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giovedì 27 luglio 2023

Campionati italiani cronosquadre cat. ''Junior'' e ''Open'' - Sospirolo (BL) 22 Luglio 2023

 Dal canale Youtube ''Giù di sella'' dell'amico Manuel, mi farebbe piacere se oltre a prendere visione cliccando sul link qui sotto o facendo ''copia e incolla'' sulla barra degli indirizzi, metteste il like al video e vi iscriveste al canale attivando le notifiche. Per quanto riguarda il blog, torneremo dopo la conclusione del Tour de France, a modo nostro. Grazie.


                            https://www.youtube.com/watch?v=cG18RPrWxAU 



mercoledì 28 dicembre 2022

Grazie e 1000 ciao !!!

Solo macerie, piaccia o no è così, dimostrateci il contrario





Eppure l'avevamo detto in tempi non sospetti e molto probabilmente, a qualcuno che restava e che resta nascosto, la cosa ha dato parecchio fastidio: o ''World Tour'' o ''classe turistica'' (a voler essere buoni). E cosa ha portato il World Tour al nostro movimento ? Solo macerie. Perchè solo macerie ? Ci sono diversi articoli qui sul blog che spiegano il perchè e il per come, ripetere ancora le stesse cose millemila volte anche no. LEGGETE GLI ARTICOLI.
Qui di seguito spieghiamo il motivo per il quale le risorse destinate a 10 giorni di Giro d'Italia e al Trofeo binda potrebbero essere utilizzate per organizzare un circuito di gare Junior e under e sostenere la base.
Andiamo dritti al punto ora e facciamo due conti, vediamo quanto costa organizzare una gara World Tour in Italia e... un'ultima cosa: se qualcuno pensa che le gare 
''World Tour'' che si sono disputate in Italia abbiano giovato al movimento, ci faccia sapere in che modo, i commenti campati in aria, scritti per compiacere gli ''amici degli amici''  e privi di argomentazioni valide verranno cestinati, qui funziona così.

                                                Ma quanto mi costi ?



Qui di seguito vediamo quanto costa organizzare una gara World Tour in Italia, indicativamente ça va sans dire.

- Cibo e bevande per i volontari 1375 € (11 € a volontario, indicativamente un evento World tour ne richiede 125 - 150)
- Diaria Direttore di corsa 109 €
- Diaria giudice di gara 87 €
- Additional Ref/Judge 76 €
- Cronometrista 87 €
- Giudice di gara in moto 76 €
- Pernottamento (Giuria) 100 €
- Spese di viaggio 0,34 € al km
- Assicurazione 5 moto scorta tecnica (a noleggio) 500 € 
- Assicurazione auto (seguito, stampa, radiocorsa ecc) 458 € (14 conducenti)
- Cambio ruota 545 €
- Montepremi 46000 € (250000 per il Giro d'Italia)
- Numeri di gara 218 €
- Trasponders 381 €
- Servizio cronometraggio 1200 €
- Toilets portatili 600 € 
- Trofei 2888 €
- Medici di gara (2) 240 €
- Elicotteri per le riprese tv da 5 a +10000 euro all'ora, facciamo una media di 7500, ne servono due (uno fa da ponte), quindi sono 15000 euro all'ora.
- Ambulanze (2) 160 €
- Noleggio transenne 1,20 € al metro lineare, ipotizzando di metterle negli ultimi 200 metri 480 €
- Gruppo elettrogeno (a noleggio) 100 €
- Palchi punzonatura, speaker e premiazione 3000 €
- Speaker ???
- Noleggio impianto audio (palco punzonatura, premiazioni e speaker) 1000 € 
- Segnaletica (esclusa quella sul percorso) 137 €
- Benzina per le vetture del direttore di corsa ecc. non siamo riusciti a quantificare il costo , di conseguenza, niente cifre a random ''tanto per''.
- Pulizia e riparazione strade vedi sopra, il costo potrebbe essere non indifferente sopratutto alla voce ''riparazione strade'', ma piuttosto che scrivere cifre a casaccio ''tanto per''... 
- Telecamere fisse e cameramen vedi sopra, di nuovo


                                                         Ma quindi ?


