Parliamo di ciclismo femminile come nessuno al di fuori di noi ha mai fatto da metà anni 2000 al 2010. Torniamo in sella dopo dieci anni di silenzio cercando di offrire un punto di vista diverso da quello che trovate su media che si occupano di ciclismo femminile, troppo spesso vincolati ad altri motivi e opportunità che spesso hanno poco a che fare con le corse e con i problemi del settore.
martedì 5 marzo 2024
''È inutile resistere'' semicit.
venerdì 22 dicembre 2023
Poi non dite che non ve lo avevamo detto...
Avevamo promesso che ne avremmo parlato, lo facciamo prima di chiunque altro in Italia, poi ci divertiamo a vedere se qualcuno copia, ritaglia e si ''acchiitta'' questo contenuto... ''Vi aspectiamo'' semicit.
- Nome: Emma
- Cognome: Jeffers
- Data di nascita: 24 Novembre 2004 (19 anni)
- Nazionalità: inglese
- Vive a: Chorley
- Caratteristiche tecniche: velocista (almeno per il momento) ma sa imporsi anche in solitaria. Atleta da ''classiche'' del Nord fatta e finita.
- Strenghts: proviene dal BMX, ha corso in pista, di conseguenza sa andare in bicicletta e sa farsi trovare al posto giusto nel momento giusto, un ottimo cambio di ritmo, gli ultimi 50 metri brucianti quando bisogna passare da ''veloce'' a ''velocissimo''.
- Weaknesses: Ha pagato lo scotto del maggiore chilometraggio delle gare alle quali ha partecipato correndo contro le ''elitè'' in UK in età da junior, ha compiuto da poco 19 anni, il tempo è dalla sua, speriamo che non si snaturi nel tentativo di migliorare sulle salite medio-lunghe.
UN PO' DI STORIA
Tralasciando volutamente il periodo ''BMX'' durante il quale eccelle sia a livello nazionale che continentale collezionando anche un argento mondiale, Emma debutta nella ''JRC Interflon'' a 17 anni alla Gand - Wevelgem junior 2022 con un quarto posto senza aver mai corso su strada prima di allora, si classifica quinta ai campionati britannici junior.
Il primo alloro a fine Agosto 2022 al Ceratizit Grand Prix (junior) ex GP di Plouay dove si impone arrivando da sola la traguardo, vince la classifica finale del ''Tour Series''che solo due anni fa aveva fatto registrare un'audience di due milioni di spettatori in UK con diretta su ITV, i media locali iniziano a parlare di ''rising star'', di astro nascente del ciclismo britannico: nonostante le luci dei rifllettori, la vittoria prestigiosa nell'ultima tappa del Tour Series a Manchester davanti a migliaia di spettatori, si dimostra molto più matura dei suoi 17 anni: felice per i risultati ottenuti, per le attenzioni ricevute dai media britannici ma allo stesso tempo ''testa bassa'' e la consapevolezza che la strada per emergere ad alto livello è ancora lunga.
Nella stagione appena conclusa (2023) invece, soffre più del previsto ma solo per coloro i quali soffrono di ''Evenepoelismo'', una patologia che affligge gli appassionati di ciclismo dell'ultima ora e della penultima, una patologia che porta alla ricerca spasmodica e compulsiva del baby campione o della baby campionessa. Una patologia quella dell' ''Evenepoelismo'' che su queste colonne non trova e non troverà mai posto piaccia o no.
Ad ogni modo, Emma firma per la Das-Handling, altra squadra locale inglese ma con qualche risorsa in più rispetto alla piccola ''JRC - Interflon'' e l'ambizione di crescere ancora, nonostante abbia solo 18 anni viene erroneamente considerata come ''elitè'' anche se è junior a tutti gli effetti, debutta alla Clasica De Almeira e si ritrova di colpo a competere con ragazze che fanno il WT, l'impatto è di quelli tosti, termina 69esima in classifica finale. A fine Marzo il primo piazzamento tra le elitè anche se di fatto è (lo ricordiamo) ancora junior: settima alla ''Anexo/Cams Women's Cycle Classic, poi nessun risultato di rilievo fino a Giugno e Luglio dove inanella un quinto posto, un ottavo, un quinto e un secondo posto in corse del calendario britannico, non sfigura in un paio di gare disputate in Belgio l'8 e il 12 di Agosto. i riflettori dei media specializzati di oltremanica si spengono un poco su di lei e non è un male anzi...
