Visualizzazione post con etichetta Facebook. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Facebook. Mostra tutti i post

lunedì 23 ottobre 2023

Pochi mezzi, molti problemi ma idee ben chiare




Si è conclusa da alcuni giorni la ''Vuelta Internacional a Costa Rica'', gara a tappe imperniata su 4 giornate di corsa riservata alla categoria donne elitè, la vittoria è andata a Lilibet Chacòn (per lei anche un esperienza europea tra le fila della ''Michela Fanini - GeoTech''), ma non è della gara, dell'aspetto ''agonistico'' che vogliamo parlare.


                                                COSÌ NO POR FAVOR



Andiamo dritti al punto: hanno ''fatto'' molto con quel poco (o pochissimo) che avevano ma ci arriviamo più in là, per converso, per quanto riguarda la sicurezza, purtroppo si sono viste le tipiche lacune delle ''domestic races'' che si disputano in Centro America/America Latina, quindi auto piuttosto che autobuses provenienti in senso contrario anche all'ultimo km, persone che attraversavano la strada davanti alle atlete senza crearsi il benché minimo problema (cose viste anche in Italia anyway), dossi rallentatori 30 metri prima della linea d'arrivo... È un problema di ''cultura'' e di educazione certo, ma ha dato da pensare il fatto che nemmeno il circuito finale fosse adeguatamente delimitato da transenne e/o presidiato da un servizio d'ordine degno di questo nome.
È andato tutto bene nel senso che nessuna atleta si è fatta male a causa di queste gravi lacune organizzative, ma affidarsi sempre alla buona sorte anche no, il ciclismo è uno sport pericoloso già di suo,le ragazze non hanno bisogno degli ''extra'', chi viene qui a picchiare i pugnetti dicendo che ''va bene così, si è visto di peggio'' CIT. , va a fare un giro senza passare dal via. Sia ben chiaro.


                     IL LATO POSITIVO, LE DOLENTI NOTE, UN                                                    CONFRONTO A DIR POCO IMBARAZZANTE.


Tante lacune organizzative ma anche cose positive: 4 tappe, molte partecipanti con mezzi all'ultimo grido, squadre che si sono mosse da ''squadre'' a dimostrazione di un movimento in crescita e poi i media, la comunicazione... Parliamone, tanto non lo facciamo mai e poi dite la verità: non aspettavate altro che ''la solita ramanzina serale'' cit. ai media italiani no ?

''Crciclismo'' VS Media tricoloriti è finita cinque a zero: dirette Facebook e YouTube anche di 5 ore, 3 telecronisti, approfondimenti post tappa, Marisol Toro Valencia (giornalista) ha il suo spazio ''Noches de ciclismo feminineno'' su YouTube dove intervista le atlete e parla dei problemi del ciclismo femminile in America Latina senza il timore di dover scontentare nessuno. basta questo per chiudere la partita, in italia siamo ancora alle fotine.


  IO FAREI VOLENTIERI A MENO DI RIPETERE SEMPRE LE STESSE COSE...



Lo so lo so, dice ''eh ma quelli di ''Crciclismo'' fanno poche visuals''... Quindi ??? Meglio provare a far qualcosa, o proseguire su una strada che da 15 anni a questa parte non ha portato da nessuna parte ? Dice ''eh ma c'è GCN''... Certo, prendi lo ''sportivo'' italiano medio inteso come l'appassionato che guarda lo sport in tv e chiedigli se sa cos'è GCN, perchè io so che c'è chi dice ''eh ma c'è GCN ''... 

La pay tv può andar bene nel momento in cui ti sei costruito delle fondamenta e un seguito consolidato ma qui (in Europa) da questo punto di vista non c'è NIEN-TE. E frega zero delle foto sul sito di nicchia, forse giusto alle esordienti/allieve possono interessare, ma più si sale e più le priorità sono ALTRE.