Facciamo due conti: organizzare una gara World Tour in Italia costa (sempre indicativamente e stiamo ''bassi'') 74.817,34 € , se parliamo di Giro d'Italia le cifre salgono a 538173,4 € laddove le due voci più impattanti sono gli elicotteri (e siamo stati bassi coi costi) per le riprese e il montepremi. Ora, domanda: posto che la risposta del pubblico per quanto riguarda il Giro d'Italia è stata scarsa come al solito (gli ascolti in tv non contano, contano le presenze a bordo strada NON solo all'arrivo, è lì, lungo il percorso che si misura l'interesse nei confronti di una gara): promoters del Giro e del Trofeo Binda, posto che le gare junior e under non necessitano di chissà quali strutture accessorie, avete a cuore il ciclismo femminile ? Si ? E allora, perchè non organizzate un circuito di gare in stile ''Road Series'' come in Inghilterra ? Costerebbe di meno, le junior/under avrebbero modo di fare attività e il movimento non andrebbe incontro a un declino che pare irreversibile per i motivi che abbiamo già spiegato due o tremila volte: di nuovo, cari followers, LEGGETE IL BLOG, LEGGETE GLI ARTICOLI.
Morale: inutile che il settore femminile italiano si faccia bello con 10 giorni di gare seguite da pochi intimi (il Giro) e col trofeo Binda se ''dietro'' non c'è una programmazione mirata per sostenere la base. 
Qualcuno mugugnerà in silenzio, qualcun altro verrà a dirci che è tutto bellissimo, che tutto funziona alla stra-grande e che è ora di finirla con questo disfattismo, NOI guardiamo in faccia la realtà, chi ci critica oggi, non venga qui un domani a dirci ''avevate ragione voi'', la ragione la si da' ai fessi.

Arrivederci al prossimo articolo e LEGGETE IL BLOG se volete un punto di vista diverso dai soliti comunicati stampa dai toni eternamente trionfalistici che si possono trovare sul web, male non fa.

Il Predicatore

                                                                  

domenica 18 settembre 2022

Presidente Dagnoni, siamo ancora noi.

Saremo brevissimi stavolta, glielo promettiamo. A inizio mandato ha parlato di una federazione da gestire come se fosse un'azienda, giusto ? In ogni azienda che si rispetti, persino nei pubs più piccoli del Regno Unito, quelli sperduti nella campagna del Cheshire, arriva il momento in cui ci si siede attorno a un tavolo e si traccia un bilancio, noi non possiamo e manco vogliamo presenziare ai vostri team meetings, ci basta seguire le vicende del ciclismo di casa vostra (scriviamo dall'estero) per vedere un settore femminile che al netto delle vittorie che raccoglie in giro per il mondo è agonizzante, tra squadre che fan fatica a tirar la sera con la mattina, poche corse, gare a loro modo storiche nel panorama nazionale che hanno visto la partecipazione delle migliori al mondo cancellate, mentre a Vargarda (in Svezia !!!) si corre come da tradizione a fine Agosto. Ce la fanno in Svezia a mantenere viva una gara, la Svezia che ha prodotto solo la Johannson e la Liungskog come atlete di vertice negli ultimi 20 anni, in Italia, con "tradizione e cultura vincente" cit. sempre quel portoghese tornato recentemente di moda negli stadi della serie A italiana, abbiamo visto sparire tante di quelle gare che basterebbero per farci un "calendario"; si lo sappiamo, è la solita litania già scritta e riscritta su queste colonne ma tant'è. 

Che ha fatto la federazione ? Poco, pochissimo, ed è fattuale la cosa. Quanti sponsor di livello ha portato al di la' dei soliti noti ? Cosa ha fatto per fare avere un minimo di copertura mediatica alle gare che non fossero il Trofeo Binda ? Più le nostre atlete portavano a casa medaglie e più il settore femminile scivolava in basso (e la discesa continua inesorabile). Ha dell'incredibile, solo in Italia.

Pertanto, e concludiamo, visto e considerato lo scarso supporto che la federazione ha sinora dato al movimento (ed è FATTUALE, lo ripetiamo), le chiediamo la cortesia di non farsi fotografare con le nostre atlete ai mondiali se dovessero vincere la maglia iridata o dovessero andare a podio, il merito sarebbe solo loro e di chi le segue giorno per giorno facendo i salti mortali. È troppo facile ricordarsi delle nostre atlete solo quando vincono lasciando la "base" ad arrangiarsi come meglio può.

Buon lavoro.

mercoledì 17 febbraio 2021

Tempo scaduto ?