A Settembre va due volte a podio e vince una frazione alla ''Ras na mBan'', corsa a tappe di secondo piano che si svolge in Irlanda e chiude di fatto la stagione 2023.
MOVING FORWARD
È notizia di questi giorni (dal suo profilo Instagram ''emma_jeffers_) la firma per la ''Liv Alula Jayco Women's Continental Team'', team satellite della ''GreenEdge'', scelta perfetta se vista da ambo le parti, perfetta per Emma che potrà lavorare in un contesto che ha accesso alle strutture del team che corre nel World Tour, perfetto per il suo team che si ritrova tra le mani un diamante da sgrezzare con calma e senza la benchè minima ''pressione'', poi chissà... :-)
PER CONCLUDERE
Un talento, un diamante grezzo tutto da ''lavorare'' che qualcosina ha già fatto vedere, sconosciuta ai più, potenzialmente una mina vagante capace di tutto se trova la giornata giusta, ben lontana dall'aver raggiunto il suo massimo potenziale. La testa c'è, le skills pure, il talento è da vendere (basta vedere come sta in bicicletta...) se viene seguita adeguatamente, se non si abbatte alle prime difficoltà, può essere una sorpresa per molti.
Per quanto ci riguarda ci aspettiamo una ulteriore crescita senza la ricerca dell'expoit ad ogni costo, in perfetta ed elegante controtendenza con le mode imperanti tra i media che ''pompano'' all'inverosimile l'ennesima ''next big thing'' salvo ''scaricarla'' alla prima battuta d'arresto, o che portano in palmo di mano atlete che non hanno mai fatto intravvedere nemmeno un lampo di classe ma che godono sempre del favore dei media-amici.
Noi di ciclismofemminile.blogspot.com, primi in Italia, ne abbiamo parlato approfonditamente, voi tenete l'icona aperta e segnatevi il suo nome, magari chissà, nel giro di tre anni... Con calma...
Arrivederci al prossimo articolo.
Il Predicatore
lunedì 23 ottobre 2023
Pochi mezzi, molti problemi ma idee ben chiare
IL LATO POSITIVO, LE DOLENTI NOTE, UN CONFRONTO A DIR POCO IMBARAZZANTE.
Tante lacune organizzative ma anche cose positive: 4 tappe, molte partecipanti con mezzi all'ultimo grido, squadre che si sono mosse da ''squadre'' a dimostrazione di un movimento in crescita e poi i media, la comunicazione... Parliamone, tanto non lo facciamo mai e poi dite la verità: non aspettavate altro che ''la solita ramanzina serale'' cit. ai media italiani no ?
''Crciclismo'' VS Media tricoloriti è finita cinque a zero: dirette Facebook e YouTube anche di 5 ore, 3 telecronisti, approfondimenti post tappa, Marisol Toro Valencia (giornalista) ha il suo spazio ''Noches de ciclismo feminineno'' su YouTube dove intervista le atlete e parla dei problemi del ciclismo femminile in America Latina senza il timore di dover scontentare nessuno. basta questo per chiudere la partita, in italia siamo ancora alle fotine.
IO FAREI VOLENTIERI A MENO DI RIPETERE SEMPRE LE STESSE COSE...
La pay tv può andar bene nel momento in cui ti sei costruito delle fondamenta e un seguito consolidato ma qui (in Europa) da questo punto di vista non c'è NIEN-TE. E frega zero delle foto sul sito di nicchia, forse giusto alle esordienti/allieve possono interessare, ma più si sale e più le priorità sono ALTRE.
