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venerdì 22 dicembre 2023

Poi non dite che non ve lo avevamo detto...



Avevamo promesso che ne avremmo parlato, lo facciamo prima di chiunque altro in Italia, poi ci divertiamo a vedere se qualcuno copia, ritaglia e si ''acchiitta'' questo contenuto... ''Vi aspectiamo'' semicit.



- Nome: Emma

- Cognome: Jeffers

- Data di nascita: 24 Novembre 2004 (19 anni)

- Nazionalità: inglese

- Vive a: Chorley

- Caratteristiche tecniche: velocista (almeno per il momento) ma sa imporsi anche in solitaria. Atleta da ''classiche'' del Nord fatta e finita.

- Strenghts: proviene dal BMX, ha corso in pista, di conseguenza sa andare in bicicletta e sa farsi trovare al posto giusto nel momento giusto, un ottimo cambio di ritmo, gli ultimi 50 metri brucianti quando bisogna passare da ''veloce'' a ''velocissimo''. 

- Weaknesses:  Ha pagato lo scotto del maggiore chilometraggio delle gare alle quali ha partecipato correndo contro le ''elitè'' in UK in età da junior, ha compiuto da poco 19 anni, il tempo è dalla sua, speriamo che non si snaturi nel tentativo di migliorare sulle salite medio-lunghe.





                                                   UN PO' DI STORIA



Tralasciando volutamente il periodo ''BMX'' durante il quale eccelle sia a livello nazionale che continentale collezionando anche un argento mondiale, Emma debutta nella ''JRC Interflon'' a 17 anni alla Gand - Wevelgem junior 2022 con un quarto posto senza aver mai corso su strada prima di allora, si classifica quinta ai campionati britannici junior.

 Il primo alloro a fine Agosto 2022 al  Ceratizit Grand Prix (junior) ex GP di Plouay dove si impone arrivando da sola la traguardo, vince la classifica finale del ''Tour Series''che solo due anni fa aveva fatto registrare un'audience di due milioni di spettatori in UK con diretta su ITV, i media locali iniziano a parlare di ''rising star'', di astro nascente del ciclismo britannico: nonostante le luci dei rifllettori, la vittoria prestigiosa nell'ultima tappa del Tour Series a Manchester davanti a migliaia di spettatori, si dimostra molto più matura dei suoi 17 anni: felice per i risultati ottenuti, per le attenzioni ricevute dai media britannici ma allo stesso tempo ''testa bassa'' e la consapevolezza che la strada per emergere ad alto livello è ancora lunga.

Nella stagione appena conclusa (2023) invece, soffre più del previsto ma solo per coloro i quali soffrono di ''Evenepoelismo'', una patologia che affligge gli appassionati di ciclismo dell'ultima ora e della penultima, una patologia che porta alla ricerca spasmodica e compulsiva del baby campione o della baby campionessa. Una patologia quella dell' ''Evenepoelismo'' che su queste colonne non trova e non troverà mai posto piaccia o no.

Ad ogni modo, Emma firma per la Das-Handling, altra squadra locale inglese ma con qualche risorsa in più rispetto alla piccola ''JRC - Interflon'' e l'ambizione di crescere ancora, nonostante abbia solo 18 anni viene erroneamente considerata come ''elitè'' anche se è junior a tutti gli effetti, debutta alla Clasica De Almeira e si ritrova di colpo a competere con ragazze che fanno il WT, l'impatto è di quelli tosti, termina 69esima in classifica finale. A fine Marzo il primo piazzamento tra le elitè anche se di fatto è (lo ricordiamo) ancora junior: settima alla ''Anexo/Cams Women's Cycle Classic, poi nessun risultato di rilievo fino a Giugno e Luglio dove inanella un quinto posto, un ottavo, un quinto e un secondo posto in corse del calendario britannico, non sfigura in un paio di gare disputate in Belgio l'8 e il 12 di Agosto. i riflettori dei media specializzati di oltremanica si spengono un poco su di lei e non è un male anzi...

A Settembre va due volte a podio e vince una frazione alla ''Ras na mBan'', corsa a tappe di secondo piano che si svolge in Irlanda e chiude di fatto la stagione 2023.


                                                            MOVING FORWARD

È notizia di questi giorni (dal suo profilo Instagram  ''emma_jeffers_) la firma per la ''Liv Alula Jayco Women's Continental Team'', team satellite della ''GreenEdge'', scelta perfetta se vista da ambo le parti, perfetta per Emma che potrà lavorare in un contesto che ha accesso alle strutture del team che corre nel World Tour, perfetto per il suo team che si ritrova tra le mani un diamante da sgrezzare con calma e senza la benchè minima ''pressione'', poi chissà... :-)


                                               PER CONCLUDERE

Un talento, un diamante grezzo tutto da ''lavorare'' che qualcosina ha già fatto vedere, sconosciuta ai più, potenzialmente una mina vagante capace di tutto se trova la giornata giusta, ben lontana dall'aver raggiunto il suo massimo potenziale. La testa c'è, le skills pure, il talento è da vendere (basta vedere come sta in bicicletta...) se viene seguita adeguatamente, se non si abbatte alle prime difficoltà, può essere una sorpresa per molti.

Per quanto ci riguarda ci aspettiamo una ulteriore crescita senza la ricerca dell'expoit ad ogni costo, in perfetta ed elegante controtendenza con le mode imperanti tra i media che ''pompano'' all'inverosimile l'ennesima ''next big thing'' salvo ''scaricarla'' alla prima battuta d'arresto, o che portano in palmo di mano atlete che non hanno mai fatto intravvedere nemmeno un lampo di classe ma che godono sempre del favore dei media-amici.

Noi di ciclismofemminile.blogspot.com, primi in Italia, ne abbiamo parlato approfonditamente, voi tenete l'icona aperta e segnatevi il suo nome, magari chissà, nel giro di tre anni... Con calma...

Arrivederci al prossimo articolo.


Il Predicatore





                                                   







 

lunedì 23 ottobre 2023

Pochi mezzi, molti problemi ma idee ben chiare




Si è conclusa da alcuni giorni la ''Vuelta Internacional a Costa Rica'', gara a tappe imperniata su 4 giornate di corsa riservata alla categoria donne elitè, la vittoria è andata a Lilibet Chacòn (per lei anche un esperienza europea tra le fila della ''Michela Fanini - GeoTech''), ma non è della gara, dell'aspetto ''agonistico'' che vogliamo parlare.


                                                COSÌ NO POR FAVOR



Andiamo dritti al punto: hanno ''fatto'' molto con quel poco (o pochissimo) che avevano ma ci arriviamo più in là, per converso, per quanto riguarda la sicurezza, purtroppo si sono viste le tipiche lacune delle ''domestic races'' che si disputano in Centro America/America Latina, quindi auto piuttosto che autobuses provenienti in senso contrario anche all'ultimo km, persone che attraversavano la strada davanti alle atlete senza crearsi il benché minimo problema (cose viste anche in Italia anyway), dossi rallentatori 30 metri prima della linea d'arrivo... È un problema di ''cultura'' e di educazione certo, ma ha dato da pensare il fatto che nemmeno il circuito finale fosse adeguatamente delimitato da transenne e/o presidiato da un servizio d'ordine degno di questo nome.
È andato tutto bene nel senso che nessuna atleta si è fatta male a causa di queste gravi lacune organizzative, ma affidarsi sempre alla buona sorte anche no, il ciclismo è uno sport pericoloso già di suo,le ragazze non hanno bisogno degli ''extra'', chi viene qui a picchiare i pugnetti dicendo che ''va bene così, si è visto di peggio'' CIT. , va a fare un giro senza passare dal via. Sia ben chiaro.