Siamo così sicuri che le atlete non abbiano nessuna voglia di parlare, di intervenire su uno spazio ad hoc su YouTube ? Chiediamo perchè quando 15 anni fa (ma anche prima, anche a fine anni 90/inizio anni 2000) dicevamo che internet per promuovere il ciclismo femminile era utilizzato poco e male, c'erano ''tifosi'' e ''media'' che partivano in automatico col sorrisetto di commiserazione contro quel rompicoglioni del Predicatore che qualche idea per la quale non servivano investimenti milionari la proponeva di tanto in tanto...

No, loro, i semidei dei media in rosa volevano solo ed esclusivamente tutti ai loro piedi come una casta capricciosa, nel frattempo il movimento non faceva passi in avanti verso la tanto agognata ''visibilità'' anzi... Btw, mi dicono che qualche squadra l'anno prossimo non sarà ai nastri di partenza...

Per la cronaca e per correttezza, ci sono bloggers e Youtubers (per lo più stranieri) che pur non facendo parte dell'ambiente sanno riempire gli spazi vuoti lasciati dai media ''istituzionali'', che sanno dedicare tempo e spazio per riflessioni che spesso risultano più interessanti dei soliti luoghi comuni di gente che non si è mai voluta evolvere e di tante cronache di gara che paiono scritte con l'IA, tanto il ''copione'' di una corsa ciclistica grosso modo è sempre lo stesso, basta cambiare i nomi delle protagoniste, tanto chi se ne accorge ? Se non ci credete provo a scrivere un articolo con l'IA lol.

Portare le atlete su YouTube ? Farle conoscere anche a coloro i quali scendono in strada a vedere una corsa solo quando il Giro (maschile) arriva a Roma piuttosto che a Milano o Torino pare troppo impegnativo, poi magari si rischia di affrontare certi argomenti ''sgraditi'' all'ambiente e a chi grazie all'ambiente mette il pane in tavola tutti i giorni. Meglio chiudere la porta in faccia a tutti, e continuare a fare clic clic trincerandosi dietro l'ormai celebre ''non si può fare'' per paura che altri (chi ???) possano lavorare in regime di concorrenza (che non c'è, perchè nun ce sta...) e alzare il livello dell'informazione. Se solo si rendessero conto certi ''operatori'' del settore: il bersaglio di questa spocchia, di questa paura che il seguito si possa allargare, sono le atlete grazie alle quali possono fare il mestiere che gli piace... Non ci arrivano.

Le atlete dovrebbero essere trattate come sovrane, magari anche un po' viziate sul fronte ''media'' essendo alla fine l'origine e il motore del movimento e invece niente, perchè la FCI pare essere in altre faccende affaccendata, non esiste una Lega ciclismo professionistico femminile, non esiste una associazione sul modello della ACCPI, i soloni dell'informazione si incazzano se gli spieghi come si potrebbe potenziare il marketing e le pubbliche relazioni, però... Però quando li senti parlare questi media, sopratutto del World Tour e delle corse più importanti, pare sia in corso la vendita dei diritti tv per svariati milioni di euro non si sa bene a chi, pare che il business abbia alle spalle strutture hollywoodiane; sono un po' come gli impiegatini milanesi che in metropolitana parlano di affari e di miliardi. Si ma degli altri. Con il panino con la mortadella e la Gazzetta nella valigetta.


                                                                     E BASTA...                       

Ok ok, per oggi il Predicatore ha quasi terminato, solo un po' di pazienza per dire che GS e professionisti dell'hospitality dicono ''eh ma ormai ci sono i socials, quello che DOBBIAMO comunicare lo comunichiamo li' senza cadere in qui pro quo vari ed eventuali, omissioni, alterazioni ecc'', il tutto stando bene attenti a evitare argomenti ''spinosi'' e domande ''scomode'' che con i miliardi di euro che girano nell'ambiente... Mi pare giusto no ? Peccato che sia esattamente quello che pensa qualsiasi dittatore vivente sul globo terracqueo e se pensate che il parallelismo sia eccessivo beh, non lo è affatto, perchè in Europa (Regno Unito escluso) le atlete devono solo pedalare e obbedire e non hanno nemmeno il diritto di parlare dei problemi del ciclismo femminile, sempre gli stessi problemi. Perchè piaccia o no, nonostante le bici di ultima generazione, il tanto sbandierato World Tour (durerà ? E se si per quanto ?) e le strutture che fanno il verso ai professionisti uomini, nonostante tutto, non è cambiato un cazzo.   