Siamo così sicuri che le atlete non abbiano nessuna voglia di parlare, di intervenire su uno spazio ad hoc su YouTube ? Chiediamo perchè quando 15 anni fa (ma anche prima, anche a fine anni 90/inizio anni 2000) dicevamo che internet per promuovere il ciclismo femminile era utilizzato poco e male, c'erano ''tifosi'' e ''media'' che partivano in automatico col sorrisetto di commiserazione contro quel rompicoglioni del Predicatore che qualche idea per la quale non servivano investimenti milionari la proponeva di tanto in tanto...
No, loro, i semidei dei media in rosa volevano solo ed esclusivamente tutti ai loro piedi come una casta capricciosa, nel frattempo il movimento non faceva passi in avanti verso la tanto agognata ''visibilità'' anzi... Btw, mi dicono che qualche squadra l'anno prossimo non sarà ai nastri di partenza...
Per la cronaca e per correttezza, ci sono bloggers e Youtubers (per lo più stranieri) che pur non facendo parte dell'ambiente sanno riempire gli spazi vuoti lasciati dai media ''istituzionali'', che sanno dedicare tempo e spazio per riflessioni che spesso risultano più interessanti dei soliti luoghi comuni di gente che non si è mai voluta evolvere e di tante cronache di gara che paiono scritte con l'IA, tanto il ''copione'' di una corsa ciclistica grosso modo è sempre lo stesso, basta cambiare i nomi delle protagoniste, tanto chi se ne accorge ? Se non ci credete provo a scrivere un articolo con l'IA lol.
Portare le atlete su YouTube ? Farle conoscere anche a coloro i quali scendono in strada a vedere una corsa solo quando il Giro (maschile) arriva a Roma piuttosto che a Milano o Torino pare troppo impegnativo, poi magari si rischia di affrontare certi argomenti ''sgraditi'' all'ambiente e a chi grazie all'ambiente mette il pane in tavola tutti i giorni. Meglio chiudere la porta in faccia a tutti, e continuare a fare clic clic trincerandosi dietro l'ormai celebre ''non si può fare'' per paura che altri (chi ???) possano lavorare in regime di concorrenza (che non c'è, perchè nun ce sta...) e alzare il livello dell'informazione. Se solo si rendessero conto certi ''operatori'' del settore: il bersaglio di questa spocchia, di questa paura che il seguito si possa allargare, sono le atlete grazie alle quali possono fare il mestiere che gli piace... Non ci arrivano.
Le atlete dovrebbero essere trattate come sovrane, magari anche un po' viziate sul fronte ''media'' essendo alla fine l'origine e il motore del movimento e invece niente, perchè la FCI pare essere in altre faccende affaccendata, non esiste una Lega ciclismo professionistico femminile, non esiste una associazione sul modello della ACCPI, i soloni dell'informazione si incazzano se gli spieghi come si potrebbe potenziare il marketing e le pubbliche relazioni, però... Però quando li senti parlare questi media, sopratutto del World Tour e delle corse più importanti, pare sia in corso la vendita dei diritti tv per svariati milioni di euro non si sa bene a chi, pare che il business abbia alle spalle strutture hollywoodiane; sono un po' come gli impiegatini milanesi che in metropolitana parlano di affari e di miliardi. Si ma degli altri. Con il panino con la mortadella e la Gazzetta nella valigetta.
E BASTA...
Ok ok, per oggi il Predicatore ha quasi terminato, solo un po' di pazienza per dire che GS e professionisti dell'hospitality dicono ''eh ma ormai ci sono i socials, quello che DOBBIAMO comunicare lo comunichiamo li' senza cadere in qui pro quo vari ed eventuali, omissioni, alterazioni ecc'', il tutto stando bene attenti a evitare argomenti ''spinosi'' e domande ''scomode'' che con i miliardi di euro che girano nell'ambiente... Mi pare giusto no ? Peccato che sia esattamente quello che pensa qualsiasi dittatore vivente sul globo terracqueo e se pensate che il parallelismo sia eccessivo beh, non lo è affatto, perchè in Europa (Regno Unito escluso) le atlete devono solo pedalare e obbedire e non hanno nemmeno il diritto di parlare dei problemi del ciclismo femminile, sempre gli stessi problemi. Perchè piaccia o no, nonostante le bici di ultima generazione, il tanto sbandierato World Tour (durerà ? E se si per quanto ?) e le strutture che fanno il verso ai professionisti uomini, nonostante tutto, non è cambiato un cazzo.