                     IL LATO POSITIVO, LE DOLENTI NOTE, UN                                                    CONFRONTO A DIR POCO IMBARAZZANTE.


Tante lacune organizzative ma anche cose positive: 4 tappe, molte partecipanti con mezzi all'ultimo grido, squadre che si sono mosse da ''squadre'' a dimostrazione di un movimento in crescita e poi i media, la comunicazione... Parliamone, tanto non lo facciamo mai e poi dite la verità: non aspettavate altro che ''la solita ramanzina serale'' cit. ai media italiani no ?

''Crciclismo'' VS Media tricoloriti è finita cinque a zero: dirette Facebook e YouTube anche di 5 ore, 3 telecronisti, approfondimenti post tappa, Marisol Toro Valencia (giornalista) ha il suo spazio ''Noches de ciclismo feminineno'' su YouTube dove intervista le atlete e parla dei problemi del ciclismo femminile in America Latina senza il timore di dover scontentare nessuno. basta questo per chiudere la partita, in italia siamo ancora alle fotine.


  IO FAREI VOLENTIERI A MENO DI RIPETERE SEMPRE LE STESSE COSE...



Lo so lo so, dice ''eh ma quelli di ''Crciclismo'' fanno poche visuals''... Quindi ??? Meglio provare a far qualcosa, o proseguire su una strada che da 15 anni a questa parte non ha portato da nessuna parte ? Dice ''eh ma c'è GCN''... Certo, prendi lo ''sportivo'' italiano medio inteso come l'appassionato che guarda lo sport in tv e chiedigli se sa cos'è GCN, perchè io so che c'è chi dice ''eh ma c'è GCN ''... 

La pay tv può andar bene nel momento in cui ti sei costruito delle fondamenta e un seguito consolidato ma qui (in Europa) da questo punto di vista non c'è NIEN-TE. E frega zero delle foto sul sito di nicchia, forse giusto alle esordienti/allieve possono interessare, ma più si sale e più le priorità sono ALTRE.

Siamo così sicuri che le atlete non abbiano nessuna voglia di parlare, di intervenire su uno spazio ad hoc su YouTube ? Chiediamo perchè quando 15 anni fa (ma anche prima, anche a fine anni 90/inizio anni 2000) dicevamo che internet per promuovere il ciclismo femminile era utilizzato poco e male, c'erano ''tifosi'' e ''media'' che partivano in automatico col sorrisetto di commiserazione contro quel rompicoglioni del Predicatore che qualche idea per la quale non servivano investimenti milionari la proponeva di tanto in tanto...

No, loro, i semidei dei media in rosa volevano solo ed esclusivamente tutti ai loro piedi come una casta capricciosa, nel frattempo il movimento non faceva passi in avanti verso la tanto agognata ''visibilità'' anzi... Btw, mi dicono che qualche squadra l'anno prossimo non sarà ai nastri di partenza...

Per la cronaca e per correttezza, ci sono bloggers e Youtubers (per lo più stranieri) che pur non facendo parte dell'ambiente sanno riempire gli spazi vuoti lasciati dai media ''istituzionali'', che sanno dedicare tempo e spazio per riflessioni che spesso risultano più interessanti dei soliti luoghi comuni di gente che non si è mai voluta evolvere e di tante cronache di gara che paiono scritte con l'IA, tanto il ''copione'' di una corsa ciclistica grosso modo è sempre lo stesso, basta cambiare i nomi delle protagoniste, tanto chi se ne accorge ? Se non ci credete provo a scrivere un articolo con l'IA lol.

Portare le atlete su YouTube ? Farle conoscere anche a coloro i quali scendono in strada a vedere una corsa solo quando il Giro (maschile) arriva a Roma piuttosto che a Milano o Torino pare troppo impegnativo, poi magari si rischia di affrontare certi argomenti ''sgraditi'' all'ambiente e a chi grazie all'ambiente mette il pane in tavola tutti i giorni. Meglio chiudere la porta in faccia a tutti, e continuare a fare clic clic trincerandosi dietro l'ormai celebre ''non si può fare'' per paura che altri (chi ???) possano lavorare in regime di concorrenza (che non c'è, perchè nun ce sta...) e alzare il livello dell'informazione. Se solo si rendessero conto certi ''operatori'' del settore: il bersaglio di questa spocchia, di questa paura che il seguito si possa allargare, sono le atlete grazie alle quali possono fare il mestiere che gli piace... Non ci arrivano.

Le atlete dovrebbero essere trattate come sovrane, magari anche un po' viziate sul fronte ''media'' essendo alla fine l'origine e il motore del movimento e invece niente, perchè la FCI pare essere in altre faccende affaccendata, non esiste una Lega ciclismo professionistico femminile, non esiste una associazione sul modello della ACCPI, i soloni dell'informazione si incazzano se gli spieghi come si potrebbe potenziare il marketing e le pubbliche relazioni, però... Però quando li senti parlare questi media, sopratutto del World Tour e delle corse più importanti, pare sia in corso la vendita dei diritti tv per svariati milioni di euro non si sa bene a chi, pare che il business abbia alle spalle strutture hollywoodiane; sono un po' come gli impiegatini milanesi che in metropolitana parlano di affari e di miliardi. Si ma degli altri. Con il panino con la mortadella e la Gazzetta nella valigetta.


                                                                     E BASTA...                       

Ok ok, per oggi il Predicatore ha quasi terminato, solo un po' di pazienza per dire che GS e professionisti dell'hospitality dicono ''eh ma ormai ci sono i socials, quello che DOBBIAMO comunicare lo comunichiamo li' senza cadere in qui pro quo vari ed eventuali, omissioni, alterazioni ecc'', il tutto stando bene attenti a evitare argomenti ''spinosi'' e domande ''scomode'' che con i miliardi di euro che girano nell'ambiente... Mi pare giusto no ? Peccato che sia esattamente quello che pensa qualsiasi dittatore vivente sul globo terracqueo e se pensate che il parallelismo sia eccessivo beh, non lo è affatto, perchè in Europa (Regno Unito escluso) le atlete devono solo pedalare e obbedire e non hanno nemmeno il diritto di parlare dei problemi del ciclismo femminile, sempre gli stessi problemi. Perchè piaccia o no, nonostante le bici di ultima generazione, il tanto sbandierato World Tour (durerà ? E se si per quanto ?) e le strutture che fanno il verso ai professionisti uomini, nonostante tutto, non è cambiato un cazzo.   



Sempre e comunque W Marisol.


Il Predicatore 

 

 

  


 

giovedì 27 luglio 2023

Campionati italiani cronosquadre cat. ''Junior'' e ''Open'' - Sospirolo (BL) 22 Luglio 2023

 Dal canale Youtube ''Giù di sella'' dell'amico Manuel, mi farebbe piacere se oltre a prendere visione cliccando sul link qui sotto o facendo ''copia e incolla'' sulla barra degli indirizzi, metteste il like al video e vi iscriveste al canale attivando le notifiche. Per quanto riguarda il blog, torneremo dopo la conclusione del Tour de France, a modo nostro. Grazie.


                            https://www.youtube.com/watch?v=cG18RPrWxAU 



martedì 20 giugno 2023

Anche se non mi leggeranno mai

 ... Solo per ringraziare quei siti internet che si sono occupati del Tour de Pyrenees e della questione ''sicurezza'', siti che non si occupano esclusivamente di ciclismo femminile e che ne hanno parlato. Il sottoscritto aveva sollevato il problema della sicurezza in gara sul defunto forum ciclismodonne.com una ventina d'anni fa, e c'era chi gli rideva in faccia...



