicatore.





mercoledì 28 dicembre 2022

Grazie e 1000 ciao !!!

Solo macerie, piaccia o no è così, dimostrateci il contrario





Eppure l'avevamo detto in tempi non sospetti e molto probabilmente, a qualcuno che restava e che resta nascosto, la cosa ha dato parecchio fastidio: o ''World Tour'' o ''classe turistica'' (a voler essere buoni). E cosa ha portato il World Tour al nostro movimento ? Solo macerie. Perchè solo macerie ? Ci sono diversi articoli qui sul blog che spiegano il perchè e il per come, ripetere ancora le stesse cose millemila volte anche no. LEGGETE GLI ARTICOLI.
Qui di seguito spieghiamo il motivo per il quale le risorse destinate a 10 giorni di Giro d'Italia e al Trofeo binda potrebbero essere utilizzate per organizzare un circuito di gare Junior e under e sostenere la base.
Andiamo dritti al punto ora e facciamo due conti, vediamo quanto costa organizzare una gara World Tour in Italia e... un'ultima cosa: se qualcuno pensa che le gare 
''World Tour'' che si sono disputate in Italia abbiano giovato al movimento, ci faccia sapere in che modo, i commenti campati in aria, scritti per compiacere gli ''amici degli amici''  e privi di argomentazioni valide verranno cestinati, qui funziona così.

                                                Ma quanto mi costi ?



Qui di seguito vediamo quanto costa organizzare una gara World Tour in Italia, indicativamente ça va sans dire.

- Cibo e bevande per i volontari 1375 € (11 € a volontario, indicativamente un evento World tour ne richiede 125 - 150)
- Diaria Direttore di corsa 109 €
- Diaria giudice di gara 87 €
- Additional Ref/Judge 76 €
- Cronometrista 87 €
- Giudice di gara in moto 76 €
- Pernottamento (Giuria) 100 €
- Spese di viaggio 0,34 € al km
- Assicurazione 5 moto scorta tecnica (a noleggio) 500 € 
- Assicurazione auto (seguito, stampa, radiocorsa ecc) 458 € (14 conducenti)
- Cambio ruota 545 €
- Montepremi 46000 € (250000 per il Giro d'Italia)
- Numeri di gara 218 €
- Trasponders 381 €
- Servizio cronometraggio 1200 €
- Toilets portatili 600 € 
- Trofei 2888 €
- Medici di gara (2) 240 €
- Elicotteri per le riprese tv da 5 a +10000 euro all'ora, facciamo una media di 7500, ne servono due (uno fa da ponte), quindi sono 15000 euro all'ora.
- Ambulanze (2) 160 €
- Noleggio transenne 1,20 € al metro lineare, ipotizzando di metterle negli ultimi 200 metri 480 €
- Gruppo elettrogeno (a noleggio) 100 €
- Palchi punzonatura, speaker e premiazione 3000 €
- Speaker ???
- Noleggio impianto audio (palco punzonatura, premiazioni e speaker) 1000 € 
- Segnaletica (esclusa quella sul percorso) 137 €
- Benzina per le vetture del direttore di corsa ecc. non siamo riusciti a quantificare il costo , di conseguenza, niente cifre a random ''tanto per''.
- Pulizia e riparazione strade vedi sopra, il costo potrebbe essere non indifferente sopratutto alla voce ''riparazione strade'', ma piuttosto che scrivere cifre a casaccio ''tanto per''... 
- Telecamere fisse e cameramen vedi sopra, di nuovo


                                                         Ma quindi ?


Facciamo due conti: organizzare una gara World Tour in Italia costa (sempre indicativamente e stiamo ''bassi'') 74.817,34 € , se parliamo di Giro d'Italia le cifre salgono a 538173,4 € laddove le due voci più impattanti sono gli elicotteri (e siamo stati bassi coi costi) per le riprese e il montepremi. Ora, domanda: posto che la risposta del pubblico per quanto riguarda il Giro d'Italia è stata scarsa come al solito (gli ascolti in tv non contano, contano le presenze a bordo strada NON solo all'arrivo, è lì, lungo il percorso che si misura l'interesse nei confronti di una gara): promoters del Giro e del Trofeo Binda, posto che le gare junior e under non necessitano di chissà quali strutture accessorie, avete a cuore il ciclismo femminile ? Si ? E allora, perchè non organizzate un circuito di gare in stile ''Road Series'' come in Inghilterra ? Costerebbe di meno, le junior/under avrebbero modo di fare attività e il movimento non andrebbe incontro a un declino che pare irreversibile per i motivi che abbiamo già spiegato due o tremila volte: di nuovo, cari followers, LEGGETE IL BLOG, LEGGETE GLI ARTICOLI.
Morale: inutile che il settore femminile italiano si faccia bello con 10 giorni di gare seguite da pochi intimi (il Giro) e col trofeo Binda se ''dietro'' non c'è una programmazione mirata per sostenere la base. 
Qualcuno mugugnerà in silenzio, qualcun altro verrà a dirci che è tutto bellissimo, che tutto funziona alla stra-grande e che è ora di finirla con questo disfattismo, NOI guardiamo in faccia la realtà, chi ci critica oggi, non venga qui un domani a dirci ''avevate ragione voi'', la ragione la si da' ai fessi.