Sempre e comunque W Marisol.
Il Predicatore
giovedì 27 luglio 2023
Campionati italiani cronosquadre cat. ''Junior'' e ''Open'' - Sospirolo (BL) 22 Luglio 2023
Dal canale Youtube ''Giù di sella'' dell'amico Manuel, mi farebbe piacere se oltre a prendere visione cliccando sul link qui sotto o facendo ''copia e incolla'' sulla barra degli indirizzi, metteste il like al video e vi iscriveste al canale attivando le notifiche. Per quanto riguarda il blog, torneremo dopo la conclusione del Tour de France, a modo nostro. Grazie.
https://www.youtube.com/watch?v=cG18RPrWxAU
martedì 20 giugno 2023
Anche se non mi leggeranno mai
... Solo per ringraziare quei siti internet che si sono occupati del Tour de Pyrenees e della questione ''sicurezza'', siti che non si occupano esclusivamente di ciclismo femminile e che ne hanno parlato. Il sottoscritto aveva sollevato il problema della sicurezza in gara sul defunto forum ciclismodonne.com una ventina d'anni fa, e c'era chi gli rideva in faccia...
Altri, quelli ''dedicati'' al 100% al ciclismo femminile, quelli che tra ciclocross, pista, strada e MTB, passano 300 giorni all'anno sui campi di gara, non hanno scritto mezza parola e si sono limitati alla cronaca delle (due) tappe (la terza è stata annullata). Ecco, loro non li ringrazio.
PS Totalmente fuori contesto ma non me ne frega niente: inutile che cerchiate QUI notizie sul Girodonne 2023 (sempre che si corra e parlo della cronaca delle tappe con ordini di arrivo e classifica generale), questo blog, caso mai non si fosse capito, non è nato per scrivere che la prima è arrivata prima, la seconda è arrivata seconda,la terza è arrivata terza e via così, se volete i comunicati stampa ciclostilati cercate altrove, voi sapete dove.
Il Predicatore
martedì 6 giugno 2023
Non ci voleva chissà che cosa...
Media che seguite il ciclismo femminile, siete nel panico ? Non sapete cosa scrivere ? Ve lo dò io il comunicato stampa, potete copiare e incollare, help yourselves...
Shari Bossuyt, ciclista fiamminga portacolori della Canyon//Sram è stata trovata positiva al letrozolo ed è stata sospesa come da protocollo interno del team.
Visto ? Roba di un paio di minuti al massimo...
Il Predicatore
Ora ho due punti fermi
Brevissima premessa: stavolta col cavolo che chiudo il blog...
Punto 1: una volta è la bistecca adulterata, quell'altra è l'integratore inquinato, quell'altra ancora ''ho preso il farmaco Tal dei Tali a mia insaputa''... Ragazze la volete capire O NO che mi sono stancato di leggere certe notizie ? Io vi difendo a spada tratta e sfido chiunque a dimostrare il contrario, però dovete aiutarmi ad aiutarvi.
mercoledì 31 maggio 2023
Giro d'Italia 2023, prendiamo atto e per correttezza pubblichiamo
Casualità o no, un giorno dopo il post che abbiamo pubblicato sul Giro d'Italia 2023 che potete trovare subito dopo questo, è apparso sul sito ufficiale della corsa rosa l'elenco delle tappe (QUI https://drive.google.com/drive/folders/1MljYOY4VmaL1LR4EbkZpFFisKbB_Ej3o il link), la veste grafica è un pò retrò visto e considerato che parliamo di una delle corse a tappe riservate alla categoria ''donne elitè'' più importanti al mondo, ma insomma, piuttosto che niente a volte è meglio ''piuttosto''.
Accontentamose per il momento, poi si vedrà.