Sempre e comunque W Marisol.


Il Predicatore 

 

 

  


 

mercoledì 28 dicembre 2022

Grazie e 1000 ciao !!!

Solo macerie, piaccia o no è così, dimostrateci il contrario





Eppure l'avevamo detto in tempi non sospetti e molto probabilmente, a qualcuno che restava e che resta nascosto, la cosa ha dato parecchio fastidio: o ''World Tour'' o ''classe turistica'' (a voler essere buoni). E cosa ha portato il World Tour al nostro movimento ? Solo macerie. Perchè solo macerie ? Ci sono diversi articoli qui sul blog che spiegano il perchè e il per come, ripetere ancora le stesse cose millemila volte anche no. LEGGETE GLI ARTICOLI.
Qui di seguito spieghiamo il motivo per il quale le risorse destinate a 10 giorni di Giro d'Italia e al Trofeo binda potrebbero essere utilizzate per organizzare un circuito di gare Junior e under e sostenere la base.
Andiamo dritti al punto ora e facciamo due conti, vediamo quanto costa organizzare una gara World Tour in Italia e... un'ultima cosa: se qualcuno pensa che le gare 
''World Tour'' che si sono disputate in Italia abbiano giovato al movimento, ci faccia sapere in che modo, i commenti campati in aria, scritti per compiacere gli ''amici degli amici''  e privi di argomentazioni valide verranno cestinati, qui funziona così.

                                                Ma quanto mi costi ?



Qui di seguito vediamo quanto costa organizzare una gara World Tour in Italia, indicativamente ça va sans dire.

- Cibo e bevande per i volontari 1375 € (11 € a volontario, indicativamente un evento World tour ne richiede 125 - 150)
- Diaria Direttore di corsa 109 €
- Diaria giudice di gara 87 €
- Additional Ref/Judge 76 €
- Cronometrista 87 €
- Giudice di gara in moto 76 €
- Pernottamento (Giuria) 100 €
- Spese di viaggio 0,34 € al km
- Assicurazione 5 moto scorta tecnica (a noleggio) 500 € 
- Assicurazione auto (seguito, stampa, radiocorsa ecc) 458 € (14 conducenti)
- Cambio ruota 545 €
- Montepremi 46000 € (250000 per il Giro d'Italia)
- Numeri di gara 218 €
- Trasponders 381 €
- Servizio cronometraggio 1200 €
- Toilets portatili 600 € 
- Trofei 2888 €
- Medici di gara (2) 240 €
- Elicotteri per le riprese tv da 5 a +10000 euro all'ora, facciamo una media di 7500, ne servono due (uno fa da ponte), quindi sono 15000 euro all'ora.
- Ambulanze (2) 160 €
- Noleggio transenne 1,20 € al metro lineare, ipotizzando di metterle negli ultimi 200 metri 480 €
- Gruppo elettrogeno (a noleggio) 100 €
- Palchi punzonatura, speaker e premiazione 3000 €
- Speaker ???
- Noleggio impianto audio (palco punzonatura, premiazioni e speaker) 1000 € 
- Segnaletica (esclusa quella sul percorso) 137 €
- Benzina per le vetture del direttore di corsa ecc. non siamo riusciti a quantificare il costo , di conseguenza, niente cifre a random ''tanto per''.
- Pulizia e riparazione strade vedi sopra, il costo potrebbe essere non indifferente sopratutto alla voce ''riparazione strade'', ma piuttosto che scrivere cifre a casaccio ''tanto per''... 
- Telecamere fisse e cameramen vedi sopra, di nuovo


                                                         Ma quindi ?