Sicurezza e impianti, centri di formazione, categorie giovanili, reclutamento, ne hanno parlato tutti i candidati alla presidenza FCI durante le "live" che si sono succedute su Facebook e su altre piattaforme online nel corso delle ultime settimane. Tante chiacchiere, tante belle parole,tante idee, peccato che manchino i "mezzi", leggi "soldi" per metterle in pratica, perchè come si evince dall'ultimo bilancio FCI gli sponsors incidono pochissimo (e sarebbe interessante saper dove finiscono quei soldi) a fronte di un budget di spesa per quanto riguarda la voce "dipendenti" e quindi comitati regionali, provinciali per non parlare di coloro i quali lavorano a Roma che è in netta controtendenza. Che sia il caso di snellire la "macchina burocratica" visti i costi esorbitanti che comporta ?

Parliamo di centri di formazione, si vuole incentivare la pratica del ciclismo sopratutto nei velodromi (che meritano un paragrafo a parte) quando chiunque frequenti o abbia frequentato l'ambiente a vario titolo sa che quando va bene la stessa bicicletta da pista opportunamente adattata viene usata da tre praticanti. Sembra di essere nel 1998 quando su alcune testate giornalistiche del settore se ne parlava, quando si diceva che si riusciva a malapena ad avere il vestiario da gara, altro che le bici... Siamo nel 2020 e ça va sans dire, non è cambiato niente, nel frattempo abbiamo avuto ct delle nazionali su strada "pro" pagati uno sproposito mentre all'estero, parole di Francesco Moser, "venivano nominati li' per li' ogni anno", soldi che potevano essere investiti meglio già allora per la "base" o per realizzare delle strutture indoor all'altezza della situazione e invece... 

La domanda è sempre la stessa: Niente ? NIENTE. Non è stato fatto niente e solo adesso ci stiamo, anzi, si stanno rendendo conto che la "base" è quanto mai fragile e senza quella crolla tutto quanto ci sta sopra. Mi domando con quali mezzi i candidati vogliono realizzare i loro progetti, davvero.

                                                      Velodromi


Da anni continuiamo ad inseguire mentre all'estero, in Francia, nel Regno Unito, in Australia, Germania, Nuova Zelanda per citare le nazioni dove esiste una forte "cultura" del ciclismo su pista, la base è solida perchè le cose sono state fatte quando era il momento di farle, è stata creata una scuola di tecnici di primo ordine e i corridori sono stati messi in condizione di lavorare al meglio. Il Regno Unito dove vive chi scrive, ha sei velodromi indoor, le università  hanno le squadre di ciclismo sul modello dei colleges americani, i meetings su pista sono seguitissimi e quasi sempre sold out (nella foto sopra, il velodromo di Manchester durante i campionati nazionali inglesi 2019 ai quali chi scrive era presente), le scolaresche vengono invitate ad assistere alle gare e il reclutamento di giovani promesse viene da se,' perchè su 1500-2000 bambini/bambine è normale e automatico che più di uno/una pensi "voglio provare anch'io, voglio essere come Jason Kenny o Victoria Pendleton". 

In Italia ? In Italia il pubblico delle grandi occasioni nei velodromi (per lo più all'aperto, vetusti e scomodi) non si vede dai tempi delle Sei Giorni di Milano al vecchio Palasport di San Siro, perchè in Italia, o manifestazioni TOP oppure nulla, gli appassionati non si muovono da casa.  Niente pubblico, zero incassi, poca voglia degli sponsors di investire (e non li biasimo), bene o male sempre li' si torna.

 Impianti, strutture, programmazione, tutte cose che non si fanno dall'oggi al domani, mentre all'estero la macchina organizzativa è bene oliata ormai, in Italia ci si aggrappa alla speranza che arrivino delle medaglie dalla rassegne mondiali, olimpiche eccetera,dietro non c'è niente altro se non la grinta e la determinazione dei corridori e la capacità di spaccare il cappello in quattro dei tecnici (Salvoldi in primis) che hanno pochissimi mezzi a disposizione e compiono degli autentici miracoli.