Altri, quelli ''dedicati'' al 100% al ciclismo femminile, quelli che tra ciclocross, pista, strada e MTB, passano 300 giorni all'anno sui campi di gara, non hanno scritto mezza parola e si sono limitati alla cronaca delle (due) tappe (la terza è stata annullata). Ecco, loro non li ringrazio.


PS Totalmente fuori contesto ma non me ne frega niente: inutile che cerchiate QUI notizie sul Girodonne 2023 (sempre che si corra e parlo della cronaca delle tappe con ordini di arrivo e classifica generale), questo blog, caso mai non si fosse capito, non è nato per scrivere che la prima è arrivata prima, la seconda è arrivata seconda,la terza è arrivata terza e via così, se volete i comunicati stampa ciclostilati cercate altrove, voi sapete dove. 


Il Predicatore

martedì 6 giugno 2023

Ora ho due punti fermi

 



Brevissima premessa: stavolta col cavolo che chiudo il blog...


Punto 1: una volta è la bistecca adulterata, quell'altra è l'integratore inquinato, quell'altra ancora ''ho preso il farmaco Tal dei Tali a mia insaputa''... Ragazze la volete capire O NO che mi sono stancato di leggere certe notizie ? Io vi difendo a spada tratta e sfido chiunque a dimostrare il contrario, però dovete aiutarmi ad aiutarvi.



Punto 2: ho aspettato 24 ore prima di scrivere questo post, voglio solo dire che certi presunti addetti ai lavori che si limitano al compitino, che scrivono (oddio scrivono, diciamo che ''riportano'') sulla base di quello che riescono ad ''accozzare'' o vorrebbero ''accozzare'', non fanno il bene di un movimento fatto di fans (pochissimi) che devono sciropparsi suiveurs che per pochi euro pubblicano di tutto, ma quando ci sono casi di doping nel ciclismo femminile si dimenticano di scrivere due righe due, nascondendo la realtà dei fatti, anche la più eclatante.
Bravi tutti.

Il Predicatore

mercoledì 31 maggio 2023

Giro d'Italia 2023, prendiamo atto e per correttezza pubblichiamo

 Casualità o no, un giorno dopo il post che abbiamo pubblicato sul Giro d'Italia 2023 che potete trovare subito dopo questo, è apparso sul sito ufficiale della corsa rosa l'elenco delle tappe (QUI https://drive.google.com/drive/folders/1MljYOY4VmaL1LR4EbkZpFFisKbB_Ej3o il link), la veste grafica è un pò retrò visto e considerato che parliamo di una delle corse a tappe riservate alla categoria ''donne elitè''  più importanti al mondo, ma insomma, piuttosto che niente a volte è meglio ''piuttosto''.

Accontentamose per il momento, poi si vedrà.


Il Predicatore

martedì 16 maggio 2023

Non è una questione di soldi, è una questione di idee e di ''VOGLIA''

                                                      ''Oh mamma mia...'' 


Essì miei amati, il Predicatore, quello che doveva andare a guardare il calcio, quello che non sapeva ''combattere'' è tornato e ha ancora qualcosina da dire, piaccia o no.


                                  Tanti anni fa, in una galassia lontana...


Riavviamo un attimo il nastro, replay: una quindicina di anni fa il Predicatore scriveva quanto segue: ''non si può pensare di arrivare al ritrovo di partenza, gonfiare le gomme, correre e andarsene'', il Predicatore aveva lanciato alcune idee per promuovere il settore femminile e ancora ricorda i vari ''costa troppo'', ''non si può fare'', i risolini e gli sguardi di compatimento se non addirittura di odio dei soloni del paddock del circo rosa con tanto di ''è onnipresente''. Parentesi, il Predicatore non era onnipresente, andava alle corse quando poteva. Dava fastidio ? Si è ritirato in buon ordine. By the way, ce ne fossero di ''onnipresenti'' alle corse disposti a fare i km per esserci e supportare il movimento, altro che fastidio... Ad ogni modo questa strategia isolazionista, quindici anni dopo pare non aver portato nulla di buono al settore femminile se è vero come è vero che pubblico poco, gare poche, sponsors in fuga, campo partenti raffazzonato alla bell'e meglio con un tot di elitè e un tot di ''under'' per rimpinguare l'elenco delle iscritte. ''Solo amici e amici degli amici e il resto raus, alla larga dal ritrovo di partenza, alla larga dalle atlete senza fotocamere e smatphones possibly, c'è chi fa le foto, scrive il suo bel comunicato stampa da distribuire alle squadre le quali poi pubblicano il tutto su Facebook, bloggers che provano ad andare ''oltre'' evidenziando le criticità del movimento non ne vogliamo !!!''. Un'atmosfera ''pesante'' e lo è sempre stata, bastava andare alle corse e aprire gli occhi per accorgersene, contenti LORO...


                                         In  Inghilterra nel frattempo...


Tanti anni fa, il Predicatore aveva scritto che invece di allontanare il pubblico guardando in malo modo tutti quanti non fossero parte di una certa ''cricca'', bisognava avvicinare il pubblico alle atlete ad esempio tramite quelli che in USA chiamano ''meet and greet'', ovverosia, sessioni di foto e autografi con i fans, come si fa da anni (tanti) in Indycar ma non solo, vedi foto qua sotto, photo Verizon © .


Come potete vedere non servono strutture faraoniche, basta un tavolo, un paio di sedie, un fondale coi loghi degli sponsors (non dovrebbe costare un capitale farne fare uno), cartoline da firmare, un paio di atlete a rotazione a firmare autografi e fare foto. Dice: ''ma non c'è tempo''... Arrivi un'ora prima al ritrovo e fai anche l'incontro coi fans, nulla di stressante, si tratterebbe di una mezz'oretta, faresti contenti sopratutto i più piccoli, fidelizzersti i fans che magari tornando a casa con un ricordino sarebbero spinti a seguire anche altre corse. ''Più pubblico a bordo strada, più sponsors, più seguito, più interesse dei media, più soldi che girano per le atlete'': dove l'aveva già scritta 'sta cosa il Predicatore ?
Torniamo indietro di un paragrafo: in Inghilterra dove alle squadre non fa schifo avere fans a bordo strada, ci sono squadre come la Das - Handling che stanno mettendo in pratica questa idea che in America ''funziona'' da anni: un locale disposto ad accogliere atlete e fans, breakfast buffet, la possibilità di incontrare le ragazze del team per foto e autografi e di acquistare il merchandising della squadra (ah, il merchandising... Il Predicatore l'aveva scritto...). Ora, di sicuro i team managers italiani, chiusi nella loro torre d'avorio non vedranno la locandina, qualora dovessero vederla penserebbero ''ma cosa fanno'' ??? Risposta del Predicatore: ''PROVANO A FAR QUALCOSA, QUELLO CHE IN ITALIA NON FATE, TANTO AVETE 200.000 PERSONE OGNI DOMENICA...''.
Il movimento in UK era in crescita, il Tour Series che portava il ciclismo femminile anche nelle grandi città come Manchester e in tv in diretta su ITV  (equiparabile a Canale 5, non Bergamo tv con rispetto parlando), quest'anno non si corre perchè pare sia diventato difficile reperire personale per la gestione dell'ordine pubblico, eppure...Eppure, nonostante girino meno soldi, si prova a far qualcosa, anche con poco, con quello che c'è e il Predicatore lo ripete nuovamente: qui in UK alle squadre non danno fastidio i tifosi e eventi come quello organizzato dalla Das - Handling ne sono la dimostrazione lampante, servono a portare qualche soldino (pochi alla fine) nelle casse della squadra, a rendere felici i tifosi (sopratutto i più piccoli) che parteciperanno e porteranno a casa un piccolo gadget piuttosto che il kit da gara della squadra o una foto con Sammie Stuart o Monica Greenwood, o la nuova stellina in divenire del ciclismo britannico che non nomino perchè deve crescere tranquilla  e chissà, magari a reclutare qualche ragazzina che vorrà provare a correre, sicuramente ad attrarre nuovi appassionati. 
Le cose, cari team managers italiani delle squadre di seconda fascia(il WT è su un altro piano astrale), si possono fare, basta copiare quello che viene fatto all'estero e ''aprirsi'', ''APRIRSI'' al pubblico una stramaledetta volta (!!!) invece di gestire il circo rosa come un privè per pochi eletti finchè i pochi eletti si limitano alla fotina e al compitino ciclostilato da girare ai siti internet istituzionali, non è difficile ***** !!!