Facciamo due conti: organizzare una gara World Tour in Italia costa (sempre indicativamente e stiamo ''bassi'') 74.817,34 € , se parliamo di Giro d'Italia le cifre salgono a 538173,4 € laddove le due voci più impattanti sono gli elicotteri (e siamo stati bassi coi costi) per le riprese e il montepremi. Ora, domanda: posto che la risposta del pubblico per quanto riguarda il Giro d'Italia è stata scarsa come al solito (gli ascolti in tv non contano, contano le presenze a bordo strada NON solo all'arrivo, è lì, lungo il percorso che si misura l'interesse nei confronti di una gara): promoters del Giro e del Trofeo Binda, posto che le gare junior e under non necessitano di chissà quali strutture accessorie, avete a cuore il ciclismo femminile ? Si ? E allora, perchè non organizzate un circuito di gare in stile ''Road Series'' come in Inghilterra ? Costerebbe di meno, le junior/under avrebbero modo di fare attività e il movimento non andrebbe incontro a un declino che pare irreversibile per i motivi che abbiamo già spiegato due o tremila volte: di nuovo, cari followers, LEGGETE IL BLOG, LEGGETE GLI ARTICOLI.
Morale: inutile che il settore femminile italiano si faccia bello con 10 giorni di gare seguite da pochi intimi (il Giro) e col trofeo Binda se ''dietro'' non c'è una programmazione mirata per sostenere la base. 
Qualcuno mugugnerà in silenzio, qualcun altro verrà a dirci che è tutto bellissimo, che tutto funziona alla stra-grande e che è ora di finirla con questo disfattismo, NOI guardiamo in faccia la realtà, chi ci critica oggi, non venga qui un domani a dirci ''avevate ragione voi'', la ragione la si da' ai fessi.

Arrivederci al prossimo articolo e LEGGETE IL BLOG se volete un punto di vista diverso dai soliti comunicati stampa dai toni eternamente trionfalistici che si possono trovare sul web, male non fa.

Il Predicatore

                                                                  

mercoledì 20 luglio 2022

Basta così

 



Non giriamoci attorno, in Italia del ciclismo femminile non gliene importa niente a nessuno o quasi, inutile star qui a dire "no ma la promozione", "gli eventi collaterali", "i media dovrebbero dire, fare, scrivere ecc ecc" e l'abbiamo visto poche settimane fa al Giro d'Italia o Girodonne, o "GirodonnA" come lo aveva chiamato il tizio che aveva fatto la presentazione delle squadre a Cagliari...

La "bolla" ha tenuto, no, non la bolla anti Coviddì ma la "bolla" nella quale il ciclismo femminile italiano ha vissuto anche durante l'edizione 2022 del Girodonne, molti team managers italiani del passato sarebbero stati felicissimi di partecipare ad una corsa durante la quale s'è visto meno pubblico di quello che si è visto nella contea dello Yorkshire per un criterium del National Series, idem molti "addetti ai lavori" che hanno lavorato con calma senza l'impiccio di quei rompiscatole dei fans !!! "Visibilità ? Oh al diavolo la visibilità, il trattamento dei media pari a quello dei pro maschi, noi dobbiamo farci le foto con le ragazze, e che caspita !!!" cit.

L'unica cosa positiva è stata la copertura sul web di PMG sport e di questo bisogna dargliene atto, la RAI... Abitando all'estero non so, però le reactions che ho letto su Facebook non sono state positive, nel pieno rispetto della tradizione.