Arrivederci al prossimo articolo e LEGGETE IL BLOG se volete un punto di vista diverso dai soliti comunicati stampa dai toni eternamente trionfalistici che si possono trovare sul web, male non fa.

Il Predicatore

                                                                  

domenica 18 settembre 2022

Presidente Dagnoni, siamo ancora noi.

Saremo brevissimi stavolta, glielo promettiamo. A inizio mandato ha parlato di una federazione da gestire come se fosse un'azienda, giusto ? In ogni azienda che si rispetti, persino nei pubs più piccoli del Regno Unito, quelli sperduti nella campagna del Cheshire, arriva il momento in cui ci si siede attorno a un tavolo e si traccia un bilancio, noi non possiamo e manco vogliamo presenziare ai vostri team meetings, ci basta seguire le vicende del ciclismo di casa vostra (scriviamo dall'estero) per vedere un settore femminile che al netto delle vittorie che raccoglie in giro per il mondo è agonizzante, tra squadre che fan fatica a tirar la sera con la mattina, poche corse, gare a loro modo storiche nel panorama nazionale che hanno visto la partecipazione delle migliori al mondo cancellate, mentre a Vargarda (in Svezia !!!) si corre come da tradizione a fine Agosto. Ce la fanno in Svezia a mantenere viva una gara, la Svezia che ha prodotto solo la Johannson e la Liungskog come atlete di vertice negli ultimi 20 anni, in Italia, con "tradizione e cultura vincente" cit. sempre quel portoghese tornato recentemente di moda negli stadi della serie A italiana, abbiamo visto sparire tante di quelle gare che basterebbero per farci un "calendario"; si lo sappiamo, è la solita litania già scritta e riscritta su queste colonne ma tant'è. 

Che ha fatto la federazione ? Poco, pochissimo, ed è fattuale la cosa. Quanti sponsor di livello ha portato al di la' dei soliti noti ? Cosa ha fatto per fare avere un minimo di copertura mediatica alle gare che non fossero il Trofeo Binda ? Più le nostre atlete portavano a casa medaglie e più il settore femminile scivolava in basso (e la discesa continua inesorabile). Ha dell'incredibile, solo in Italia.

Pertanto, e concludiamo, visto e considerato lo scarso supporto che la federazione ha sinora dato al movimento (ed è FATTUALE, lo ripetiamo), le chiediamo la cortesia di non farsi fotografare con le nostre atlete ai mondiali se dovessero vincere la maglia iridata o dovessero andare a podio, il merito sarebbe solo loro e di chi le segue giorno per giorno facendo i salti mortali. È troppo facile ricordarsi delle nostre atlete solo quando vincono lasciando la "base" ad arrangiarsi come meglio può.

Buon lavoro.

lunedì 5 settembre 2022

Le donne salvano sempre.


13 anni e "zeru tituli" tra i professionisti (maschi) come direbbe un portoghese tornato recentemente di moda in Italia, nello stesso lasso di tempo le donne (elitè) hanno portato a casa 4 maglie iridate su strada, una media di una ogni 4 anni o giù di li'. Dice "eh ma i mondiali a cronometro, gli europei, Ganna...", finaline di consolazione come quelle del mondiale di calcio per il terzo e quarto posto. Poca roba.

Le donne hanno salvato il movimento in più di un'occasione e la domanda (come la risposta) è rimasta sempre la stessa: "Niente ?" Niente.

Bello farsi fotografare con le nostre azzurre medagliate che in assenza di strutture (tolto Montichiari e qualche altro vetusto impianto outdoor) compiono letteralmente dei miracoli, doveroso da parte di chi scrive ricordare che il merito va solo a loro e ai tecnici che le seguono, non ce ne voglia presidente ma tant'è. 