Il Predicatore










mercoledì 28 dicembre 2022

Grazie e 1000 ciao !!!

Solo macerie, piaccia o no è così, dimostrateci il contrario





Eppure l'avevamo detto in tempi non sospetti e molto probabilmente, a qualcuno che restava e che resta nascosto, la cosa ha dato parecchio fastidio: o ''World Tour'' o ''classe turistica'' (a voler essere buoni). E cosa ha portato il World Tour al nostro movimento ? Solo macerie. Perchè solo macerie ? Ci sono diversi articoli qui sul blog che spiegano il perchè e il per come, ripetere ancora le stesse cose millemila volte anche no. LEGGETE GLI ARTICOLI.
Qui di seguito spieghiamo il motivo per il quale le risorse destinate a 10 giorni di Giro d'Italia e al Trofeo binda potrebbero essere utilizzate per organizzare un circuito di gare Junior e under e sostenere la base.
Andiamo dritti al punto ora e facciamo due conti, vediamo quanto costa organizzare una gara World Tour in Italia e... un'ultima cosa: se qualcuno pensa che le gare 
''World Tour'' che si sono disputate in Italia abbiano giovato al movimento, ci faccia sapere in che modo, i commenti campati in aria, scritti per compiacere gli ''amici degli amici''  e privi di argomentazioni valide verranno cestinati, qui funziona così.

                                                Ma quanto mi costi ?



Qui di seguito vediamo quanto costa organizzare una gara World Tour in Italia, indicativamente ça va sans dire.

- Cibo e bevande per i volontari 1375 € (11 € a volontario, indicativamente un evento World tour ne richiede 125 - 150)
- Diaria Direttore di corsa 109 €
- Diaria giudice di gara 87 €
- Additional Ref/Judge 76 €
- Cronometrista 87 €
- Giudice di gara in moto 76 €
- Pernottamento (Giuria) 100 €
- Spese di viaggio 0,34 € al km
- Assicurazione 5 moto scorta tecnica (a noleggio) 500 € 
- Assicurazione auto (seguito, stampa, radiocorsa ecc) 458 € (14 conducenti)
- Cambio ruota 545 €
- Montepremi 46000 € (250000 per il Giro d'Italia)
- Numeri di gara 218 €
- Trasponders 381 €
- Servizio cronometraggio 1200 €
- Toilets portatili 600 € 
- Trofei 2888 €
- Medici di gara (2) 240 €
- Elicotteri per le riprese tv da 5 a +10000 euro all'ora, facciamo una media di 7500, ne servono due (uno fa da ponte), quindi sono 15000 euro all'ora.
- Ambulanze (2) 160 €
- Noleggio transenne 1,20 € al metro lineare, ipotizzando di metterle negli ultimi 200 metri 480 €
- Gruppo elettrogeno (a noleggio) 100 €
- Palchi punzonatura, speaker e premiazione 3000 €
- Speaker ???
- Noleggio impianto audio (palco punzonatura, premiazioni e speaker) 1000 € 
- Segnaletica (esclusa quella sul percorso) 137 €
- Benzina per le vetture del direttore di corsa ecc. non siamo riusciti a quantificare il costo , di conseguenza, niente cifre a random ''tanto per''.
- Pulizia e riparazione strade vedi sopra, il costo potrebbe essere non indifferente sopratutto alla voce ''riparazione strade'', ma piuttosto che scrivere cifre a casaccio ''tanto per''... 
- Telecamere fisse e cameramen vedi sopra, di nuovo


                                                         Ma quindi ?


Facciamo due conti: organizzare una gara World Tour in Italia costa (sempre indicativamente e stiamo ''bassi'') 74.817,34 € , se parliamo di Giro d'Italia le cifre salgono a 538173,4 € laddove le due voci più impattanti sono gli elicotteri (e siamo stati bassi coi costi) per le riprese e il montepremi. Ora, domanda: posto che la risposta del pubblico per quanto riguarda il Giro d'Italia è stata scarsa come al solito (gli ascolti in tv non contano, contano le presenze a bordo strada NON solo all'arrivo, è lì, lungo il percorso che si misura l'interesse nei confronti di una gara): promoters del Giro e del Trofeo Binda, posto che le gare junior e under non necessitano di chissà quali strutture accessorie, avete a cuore il ciclismo femminile ? Si ? E allora, perchè non organizzate un circuito di gare in stile ''Road Series'' come in Inghilterra ? Costerebbe di meno, le junior/under avrebbero modo di fare attività e il movimento non andrebbe incontro a un declino che pare irreversibile per i motivi che abbiamo già spiegato due o tremila volte: di nuovo, cari followers, LEGGETE IL BLOG, LEGGETE GLI ARTICOLI.
Morale: inutile che il settore femminile italiano si faccia bello con 10 giorni di gare seguite da pochi intimi (il Giro) e col trofeo Binda se ''dietro'' non c'è una programmazione mirata per sostenere la base. 
Qualcuno mugugnerà in silenzio, qualcun altro verrà a dirci che è tutto bellissimo, che tutto funziona alla stra-grande e che è ora di finirla con questo disfattismo, NOI guardiamo in faccia la realtà, chi ci critica oggi, non venga qui un domani a dirci ''avevate ragione voi'', la ragione la si da' ai fessi.

Arrivederci al prossimo articolo e LEGGETE IL BLOG se volete un punto di vista diverso dai soliti comunicati stampa dai toni eternamente trionfalistici che si possono trovare sul web, male non fa.

Il Predicatore

                                                                  

lunedì 5 settembre 2022

Le donne salvano sempre.


13 anni e "zeru tituli" tra i professionisti (maschi) come direbbe un portoghese tornato recentemente di moda in Italia, nello stesso lasso di tempo le donne (elitè) hanno portato a casa 4 maglie iridate su strada, una media di una ogni 4 anni o giù di li'. Dice "eh ma i mondiali a cronometro, gli europei, Ganna...", finaline di consolazione come quelle del mondiale di calcio per il terzo e quarto posto. Poca roba.

Le donne hanno salvato il movimento in più di un'occasione e la domanda (come la risposta) è rimasta sempre la stessa: "Niente ?" Niente.

Bello farsi fotografare con le nostre azzurre medagliate che in assenza di strutture (tolto Montichiari e qualche altro vetusto impianto outdoor) compiono letteralmente dei miracoli, doveroso da parte di chi scrive ricordare che il merito va solo a loro e ai tecnici che le seguono, non ce ne voglia presidente ma tant'è. 