Altra domanda: i soldi, pochi o tanti che fossero, a differenza dell'Italia sono stati forse utilizzati MEGLIO all'estero ? A Milano abbiamo il Vigorelli che potrebbe essere un gioiello se solo si volesse: possibile che in tutti questi anni nessuno abbia mai pensato a un progetto per coprirlo lasciando il layout della pista inalterato ? Possibile che con tutti i soldi derivanti dai finanziamenti del CONI non si sia mai riusciti a trovare le risorse per metterlo in condizione di essere fruibile 365 giorni all'anno ? Perchè in America si realizzano strutture coperte come gli stadi NFL da 70-80000 spettatori e in Italia non è mai stato possibile pensare a un Vigorelli indoor ? La struttura c'è già, basterebbe coprirla, dotarla dei servizi necessari e avremmo un signor impianto facilmente raggiungibile da tutto il Nord Italia coi mezzi pubblici (ovviamente non adesso per via del Covid). Invece no, inseguiamo improbabili cattedrali nel deserto come il velodromo di Spresiano che, qualora venisse ultimato, verrebbe usato ben che vada dai veneti e dai trentini. Abbiamo Montichiari è vero, ma anche li' stesso problema, è bello anche se non capientissimo, ma arrivarci senza automobile è un "parto". Bella struttura ma sprecata per via della sua ubicazione. Servirebbero poi minimo altri due velodromi indoor, uno al centro e uno nel sud Italia, ma se non sono mai stati costruiti prima, non vedo come possano vedere la luce in questo periodo storico, la loro mancanza è un "freno" di quelli grossi alla crescita del movimento; certo, ci sono strutture all'aperto ma non bastano.


                             Reclutamento, sicurezza e bike parks

                                    

A mio modo di vedere, parlare di sicurezza e pretendere di portare in pista dei "giovanissimi" mi pare irrealistico, servono più velodromi (anche all'aperto in questo caso), dove un ragazzino di 10-11-12 anni possa apprendere i rudimenti della guida del mezzo senza dover avere a che fare con le pendenze esasperate che si possono trovare nei velodromi "tradizionali" e possa allenarsi in condizioni di reale sicurezza. Portare un G4 a Montichiari piuttosto che a Dalmine senza che abbia imparato come stare in bici equivale a portare un giovane kartista alle prime armi da Lonato a Monza o Daytona senza avergli fatto fare nessun passaggio intermedio e sperando che tutto vada bene, ecco perchè servirebbero velodromi come quello del Parco Nord di Cinisello Balsamo sul quale chi scrive ha anche pedalato anni fa, strutture che possono essere una bella "palestra formativa" sopratutto per i giovanissimi in TOTALE sicurezza. Bike parks ok, ma che non siano "dedicati" solo a MTB e BMX.

Il reclutamento: il ciclismo tradizionalmente attinge da famiglie dove i genitori hanno corso in bicicletta, dove ci sono fratelli o sorelle maggiori che corrono in bicicletta, è stato così per chi scrive ed è così per un buon 80-90 per cento dei casi. La soluzione al problema passa attraverso una migliore "promozione" del prodotto "ciclismo", avere velodromi coperti, incentivare le scuole a portare i bambini a vedere i meetings su pista ma non solo. Duole assai dirlo, ma da sempre il ciclista, nell'immaginario collettivo viene visto come il "fratello sfortunato" di quello che pratica il calcio, il tennis, la pallacanestro solo per citare qualche disciplina, perchè il ciclismo viene "venduto" male, le corse minori vengono passate in tv a orari improponibili, riprese male e commentate pure peggio con speakers che pare si divertano a fare a gara a chi dice lo strafalcione più grosso e a chi storpia di più e meglio i nomi dei corridori. Duole inoltre dire che i casi di doping non aiutano e tengono alla larga dal movimento i genitori di quei ragazzini che vorrebbero correre. 

Personalmente, se avessi un figlio che volesse iniziare, non so se mi sentirei così tranquillo sapendo come funzionano le cose, vedendo come vengono trattati anche i più giovani, cercherei un team manager assolutamente al di sopra di ogni sospetto e con un forte progetto "ETICO" prima che tecnico, un manager che non cerchi il risultato a tutti i costi, ce ne sono, non sono molti purtroppo e più si sale con le categorie e più si va a peggiorare. L'ambiente deve darsi una regolata in materia di doping, altrimenti sarà sempre più difficile mantenere in vita il settore giovanile senza il quale il movimento d'elitè rischia di scomparire. Senza credibilità non si va da nessuna parte.

Tirando le somme: si è fatto troppo poco in passato, si cerca di recuperare affannosamente e come se non bastasse c'è questa pandemia che rende tutto ancora più complicato, mentre all'estero con le dovute cautele si continua a fare attività e a formare nuovi atleti. A meno di improbabili miracoli, chi scrive non vede come si possa attuare il tanto auspicato cambiamento senza mezzi, senza strutture e con una pandemia che ci penalizza di più rispetto ad altre nazioni.