Lei non è il primo a farsi immortalare in compagnia delle nostre atlete e non sarà nemmeno l'ultimo,  abbiamo già avuto in passato un presidente onnipresente quando c'era da posare per i fotografi ma anche lui ahinoi, oltre a quello, poco, molto poco per il settore femminile e questi sono "fatti", incontrovertibili. Poi se vogliamo raccontarci la favoletta del movimento in crescita possiamo farlo, ad oggi, con i mezzi che internet ci fornisce, in Italia non riuscite nemmeno a trasmettere  una gara open su Youtube, altrove (UK), per una "domestic race" con squadre "development", qualche squadra UCI e qualche atleta "World Tour" ci sono le dirette su Youtube, per il Tour Series le gare vanno in diretta non solo su Youtube ma anche su ITV (come dire Canale 5). E stiamo parlando di un circuito di gare con classifica finale, delle kermesses sul modello di quelle che erano in voga già negli anni 70 in Belgio, gare dallo scarso contenuto tecnico alla fine, nulla di che, eppure il pubblico c'è (due milioni di audience nel 2022 tra tv e presenze a bordo strada possono sembrare pochi, in Italia nemmeno in dieci anni). E al microfono... Al microfono non ci sono due messi li' perchè non avevano niente da fare. Vada a vedere chi commenta le gare nel Regno Unito...

Certo, è innegabile, farsi fotografare con campionesse europee, mondiali ecc (anche junior) porta visibilità (ci dimostri il contrario...), sarebbe bello se "dietro" ci fossero anche delle indagini di mercato, dei sondaggi, una metodologia, un progetto serio che finisca sul suo tavolo e che non venga cestinato prima di arrivarci. Perchè anni fa c'è stato chi su un forum dedicato solo ed esclusivamente al ciclismo femminile, aveva scritto che i progetti che arrivavano in Federazione non venivano presi nemmeno in considerazione, che diceva (e aveva stra-ragione) che "del ciclismo femminile in Italia non gliene frega niente a nessuno" testuali parole. E il sottoscritto ci si era pure scontrato, a torto.

E allora siamo a domandarle: ma oltre le foto c'è qualcosa in più o no ? Ce l'avete un progetto per lanciare (più che rilanciare) una volta per tutte il movimento, oppure non vi interessa granchè perchè tanto le medaglie arrivano lo stesso e pazienza se il settore femminile in Italia non gode di buona salute per usare un eufemismo ?

Ci piacerebbe saperlo perchè di ciclismo femminile ne scriviamo con passione, perchè ci crediamo ancora nonostante tutto.


PS tanto per essere chiari fino in fondo: non è un attacco "politico", delle vicende di questi ultimi giorni non ce ne importa nulla, è solo che a distanza di 18 mesi dal suo insediamento non abbiamo visto non solo un progetto, ma nemmeno una dichiarazione, un "per il settore femminile faremo questo e quest'altro", a meno che noi non ci si sia perso qualcosa beninteso...

Buon lavoro


Alessandro Oriani

domenica 10 ottobre 2021

È così divertente ?

                                                                 

Breve cronistoria di un sabato sera da ridere con protagonista il ciclismo femminile su raisport:

2 Ottobre 2021, ore 19:30 italiane (18:30 per chi scrive), Raisport mette in onda le immagini del giro dell'Emilia categoria donne elitè, rapida presentazione delle squadre (ne fanno vedere tre, forse quattro, di cui una due volte), qualche immagine delle ragazze che si dirigono alla partenza e via che si va. Niente riprese dall'elicottero (che per carità, ci può stare con quello che costa...), una sola "moto ripresa" una che fa vedere solo le atlete in testa al gruppo, si tira "di cinghia" insomma, ma visto che il ciclismo femminile tendenzialmente non se lo filano di pezza, va (già) bene così, piuttosto che niente è meglio "piuttosto".
Pronte ? Via !!! Scatti e controscatti, chiacchiere in libertà dei due commentatori che si limitano a fare il compitino senza mostrare chissà quale entusiasmo; chi scrive rende grazie al Signore e pensa che se ci fosse stato il CT più sponsorizzato del mondo sarebbe stata una lunga litania a base di "ecco Tizia che prova ad allungare, ricordiamo che è fidanzata con Caio, professionista nella squadra Tal de Tali, con lei Sempronia che era fidanzata con Tizio, professionista della Quel Tal Paese, però si sono mollati da un paio di mesi e adesso si è messa con Tizio II professionista della Vai a Sapere ", ritmo extra slow ma se non altro i due al microfono non ci rendono nota la situazione "matrimoniale" di mezzo gruppo. È già qualcosa.
La telecronaca bene o male scorre via , peccato che a un certo punto, imbeccato dal commentatore, il buon Petacchi si mette a parlare di quando correva lui, roba di 20 anni fa , minuti interminabili, chi scrive ride per non piangere, il mio co-redattore (eravamo in collegamento su facebook) va di facepalm, amareggiato, deluso, scuote la testa, mi domanda "ma cosa stanno dicendo ?" e chi scrive non trova una risposta, chi scrive continua a ridere.
A questo punto chiunque potrebbe pensare "beh, peggio di così non si può", e invece...
Invece a un certo punto il colpa di teatro, il genio, senza preavviso, le immagini della corsa "staccano" e Raisport si collega col "Palapanini" di Modena dove si è conclusa da poco la finale di Super Coppa tra Conegliano e Novara per un quarto d'ora di chiacchiere tra Lucchetta e un altro paio di tizi, "così", d'emblée, prima di tornare alla corsa e alla telecronaca (della corsa), roba che non si vedeva da tempi del motomondiale classe 500 negli anni '80.
Immaginiamo una situazione del genere nel bel mezzo della telecronaca di un anonimo Atalanta - Empoli, sarebbero stati volatili per diabetici, le società avrebbero fatto la voce grossa con le TV, sarebbero partiti i ricorsi al Codacons. Ora, nel momento in cui una TV (quale che sia) interrompe la trasmissione di una corsa per incastrarci dentro la "coda" di una partita di pallavolo arrecando un danno agli sponsors che hanno già di loro poca visibilità, se io sono un team manager, faccio un filmato di 10 minuti dove metto in evidenza il servizio reso all'intero movimento, poi chiamo Dagnoni e dico "buonasera presidente, sono "TIZIO" del settore comunicazione della squadra Tal dei Tali, mi faccia 5 stories su Instagram in italiano, lituano, olandese, russo, francese, inglese, tedesco e ucraino, le do' io i testi già tradotti, il mondo deve sapere come viene trattato il ciclismo femminile in Italia, dopo di che le stories le facciamo rilanciare dalle atlete, dai parenti delle atlete, dai fidanzati/mariti delle atlete, dalle amiche, dai dirigenti fino a quando le non vanno "in tendenza", così la prossima volta ci pensano due volte prima di interrompere... Dopo Insta, se sono il dirigente di una squadra, dico al mio social manager di fare un post su Facebook al giorno e mando avanti il tutto fino a quando i posts non vanno in tendenza anche su Facebook, dopodichè vado su youtube e metto il filmato della corsa (incluso il colegamento con Modena), poi vado su Twitter e anche li' giù "di spatola" a suon di "twits" per tutta la notte, poi chiamo il presidente della FCI e gli dico a) di convocare una conferenza stampa coi responsabili della redazione ciclismo di Raisport, b) di chiedere un po' più di attenzione e di equilibrio. Si fa così, altrimenti passi la vita a subire.
Cosa fanno i responsabili dei socials delle squadre ? I team managers sono contenti ? Se la risposta è "si", ci ritiriamo in buon ordine, se la risposta è "no" e gli serve qualcuno per gestire la parte "social", facciano sapere.

domenica 21 febbraio 2021

Elezioni FCI: due cose che speravamo di sentire.




Nonostante questo spazio si sia esposto da tempo a favore di un nome tra i candidati, in queste settimane abbiamo cercato di trovare e condividere più confronti possibili tra il poker di pretendenti alla presidenza della Federciclo di casa nostra, per offrirvi la più variegata platea di progetti, opinioni, buoni propositi. Abbiamo ovviamente avuto un occhio di riguardo sull’argomento ciclistico femminile, quest’ultimo ben poco discusso. Se da un lato il pensiero era che quando si parlava di ciclismo su strada era sottinteso tutto il mondo ciclistico di qualunque categoria, dall’altra però speravamo di più perché due cose non sarebbe stato male analizzarle.