Imbarazzo, grande imbarazzo nel guardare le tappe, nel vedere e SENTIRE pedalare le ragazze nel disinteresse di coloro i quali "per vedere passare il Giro maschile prendono il giorno di ferie" e si lo so , l'ho scritto un sacco di volte, imbarazzo nel vedere che il penultimo giorno, sulle strade della tappa che avrebbe potuto (anche) cambiare le sorti della corsa, non c'era nessuno (sulla salita più dura credo di aver visto uno spettatore che probabilmente passava di li' per caso e al quale avevano detto di fermarsi a bordo strada). Imbarazzo e dispiacere nei confronti delle atlete ma questo è stato.

Posto che per quanto mi riguarda sulla corsa in se' non ci sia più molto da dire, credo (opinione strettamente personale) che si possa fare di tutto pur di cercare di attrarre il pubblico sulle strade del Girodonne o delle corse che si svolgono in Italia ma non servirebbe a nulla, sarebbe inutile fare promozione anche comprando spazi sulla rosea sei mesi prima della gara, tutto inutile, alla gente non interesserebbe comunque, facciamocene una ragione e viviamo felici e contenti. 

Un ultima cosa che col Girodonne non ha molto a che fare "e concludo" cit. : il "World Tour" è una bolla ? Potrebbe scoppiare ? Molto probabile, perchè i grossi sponsors che già finanziano le squadre maschili e hanno sotto la loro ala anche quelli femminili vogliono i "risultati", delle fotine con le unghiette dipinte di azzurro non gliene può fregar di meno, "loro" (non "Loro", "loro" scritto in minuscolo) fanno dei freddi "conti economici", nel momento in cui vedono che non vanno neppure "a pari", chiudono i rubinetti e tanti saluti, basta vedere altri sports con un seguito ben maggiore tipo la F1 (vedi Toyota e BMW per esempio), vedi Suzuki in motogp più recentemente... "loro" fanno così, piaccia o no.

Quindi ? Quindi è probabile che si ritorni a strutture più piccole e rapportate all'interesse di un pubblico che almeno in Italia è nullo, gireranno meno soldi di quei pochi che girano attualmente, diversi teams chiuderanno, le Junior e le Under migliori passeranno elitè all'estero, il Giro magari perderà di nuovo la denominazione "World Tour" (deludente la presentazione delle squadre a Cagliari, fossi stato uno sponsor, non sarei stato felicissimo) e di corse ce ne saranno ancora meno IN ITALIA. I "califfi" del ciclismo rosa italiano (addetti ai lavori a vario titolo) hanno sempre visto i tifosi come qualcosa da combattere e debellare sopratutto nel momento in cui parlavano di doping piuttosto che di stipend... ehm, volevo dire di rimborsi spese non corrisposti o di membri dei teams che non erano esattamente ehm... professionali nei confronti delle atlete delle est, sopratutto quelle passate da poco tra le elitè, o di qualsiasi altra criticità. Saranno contenti ora, "Loro"...

Solo nubi all'orizzonte insomma e lo scrivo "PRIMA" perchè "DOPO" è facile, "DOPO" sono capaci tutti, poi oh ragazzi, se il movimento cresce fino ad avere un audience di milioni di persone invece di affondare miseramente, io sono il primo ad esserne felice e a darmi del "barlafus". No problem.


Alessandro Oriani

domenica 10 ottobre 2021

È così divertente ?

                                                                 

Breve cronistoria di un sabato sera da ridere con protagonista il ciclismo femminile su raisport:

2 Ottobre 2021, ore 19:30 italiane (18:30 per chi scrive), Raisport mette in onda le immagini del giro dell'Emilia categoria donne elitè, rapida presentazione delle squadre (ne fanno vedere tre, forse quattro, di cui una due volte), qualche immagine delle ragazze che si dirigono alla partenza e via che si va. Niente riprese dall'elicottero (che per carità, ci può stare con quello che costa...), una sola "moto ripresa" una che fa vedere solo le atlete in testa al gruppo, si tira "di cinghia" insomma, ma visto che il ciclismo femminile tendenzialmente non se lo filano di pezza, va (già) bene così, piuttosto che niente è meglio "piuttosto".
Pronte ? Via !!! Scatti e controscatti, chiacchiere in libertà dei due commentatori che si limitano a fare il compitino senza mostrare chissà quale entusiasmo; chi scrive rende grazie al Signore e pensa che se ci fosse stato il CT più sponsorizzato del mondo sarebbe stata una lunga litania a base di "ecco Tizia che prova ad allungare, ricordiamo che è fidanzata con Caio, professionista nella squadra Tal de Tali, con lei Sempronia che era fidanzata con Tizio, professionista della Quel Tal Paese, però si sono mollati da un paio di mesi e adesso si è messa con Tizio II professionista della Vai a Sapere ", ritmo extra slow ma se non altro i due al microfono non ci rendono nota la situazione "matrimoniale" di mezzo gruppo. È già qualcosa.
La telecronaca bene o male scorre via , peccato che a un certo punto, imbeccato dal commentatore, il buon Petacchi si mette a parlare di quando correva lui, roba di 20 anni fa , minuti interminabili, chi scrive ride per non piangere, il mio co-redattore (eravamo in collegamento su facebook) va di facepalm, amareggiato, deluso, scuote la testa, mi domanda "ma cosa stanno dicendo ?" e chi scrive non trova una risposta, chi scrive continua a ridere.
A questo punto chiunque potrebbe pensare "beh, peggio di così non si può", e invece...
Invece a un certo punto il colpa di teatro, il genio, senza preavviso, le immagini della corsa "staccano" e Raisport si collega col "Palapanini" di Modena dove si è conclusa da poco la finale di Super Coppa tra Conegliano e Novara per un quarto d'ora di chiacchiere tra Lucchetta e un altro paio di tizi, "così", d'emblée, prima di tornare alla corsa e alla telecronaca (della corsa), roba che non si vedeva da tempi del motomondiale classe 500 negli anni '80.
Immaginiamo una situazione del genere nel bel mezzo della telecronaca di un anonimo Atalanta - Empoli, sarebbero stati volatili per diabetici, le società avrebbero fatto la voce grossa con le TV, sarebbero partiti i ricorsi al Codacons. Ora, nel momento in cui una TV (quale che sia) interrompe la trasmissione di una corsa per incastrarci dentro la "coda" di una partita di pallavolo arrecando un danno agli sponsors che hanno già di loro poca visibilità, se io sono un team manager, faccio un filmato di 10 minuti dove metto in evidenza il servizio reso all'intero movimento, poi chiamo Dagnoni e dico "buonasera presidente, sono "TIZIO" del settore comunicazione della squadra Tal dei Tali, mi faccia 5 stories su Instagram in italiano, lituano, olandese, russo, francese, inglese, tedesco e ucraino, le do' io i testi già tradotti, il mondo deve sapere come viene trattato il ciclismo femminile in Italia, dopo di che le stories le facciamo rilanciare dalle atlete, dai parenti delle atlete, dai fidanzati/mariti delle atlete, dalle amiche, dai dirigenti fino a quando le non vanno "in tendenza", così la prossima volta ci pensano due volte prima di interrompere... Dopo Insta, se sono il dirigente di una squadra, dico al mio social manager di fare un post su Facebook al giorno e mando avanti il tutto fino a quando i posts non vanno in tendenza anche su Facebook, dopodichè vado su youtube e metto il filmato della corsa (incluso il colegamento con Modena), poi vado su Twitter e anche li' giù "di spatola" a suon di "twits" per tutta la notte, poi chiamo il presidente della FCI e gli dico a) di convocare una conferenza stampa coi responsabili della redazione ciclismo di Raisport, b) di chiedere un po' più di attenzione e di equilibrio. Si fa così, altrimenti passi la vita a subire.
Cosa fanno i responsabili dei socials delle squadre ? I team managers sono contenti ? Se la risposta è "si", ci ritiriamo in buon ordine, se la risposta è "no" e gli serve qualcuno per gestire la parte "social", facciano sapere.