Lei non è il primo a farsi immortalare in compagnia delle nostre atlete e non sarà nemmeno l'ultimo,  abbiamo già avuto in passato un presidente onnipresente quando c'era da posare per i fotografi ma anche lui ahinoi, oltre a quello, poco, molto poco per il settore femminile e questi sono "fatti", incontrovertibili. Poi se vogliamo raccontarci la favoletta del movimento in crescita possiamo farlo, ad oggi, con i mezzi che internet ci fornisce, in Italia non riuscite nemmeno a trasmettere  una gara open su Youtube, altrove (UK), per una "domestic race" con squadre "development", qualche squadra UCI e qualche atleta "World Tour" ci sono le dirette su Youtube, per il Tour Series le gare vanno in diretta non solo su Youtube ma anche su ITV (come dire Canale 5). E stiamo parlando di un circuito di gare con classifica finale, delle kermesses sul modello di quelle che erano in voga già negli anni 70 in Belgio, gare dallo scarso contenuto tecnico alla fine, nulla di che, eppure il pubblico c'è (due milioni di audience nel 2022 tra tv e presenze a bordo strada possono sembrare pochi, in Italia nemmeno in dieci anni). E al microfono... Al microfono non ci sono due messi li' perchè non avevano niente da fare. Vada a vedere chi commenta le gare nel Regno Unito...

Certo, è innegabile, farsi fotografare con campionesse europee, mondiali ecc (anche junior) porta visibilità (ci dimostri il contrario...), sarebbe bello se "dietro" ci fossero anche delle indagini di mercato, dei sondaggi, una metodologia, un progetto serio che finisca sul suo tavolo e che non venga cestinato prima di arrivarci. Perchè anni fa c'è stato chi su un forum dedicato solo ed esclusivamente al ciclismo femminile, aveva scritto che i progetti che arrivavano in Federazione non venivano presi nemmeno in considerazione, che diceva (e aveva stra-ragione) che "del ciclismo femminile in Italia non gliene frega niente a nessuno" testuali parole. E il sottoscritto ci si era pure scontrato, a torto.

E allora siamo a domandarle: ma oltre le foto c'è qualcosa in più o no ? Ce l'avete un progetto per lanciare (più che rilanciare) una volta per tutte il movimento, oppure non vi interessa granchè perchè tanto le medaglie arrivano lo stesso e pazienza se il settore femminile in Italia non gode di buona salute per usare un eufemismo ?

Ci piacerebbe saperlo perchè di ciclismo femminile ne scriviamo con passione, perchè ci crediamo ancora nonostante tutto.


PS tanto per essere chiari fino in fondo: non è un attacco "politico", delle vicende di questi ultimi giorni non ce ne importa nulla, è solo che a distanza di 18 mesi dal suo insediamento non abbiamo visto non solo un progetto, ma nemmeno una dichiarazione, un "per il settore femminile faremo questo e quest'altro", a meno che noi non ci si sia perso qualcosa beninteso...

Buon lavoro


Alessandro Oriani

mercoledì 20 luglio 2022

Basta così

 



Non giriamoci attorno, in Italia del ciclismo femminile non gliene importa niente a nessuno o quasi, inutile star qui a dire "no ma la promozione", "gli eventi collaterali", "i media dovrebbero dire, fare, scrivere ecc ecc" e l'abbiamo visto poche settimane fa al Giro d'Italia o Girodonne, o "GirodonnA" come lo aveva chiamato il tizio che aveva fatto la presentazione delle squadre a Cagliari...

La "bolla" ha tenuto, no, non la bolla anti Coviddì ma la "bolla" nella quale il ciclismo femminile italiano ha vissuto anche durante l'edizione 2022 del Girodonne, molti team managers italiani del passato sarebbero stati felicissimi di partecipare ad una corsa durante la quale s'è visto meno pubblico di quello che si è visto nella contea dello Yorkshire per un criterium del National Series, idem molti "addetti ai lavori" che hanno lavorato con calma senza l'impiccio di quei rompiscatole dei fans !!! "Visibilità ? Oh al diavolo la visibilità, il trattamento dei media pari a quello dei pro maschi, noi dobbiamo farci le foto con le ragazze, e che caspita !!!" cit.

L'unica cosa positiva è stata la copertura sul web di PMG sport e di questo bisogna dargliene atto, la RAI... Abitando all'estero non so, però le reactions che ho letto su Facebook non sono state positive, nel pieno rispetto della tradizione.

Imbarazzo, grande imbarazzo nel guardare le tappe, nel vedere e SENTIRE pedalare le ragazze nel disinteresse di coloro i quali "per vedere passare il Giro maschile prendono il giorno di ferie" e si lo so , l'ho scritto un sacco di volte, imbarazzo nel vedere che il penultimo giorno, sulle strade della tappa che avrebbe potuto (anche) cambiare le sorti della corsa, non c'era nessuno (sulla salita più dura credo di aver visto uno spettatore che probabilmente passava di li' per caso e al quale avevano detto di fermarsi a bordo strada). Imbarazzo e dispiacere nei confronti delle atlete ma questo è stato.

Posto che per quanto mi riguarda sulla corsa in se' non ci sia più molto da dire, credo (opinione strettamente personale) che si possa fare di tutto pur di cercare di attrarre il pubblico sulle strade del Girodonne o delle corse che si svolgono in Italia ma non servirebbe a nulla, sarebbe inutile fare promozione anche comprando spazi sulla rosea sei mesi prima della gara, tutto inutile, alla gente non interesserebbe comunque, facciamocene una ragione e viviamo felici e contenti. 

Un ultima cosa che col Girodonne non ha molto a che fare "e concludo" cit. : il "World Tour" è una bolla ? Potrebbe scoppiare ? Molto probabile, perchè i grossi sponsors che già finanziano le squadre maschili e hanno sotto la loro ala anche quelli femminili vogliono i "risultati", delle fotine con le unghiette dipinte di azzurro non gliene può fregar di meno, "loro" (non "Loro", "loro" scritto in minuscolo) fanno dei freddi "conti economici", nel momento in cui vedono che non vanno neppure "a pari", chiudono i rubinetti e tanti saluti, basta vedere altri sports con un seguito ben maggiore tipo la F1 (vedi Toyota e BMW per esempio), vedi Suzuki in motogp più recentemente... "loro" fanno così, piaccia o no.

Quindi ? Quindi è probabile che si ritorni a strutture più piccole e rapportate all'interesse di un pubblico che almeno in Italia è nullo, gireranno meno soldi di quei pochi che girano attualmente, diversi teams chiuderanno, le Junior e le Under migliori passeranno elitè all'estero, il Giro magari perderà di nuovo la denominazione "World Tour" (deludente la presentazione delle squadre a Cagliari, fossi stato uno sponsor, non sarei stato felicissimo) e di corse ce ne saranno ancora meno IN ITALIA. I "califfi" del ciclismo rosa italiano (addetti ai lavori a vario titolo) hanno sempre visto i tifosi come qualcosa da combattere e debellare sopratutto nel momento in cui parlavano di doping piuttosto che di stipend... ehm, volevo dire di rimborsi spese non corrisposti o di membri dei teams che non erano esattamente ehm... professionali nei confronti delle atlete delle est, sopratutto quelle passate da poco tra le elitè, o di qualsiasi altra criticità. Saranno contenti ora, "Loro"...