1) Ciclismo rosa di casa nostra;

l’arrivo del World Tour femminile rappresenta una realtà di alto livello senza dubbio, ma solo per chi se la può permettere. Quando è stato varato è capitato che la 1^ Classe è salita di un gradino diventando Business Class, ma togliendo la seconda classe e trasformandola in turistica. Già questo è tema che rischia di costruire differenze che potrebbero – speriamo di no – riportare il ciclismo rosa di casa nostra a rivivere quel periodo dove poche persone lo tenevano in mano. 

2) Salto con l’asta, senza l’asta;

continuare senza la categoria Under 23 il famoso ‘salto’ (da Juniores direttamente a Elite) rende le cose ben più complicate, favorendo una maggiore possibilità di perdere per strada un numero di ragazze che spesso, ciclisticamente parlando, devono crescere in fretta. Non tutte hanno il talento enorme di una Paternoster o di una Balsamo, non tutte riescono a trovare un ambiente dove la parola ‘pazienza’ trova casa ed è accettata da dirigenti o tecnici. 

Ecco due motivi che speravamo potessero diventare argomento di discussione prima e impegno poi.


mercoledì 6 gennaio 2021

Scrivi "open" e leggi "salvezza" ?



Sono trentuno gli appuntamenti resi noti dalla Federciclo con il calendario gare 2021 per il panorama rosa nel nostro territorio. Non pochi, anche se vi sono delle distinzioni da rimarcare. Quella più evidente anche all’occhio del non appassionato è il numero di prove, sedici, che si presentano con la formula “open”. Due sole le prove World Tour dopo la retrocessione ciclistica del Giro, che vivrà di inviti che dovrebbero essere comunque di primo piano.

Sedici su trentuno sono praticamente un evento su due. Una formula che in questo periodo profuma di un comprensibile “uno per tutti e tutti per uno, sennò rischiamo di chiudere baracca” e che permetterà la presenza di più società per concentrarle in un evento utile ad avere una robusta presenza di concorrenti. Ottimo esempio è stata l’edizione messa in piedi dalla Racconigi Cycling Team in quel di Cuneo, che ha presentato una bella partecipazione in termini numerici.

All’occhio dell’osservatore occasionale, quello che non va certo a cercare questioni tecnico-sportive, questi eventi “aperti” non dovrebbero sfigurare. Di contro, al momento sono soltanto sei le prove specificatamente Juniores. Permetteteci di contarne due in meno, quindi quattro, visto che due sono quelle che assegnano i tricolori in linea e a cronometro. Le altre saranno dentro il meccanismo “open” per unire categorie di livello diverso e permettere, di riflesso, quella maggior partecipazione numerica che potrà provocare la sopravvivenza dell’evento.


A cura di Manuel

martedì 1 dicembre 2020

Perchè Di Rocco non è fuorigioco.

 



Pare che il non più lontano 2021 potrebbe rappresentare la fine dell’era ciclistica Di Rocco-Federciclo. Potrebbe, perché quando si gioca sulla scacchiera dei piani alti, nelle stanze dei bottoni, lo sport deve vedersela con la politica, gli interessi, le promesse, gli scambi di favore che diventano voto. La persona che settimane addietro, prima di tutti, si è presentata con la volontà di candidarsi per la presidenza e, sempre prima di tutti, ha iniziato a far conoscere le sue intenzioni nel caso di nomina è Silvio Martinello. Non stiamo a disquisire sulle possibilità dei candidati, sui perché si e perché no, sui pregi o sugli eventuali difetti. 

Quello che ha riscaldato l’ambiente nel periodo dedicato alla campagna elettoral-ciclistica è il clima abbastanza pepato che pian piano si è fatto strada. Dichiarazioni che da una parte all’altra si sono fatte strada anche in modo un po’ acido. Certamente non l’ideale, ma forse figlie di un qualcosa che non si veda l’ora che cambi, mentre vi è una controparte che di farsi da parte non ne ha una gran voglia, o quantomeno non ha una gran voglia che le cose cambino troppo. 

Due motivi per cui Di Rocco non è ancora fuori? Uno potrebbe essere che noi italiani abbiamo da sempre, per cultura, una paura dannata dei cambiamenti. Un’altra è che Di Rocco non viene soltanto da tre lustri da padrone di casa, ma da altrettanti nel dietro le quinte. In Federciclo vi sono persone che senza lui avrebbero dovuto trovarsi altro da fare la domenica. Quindi se da un lato vi è un candidato (Martinello) che sembra essere visto in maniera positiva, lo stesso dovrà vedersela con rappresentanti regionali o provinciali che a Di Rocco devono non poco.