Il Predicatore
martedì 23 maggio 2023
E aspettiamo...
martedì 16 maggio 2023
Non è una questione di soldi, è una questione di idee e di ''VOGLIA''
''Oh mamma mia...''
Essì miei amati, il Predicatore, quello che doveva andare a guardare il calcio, quello che non sapeva ''combattere'' è tornato e ha ancora qualcosina da dire, piaccia o no.
Tanti anni fa, in una galassia lontana...
In Inghilterra nel frattempo...
mercoledì 28 dicembre 2022
Grazie e 1000 ciao !!!
Morale: inutile che il settore femminile italiano si faccia bello con 10 giorni di gare seguite da pochi intimi (il Giro) e col trofeo Binda se ''dietro'' non c'è una programmazione mirata per sostenere la base.
domenica 18 settembre 2022
Presidente Dagnoni, siamo ancora noi.
Saremo brevissimi stavolta, glielo promettiamo. A inizio mandato ha parlato di una federazione da gestire come se fosse un'azienda, giusto ? In ogni azienda che si rispetti, persino nei pubs più piccoli del Regno Unito, quelli sperduti nella campagna del Cheshire, arriva il momento in cui ci si siede attorno a un tavolo e si traccia un bilancio, noi non possiamo e manco vogliamo presenziare ai vostri team meetings, ci basta seguire le vicende del ciclismo di casa vostra (scriviamo dall'estero) per vedere un settore femminile che al netto delle vittorie che raccoglie in giro per il mondo è agonizzante, tra squadre che fan fatica a tirar la sera con la mattina, poche corse, gare a loro modo storiche nel panorama nazionale che hanno visto la partecipazione delle migliori al mondo cancellate, mentre a Vargarda (in Svezia !!!) si corre come da tradizione a fine Agosto. Ce la fanno in Svezia a mantenere viva una gara, la Svezia che ha prodotto solo la Johannson e la Liungskog come atlete di vertice negli ultimi 20 anni, in Italia, con "tradizione e cultura vincente" cit. sempre quel portoghese tornato recentemente di moda negli stadi della serie A italiana, abbiamo visto sparire tante di quelle gare che basterebbero per farci un "calendario"; si lo sappiamo, è la solita litania già scritta e riscritta su queste colonne ma tant'è.
Che ha fatto la federazione ? Poco, pochissimo, ed è fattuale la cosa. Quanti sponsor di livello ha portato al di la' dei soliti noti ? Cosa ha fatto per fare avere un minimo di copertura mediatica alle gare che non fossero il Trofeo Binda ? Più le nostre atlete portavano a casa medaglie e più il settore femminile scivolava in basso (e la discesa continua inesorabile). Ha dell'incredibile, solo in Italia.
Pertanto, e concludiamo, visto e considerato lo scarso supporto che la federazione ha sinora dato al movimento (ed è FATTUALE, lo ripetiamo), le chiediamo la cortesia di non farsi fotografare con le nostre atlete ai mondiali se dovessero vincere la maglia iridata o dovessero andare a podio, il merito sarebbe solo loro e di chi le segue giorno per giorno facendo i salti mortali. È troppo facile ricordarsi delle nostre atlete solo quando vincono lasciando la "base" ad arrangiarsi come meglio può.
Buon lavoro.
mercoledì 20 luglio 2022
Basta così
Non giriamoci attorno, in Italia del ciclismo femminile non gliene importa niente a nessuno o quasi, inutile star qui a dire "no ma la promozione", "gli eventi collaterali", "i media dovrebbero dire, fare, scrivere ecc ecc" e l'abbiamo visto poche settimane fa al Giro d'Italia o Girodonne, o "GirodonnA" come lo aveva chiamato il tizio che aveva fatto la presentazione delle squadre a Cagliari...
La "bolla" ha tenuto, no, non la bolla anti Coviddì ma la "bolla" nella quale il ciclismo femminile italiano ha vissuto anche durante l'edizione 2022 del Girodonne, molti team managers italiani del passato sarebbero stati felicissimi di partecipare ad una corsa durante la quale s'è visto meno pubblico di quello che si è visto nella contea dello Yorkshire per un criterium del National Series, idem molti "addetti ai lavori" che hanno lavorato con calma senza l'impiccio di quei rompiscatole dei fans !!! "Visibilità ? Oh al diavolo la visibilità, il trattamento dei media pari a quello dei pro maschi, noi dobbiamo farci le foto con le ragazze, e che caspita !!!" cit.