Solo nubi all'orizzonte insomma e lo scrivo "PRIMA" perchè "DOPO" è facile, "DOPO" sono capaci tutti, poi oh ragazzi, se il movimento cresce fino ad avere un audience di milioni di persone invece di affondare miseramente, io sono il primo ad esserne felice e a darmi del "barlafus". No problem.


Alessandro Oriani

domenica 26 giugno 2022

Si ma l'anteprima del Giro 2022 ?


Volevo chiamarla "preview", poi mi sono ricordato che in italiano si dice e si scrive "anteprima" e comunque... Comunque no, l'anteprima del Giro 2022 non la faccio, ci hanno già pensato ALTRI, quelli "dotti", quelli che hanno scritto "Giro d'Italia femminile ai nastri di partenza da Cagliari, l'arrivo è fissato a Padova il 10 Luglio dopo 10 giorni di corsa per un totale di 1002,6 km". Ci hanno già pensato loro a scrivere che la Van Vleuten è la favorita d'obbligo e che le nostre punte di diamante sono la Cavalli (vincitrice di una corsa in Francia con arrivo in salita sul Mont Ventoux) per la classifica generale e che Consonni, Bertizzolo e Zanardi potrebbero essere delle sorprese magari non per la classifica generale ma le vittorie di tappa; non vedo perchè dovrei fare copia e incolla di cose già scritte e stra scritte da altri, non sono mica un giornalista che segue il motomondiale sul campo... 
Che me ne importa a me dell'anteprima del Giro 2022... Dice "ma la foto" di apertura ? Eh forse dopo la metto, fosse solo la foto il problema... Ce ne sono a migliaia di foto sul web e il ciclismo femmnile italiano resta a livelli di 4° mondo perchè tanto non le guarda nessuno (LE FOTO)... Dice "ma guarda che le foto sono importanti"... Ancora ? Ok, dopo ne metto una, va bene ?
A me che scrivo, francamente importa meno di zero che a vincere sia la Van Vleuten, piuttosto che la Cavalli o la Niewadoma (in un altro multiverso) o quella tra le 144 partenti con la Vo2max più bassa di tutte, non mi importa, potrà importare a quelli che fanno "visuals" forse, a me no, io non punto a far "visuals" anzi, punto a fare il meno possibile.
Le cose che mi interessano di questa edizione del Girodonne 2022 (o Girorosa ? O Giro d'Italia ? Boh...) sono altre: 

1) che le ragazze non si facciano male e arrivino alla fine della corsa sane e salve, questo al di sopra di tutto e tutti;

2) che i cosiddetti addetti ai lavori facciano il loro senza risultare invadenti, si rassegnino, non sono LORO i protagonisti;

3) che il commento alla telecronaca abbia una parvenza di professionalità ma se penso a chi potrebbe esserci dietro il microfono mi vien freddo a Giugno/quasi Luglio;

4) che venga fatta almeno un po' di promozione  a livello locale, non mi aspetto di vedere le migliaia di persone viste a bordo strada alla "Ride to London" ma qualcosina in più usando bene i socials si può fare;

5) che l'appassionato di ciclismo che sa che la corsa passa sotto casa sua, che fa i km per andare a Milano a vedere l'arrivo del Giro maschile solo per postare le foto su Instagram con gli hashtag #Giro, #Milano, #Cool, #Active, #Achieve, #Stile #Instagram ecc, si alzi dalla poltrona se ha il giorno libero e scenda a bordo strada a vedere il passaggio delle atlete dal vivo; per lui un piccolo gesto insignificante, qualcosa di molto importante per le atlete in primis e per gli sponsors;

6) che i cosiddetti "media internet" non si pavoneggino davanti alle telecamere ("non sono LORO i protagonisti" ri-cit.), se vedono delle criticità, dei problemi a livello organizzativo, abbiano il coraggio di segnalarli, non vorrei che finisse come due anni fa quando l'Italia ciclistica in rosa era stata sbertucciata da mezzo mondo, Olanda e Australia in testa,  per carenze organizzative evitabili con un po' di impegno.

Questo è quanto, altro non vi devo, buon Giro 2022 e vinca chiunque.

Alessandro Oriani

giovedì 26 maggio 2022

Ma allora si può fare...

Di ritorno dall'ultimo atto del "Tour Series" in quel di Manchester, la prima corsa su strada vista dal vivo dal 2009, le emozioni e le sensazioni "a ruote ferme".



"Io non so se sono io che sto bene o se sono io che sto male, ma non voglio andare in questo argomento..." cit.



Esordiva così un portoghese tornato recentemente di moda sul suolo italico in quella che è tuttora la migliore conferenza stampa di sempre, io invece su un certo argomento a me caro voglio andarci, altro che...

Riavvolgiamo il nastro e torniamo all'estate 2009, un sabato mattina, squilla il cellulare, mi chiama una persona che in quel periodo era molto vicina ad atlete, dirigenti ecc e mi chiede se mi va di far quattro passi in montagna, mi dice che "dobbiamo parlare" al che io... "OK, PARLIAMONE...". La meta è dalle parti del Ghisallo, arriviamo, tempo 10 minuti di cammino e mi chiede "tu cosa faresti ?", la mia risposta ? "Non si può più pensare di arrivare, gonfiare le gomme, correre, andarsene E BASTA. Serve altro, serve provare a portare a correre le ragazze in città di tanto in tanto, serve una cornice adeguata, serve un contorno che a oggi non c'è, che non invoglia il pubblico ad andare a vedere le corse, l'ambiente non è accogliente, non viene fatta la benchè minima promozione, non esiste nessuna segnaletica che faccia capire che nei paraggi c'è una gara, arrivi e c'è il deserto, eventi collaterali manco a parlarne, nessuna zona hospitality dove poter mangiare qualcosa con un minimo di comodità e un occhio alla gara. Un dj che metta un po' di musica "buona" ? Manco per l'anima, siamo tradizionalisti, queste cose lasciamole fare agli americani (poi ci si torna). Possibilità di acquistare del merchandising (maglie, completi da gara ecc ? Non scherziamo suvvia... "Meet and greet" con le atlete ? Sarebbe bello, basterebbe un pezzo di moquette rossa, un nastro canalizzatore, una atleta per squadra che firma le cartoline da distribuire ai fans..." Vengo bloccato "se po' minga fa, tel sè sa custa fa i cartulin ? Se po' no", traduco per i non lombardi:"non si può fare, costa troppo, lo sai cosa costa fare le cartoline ?". Ogni mia proposta veniva inesorabilmente bloccata a suon di "costa troppo".


                                Nel frattempo negli Stati Uniti d'America...


                Nella foto il "San Francisco Grand Prix" (o T- Mobile Int.) del 2003

                                                                 Photo ©: Garrett Lau 

Eravamo (quasi) a fine stagione 2009 eppure io da anni avevo capito che non bastava, agli albori di internet guardavo oltroceano, cercavo e trovavo informazioni e video su corse come lo "Hewlett Packard Tour" o il San Francisco Grand Prix che aveva portato sulle strade della "bay area" qualcosa come 1.000.000 (UN MILIONE) di spettatori. Un milione, per una corsa femminile... Sò tanti.

Dice "eh ma in America hanno i soldi", ok è vero ma... Domanda: organizzeresti il Gran Premio d'Italia a Monza in una cornice storica e affascinante, oppure faresti correre i vari Norris, Sainz e compagnia a Binetto, a Misano Adriatico, a Magione o a Varano de' Melegari ? Posto che la F.I.A: ti riderebbe in faccia se proponessi una alternativa a Monza, tu che leggi lo faresti ? Magari senza sganciare una lira ? In un tono che più dimesso non potrebbe essere ? Se tu che leggi fossi un organizzatore italiano, la risposta sarebbe "si senz'altro", se fossi una persona con del sale in zucca probabilmente risponderesti "meglio una gara in più all'estero bene organizzata che una boiata fatta tanto per fare in Italia"

In Italia si è sempre ragionato così, "abbiamo la Ziliute e la Zabirova (probabilmente le due più forti da metà anni '90 ai primi anni 2000), abbiamo la Pucinskaite, abbiamo la Boubnenkova, abbiamo la Schleicher, la Luperini, la Brandli... Sai che ci frega a noi... Siamo i migliori". Lo ripeto, in Italia si è sempre ragionato in questi termini, ogni proposta per aumentare il bacino d'utenza del ciclismo femminile veniva inesorabilmente bocciata, se osavi muovere delle critiche o evidenziare delle criticità venivi bollato come "indesiderato" o "ospite non gradito" da quei presunti "media internet" nostrani che la Bellutti l'avevano vista correre solo in televisione forse e che Roberta Bonanomi o Connie Carpenter "chiiiiiiiiii ?". Il ciclismo femminile di casa nostra, dopo il ritiro di Ziliute e company si avviava a un mesto declino, molte squadre si avviavano alla chiusura o a un forte ridimensionamento degli organici con la scusa dell'investimento sulle giovani, molte corse stavano per sparire dal calendario ma l' "ambiente" non lo sapeva, non se ne rendeva conto, essì... Avevamo le migliori...

Nel frattempo all'estero investivano invece di "mangiarsi fuori i soldi" come certi team managers italiani senza scrupoli, il Regno Unito faceva man bassa di medaglie su pista con Pendleton e compagnia, su strada poteva contare sulla Cooke e su quella che forse era la migliore scalatrice al mondo (Emma Pooley), l'Italia era inconsapevolmente declinante. Dice "eh ma tutte le medaglie vinte dalle ragazze di Salvoldi ?", certo, miracoli, nient'altro che miracoli ottenuti con pochi mezzi, strutture da terzo mondo e quelle decenti (una, Montichiari) inutilizzabili. A livello di clubs invece chiedo io ? A cosa ha portato la gestione dei nostri managers e l'assenza/presenza di certi media molto bravi con la macchina fotografica ma alquanto restii quando si trattava di portare alla luce certi problemi ? Attendo risposta, il "non ci sono soldi, costa troppo" non è contemplato.

Siamo il paese dei miracoli fatti con niente, ci piace così, poi ci lamentiamo, nel frattempo all'estero ci sorpassano e ci danno 15 anni di svantaggio che non recupereremo mai per la miopia dei tanti "non si può fare, costa troppo" (giova ricordare).


                                 Siete arrivati fin qui ? Voto 9, EROICI !!!



Siete arrivati fin qui ? Bene, avete appena finito di leggere il "cappello" introduttivo, adesso parliamo della tappa "mancunian" del Tour Series 2022, una serie che è andata in onda anche su ITV che in Inghilterra non è una piccola tv privata a carattere regionale e che ha visto sulle strade del Regno Unito un totale di 2.000.000 di persone nell'arco delle 7 gare disputate.

Metti un venerdi sera come tanti, stai scorrendo distrattamente "Facebook" e a un certo punto un post cattura la tua attenzione: "Tour Series 2022 - Manchester", controlli la location e pensi "è a mezz'ora da casa", guardi l'orario e "esco dal lavoro e mi fiondo lì". Vedi perchè è importante la PROMOZIONE ? Come devo spiegarlo ?

Quindi, uscita dal lavoro e via verso Deansgate, "taglione" clamoroso per accorciare la strada e mi ritrovo davanti al parcheggio delle ammiraglie, è chiuso, o pass o non si entra. Lo so, ho sempre criticato certi "imbucati" dal comunicato stampa facile ma anch'io voglio fare l' "imbucato", a modo mio: chiedo al tizio della security se c'è modo di entrare lo stesso, gli faccio presente che ho un blog e una pagina Facebook dedicati al ciclismo femminile... Bingo !!! Mi fa passare, gli prometto di comportarmi bene e di non disturbare, la curiosità di vedere come viene gestito il pre gara è troppo forte, faccio qualche foto alle biciclette e mi guardo in giro, c'è silenzio, i fotografi accreditati fanno il loro lavoro senza risultare invadenti (cosa già vista ai British Championships su pista a Manchester qualche anno fa), la zona dove le atlete si scaldano su rulli e si preparano è rigorosamente delimitata, nessuno osa avvicinarsi, nessuno le ferma mentre si avviano al circuito per dare un'occhiata prima del via, niente siparietti o smargiassate che stancavano nel 2009, figuriamoci adesso...

Il mio personalissimo "walkabout" termina quando mi ritrovo nella zona dell'arrivo dove mi tocca spiegare a un altro tizio della security che dall'altra parte mi han fatto passare e bla bla bla e sorpresa, cosa mai vista in Italia, stands espositivi dei produttori di bici, un area hospitality dove era possibile (dietro pagamanto obviously) mangiare e bere mentre si assisteva alla gara, postazioni tv messe ai quattro angoli del tracciato, un DJ a "pompare" musica, una postazione microfonica degna di tal nome, un palco per le premiazioni piccolo ma funzionale e bello da vedere dove alcune atlete si sono fatte intervistare prima della gara da uno speaker che sapeva di cosa stesse parlando, uno "preparato". Prima penso "ma allora si può fare...", poi mi domando: 

1) Perchè mai una elitè italiana che ha proposte dall'estero dovrebbe rifiutare ? 

2) Ha senso organizzare le gare open in Italia senza strutture all'altezza ?

3) Come può uno sponsor sentirsi gratificato nel momento in cui le sue atlete corrono in località dimenticate da Dio, dove il ritrovo è spesso situato nei pressi di un campo sportivo dismesso coi cumuli di terra ai lati della strada e dove il massimo dell'intrattenimento è la banda dei bersaglieri (vero Mario Minervino ? ) o, nei casi più disperati, qualche gruppo folcloristico della comunità montana del "tal dei tali" ?

4) Che motivazioni può avere una ragazza che ha dedicato 10-15 anni della sua vita per diventare elitè nel momento in cui viene portata a correre in contesti che andavano bene nel 1983 forse e con un po' di fantasia ?

5) Perchè nessuno ne parla ? Sicuri sicuri che bastino le fotine e uno stringato comunicato stampa per aiutare il movimento ?

Il tempo di pensare che forse è meglio non farsi troppe domande, tanto in Italia non c'è la volontà politica di fare nulla e inizia la gara, il pubblico è partecipe e le ragazze non si fanno pregare, alta velocità, agonismo, anche qualche rischio di troppo in ingresso curva a testimonianza del fatto che tra le altre cose gli è stato insegnato come si sta in bici, la moto a riprendere tutta la gara che vola via in un amen fino alla vittoria della 17enne Emma Jeffers  che ha battuto in volata Sammie Stuart e Lucy Harris nello sprint di gruppo.

A fine gara la sensazione è quella di un evento bene organizzato, ben pubblicizzato sui media, dove nulla è stato lasciato al caso, 15 anni fa la federazione ha iniziato a investire pesantemente e adesso si vedono i risultati, in Italia 15 anni fa si pensava ai propri interessi personali tra ripicche, gelosie e miopia, tanto avevamo le migliori... Anche adesso abbiamo le migliori peccato che siano accasate con squadre estere e che all'estero ci vivano, ma insomma, come diceva un portoghese tornato di moda in Italia in questo periodo "sono dettagli".

Un saluto, un ringraziamento e un arrivederci al prossimo articolo.


Alessandro Oriani


domenica 3 aprile 2022

Giro delle Fiandre 2022, il recap.

 


Ripercorriamo brevemente il Fiandre Ladies 2022 che si è concluso dopo la prova maschile su 159 km su un percorso che per gli ultimi 70  ricalcava quello maschile a grandi linee; Kwaremont, Pateberg, Koppenberg i punti chiave.
Giro delle Fiandre che all'inizio ha vissuto su una fuga che ha raggiunto un vantaggio massimo di tre minuti circa e che poi è stata riassorbita, corsa che fino ai 30 km dall'arrivo ha visto le solite scaramucce davanti e le favorite al coperto nel gruppo e che ai -30 è "esplosa" una prima volta con un attacco che ha visto in prima linea tra le altre Confalonieri, Alessio, Sierra, Niewadoma (reduce dal Covid quindi non al meglio) e Bertizzolo; attacco sventato sul vecchio Kwaremont quando A. V. Vleuten ha dato la prima "frustata" che ha  selezionato il gruppo e ha tagliato fuori dalla lotta per la vittoria tra le altre la Balsamo e la Longo Borghini che fino a quel momento era sempre stata tra le prime 10 posizioni del gruppo delle migliori. Van Vleuten che con la Kopecky e la Blaak ha raggiunto le fuggitive, drappello di testa a questo punto formato dalla Reussler e dalla Chapman con Confalonieri, Niewadoma e compagnia riassorbite.
La corsa "esplode" nuovamente e definitivamente sul Pateberg con un'altra "menata" della Van Vleuten; Kopecky sempre a ruota, Resussler e Chapman riprese, scatti e controscatti con la Van Vleuten a chiudere su tutte (le SD Works passive); a 10 km dall'arrivo parte la Blaak, poi ci prova di nuovo la Van Vleuten con la Kopecky francobollata alla sua ruota, Reussler nelle retrovie nel frattempo fa il buco e il terzetto di testa fa il vuoto guidato dalla Blaak che tira per almeno 7-8 km senza chiedere un cambio con la Kopecky sempre in terza ruota che allo sprint vince facilmente di una "macchina" sulla Van Vleuten.

Giro delle Fiandre ladies che vede una belga sul primo gradino del podio dopo ben 12, pubblico come sempre numeroso, entusiasta e appassionato che fa dubitare su quanto a un team (anche italiano) possa convenire fare attività elitè in Italia dove l'appassionato medio preferisce fare km di autostrada per veder passare il Giro d'Italia (roba di pochi secondi) e che quando ha la corsa femminile elitè vicino a casa fa lo spocchioso, un clima che fa capire perchè nel momento in cui arriva una chiamata dall'estero, le nostre atlete si trasferiscono senza pensarci due volte. Prossimo appuntamento col grande ciclismo femminile d'elitè settimana prossima con l'Amstel Gold Race; un saluto e un ringraziamento, ci vediamo al prossimo post.





giovedì 9 dicembre 2021

La stagione 2022 in tre punti.


 Doveva essere un post per tracciare un bilancio sulla stagione 2021, ma come spesso accade a chi scrive c'è stato un cambio in corsa. La stagione 2022 è alle porte, tra non molto inizieranno i ritiri (per quelle squadre che potranno permetterseli), le presentazioni ai media del settore femminile che spesso sono più protagonisti delle... protagoniste. Il "circus" sta per ripartire, proviamo ad analizzare in tre punti ciò che potrebbe essere il 2022 visto dall' "altra metà del sellino" cit.


SETTORE STRADA



Settore "strada" in salute, tante giovani in rampa di lancio, altre già affermate che nelle corse in linea possono dire la loro su qualsiasi terreno, da verificare nelle corse a tappe (Giro d'Italia su tutte) dove purtroppo continua a mancare la vittoria finale ma il futuro è dalla nostra dal momento che la Van Vleuten ha 39 anni, l'est Europa non è più la fucina di campionesse degli anni '90 che con Ziliute, Pucinskaite, Zabirova, Boubnenkova ecc dominava il mondo e il blocco delle olandesi è in la' con gli anni. Certo, ci sono atlete di livello assoluto come la Niewiadoma e la Brand, ma la carriera delle nostre è in ascesa, l'età è dalla loro e magari non subito nel 2022 (ci accontenteremmo di un altro piazzamento in top 10 dopo il sesto posto della Cavalli nel 2021), ma nel giro di pochi anni una grande corsa a tappe è sicuramente alla loro portata.


SETTORE PISTA





Non manca quasi niente, dietro la nostra superstar (Paternoster) e la Balsamo, come per il settore "strada" abbiamo tante atlete che non sono ancora nel loro "prime", che hanno ancora dei margini di miglioramento, che fanno "gruppo" (fattore da non sottovalutare per alcune discipline) essendo tutte più o meno coeteanee. La nota dolente da anni è rappresentata dal settore "velocità" che ancora non riesce ad esprimere una atleta in grado di competere con le migliori, l'ultima è stata  la Frisoni, uno dei più grossi rimpianti o "what if" del ciclsmo femminile per ciò che avrebbe potuto essere la sua carriera da elitè, al netto (giova ricordare) di 5 ori da junior, tre argenti e due bronzi tra mondiali ed europei da under 23, tanta roba. Ci aspettiamo anche un salto di qualità nell'americana, la concorrenza è spietata ma le nostre Paternoster - Balsamo piuttosto che Barbieri possono senz'altro dire la loro per una medaglia.ai mondiali o agli europei.


FEDERAZIONE


Resta inconcepibile il ridimensionamento di Salvoldi dopo tutti i successi conseguiti, la scelta di Paolo Sangalli che potrà contare su una base super collaudata, sembra più che altro "politica", da parte nostra speriamo che il presidente Dagnoni, qualora  Sangalli dovesse fare bene (e per il bene del movimento glielo auguriamo), non si prenda i meriti, che il nostro sport insomma non sia al servizio della politica ma piuttosto il contrario.

Per quanto riguarda il calendario delle gare 2022, si prosegue sulla stessa linea tracciata nel 2020 e 2021 con diverse gare elitè che vedono la presenza delle "under" per rinfoltire il plotone e permettere anche alle atlete che non fanno parte delle squadre più ricche di fare attività, abbiamo già parlato in altri posts della necessità di creare un calendario ad hoc con percorsi per le "under", DA "UNDER" per permettergli di crescere senza subire l'impatto con la categoria superiore: se gli under 23 uomini hanno il loro calendario "dedicato", perchè non le donne ? La FCI tace e tante giovani atlete smettono prima del tempo perchè non gli viene dato tempo di "assorbire" il salto tra le elitè.

Capitolo donne junior: pochissime gare in calendario, una volta di più, il confronto con ciò che era fino a quando chi scrive seguiva le gare (2009) è impietoso, in quel periodo c'era praticamente una gara a settimana o quasi nel nord Italia, siamo scesi a una decina di gare (esclusi i campionati italiani), il modo migliore per mettere i bastoni fra le ruote a un movimento che compie letteralmente i miracoli e che molto probabilmente tra qualche anno, proseguendo su questa strada, non avrà un ricambio generazionale all'altezza della situazione. Dagnoni, se ci sei, batti un colpo.

Tanto vi era dovuto, auguri per una stagione 2022 ricca di successi alle nostre ragazze e un arriverderci al prossimo post.