L'unica cosa positiva è stata la copertura sul web di PMG sport e di questo bisogna dargliene atto, la RAI... Abitando all'estero non so, però le reactions che ho letto su Facebook non sono state positive, nel pieno rispetto della tradizione.
Imbarazzo, grande imbarazzo nel guardare le tappe, nel vedere e SENTIRE pedalare le ragazze nel disinteresse di coloro i quali "per vedere passare il Giro maschile prendono il giorno di ferie" e si lo so , l'ho scritto un sacco di volte, imbarazzo nel vedere che il penultimo giorno, sulle strade della tappa che avrebbe potuto (anche) cambiare le sorti della corsa, non c'era nessuno (sulla salita più dura credo di aver visto uno spettatore che probabilmente passava di li' per caso e al quale avevano detto di fermarsi a bordo strada). Imbarazzo e dispiacere nei confronti delle atlete ma questo è stato.
Posto che per quanto mi riguarda sulla corsa in se' non ci sia più molto da dire, credo (opinione strettamente personale) che si possa fare di tutto pur di cercare di attrarre il pubblico sulle strade del Girodonne o delle corse che si svolgono in Italia ma non servirebbe a nulla, sarebbe inutile fare promozione anche comprando spazi sulla rosea sei mesi prima della gara, tutto inutile, alla gente non interesserebbe comunque, facciamocene una ragione e viviamo felici e contenti.
Un ultima cosa che col Girodonne non ha molto a che fare "e concludo" cit. : il "World Tour" è una bolla ? Potrebbe scoppiare ? Molto probabile, perchè i grossi sponsors che già finanziano le squadre maschili e hanno sotto la loro ala anche quelli femminili vogliono i "risultati", delle fotine con le unghiette dipinte di azzurro non gliene può fregar di meno, "loro" (non "Loro", "loro" scritto in minuscolo) fanno dei freddi "conti economici", nel momento in cui vedono che non vanno neppure "a pari", chiudono i rubinetti e tanti saluti, basta vedere altri sports con un seguito ben maggiore tipo la F1 (vedi Toyota e BMW per esempio), vedi Suzuki in motogp più recentemente... "loro" fanno così, piaccia o no.
Quindi ? Quindi è probabile che si ritorni a strutture più piccole e rapportate all'interesse di un pubblico che almeno in Italia è nullo, gireranno meno soldi di quei pochi che girano attualmente, diversi teams chiuderanno, le Junior e le Under migliori passeranno elitè all'estero, il Giro magari perderà di nuovo la denominazione "World Tour" (deludente la presentazione delle squadre a Cagliari, fossi stato uno sponsor, non sarei stato felicissimo) e di corse ce ne saranno ancora meno IN ITALIA. I "califfi" del ciclismo rosa italiano (addetti ai lavori a vario titolo) hanno sempre visto i tifosi come qualcosa da combattere e debellare sopratutto nel momento in cui parlavano di doping piuttosto che di stipend... ehm, volevo dire di rimborsi spese non corrisposti o di membri dei teams che non erano esattamente ehm... professionali nei confronti delle atlete delle est, sopratutto quelle passate da poco tra le elitè, o di qualsiasi altra criticità. Saranno contenti ora, "Loro"...
Solo nubi all'orizzonte insomma e lo scrivo "PRIMA" perchè "DOPO" è facile, "DOPO" sono capaci tutti, poi oh ragazzi, se il movimento cresce fino ad avere un audience di milioni di persone invece di affondare miseramente, io sono il primo ad esserne felice e a darmi del "barlafus". No problem.
Alessandro Oriani
domenica 26 giugno 2022
Si ma l'anteprima del Giro 2022 ?
giovedì 26 maggio 2022
Ma allora si può fare...
Di ritorno dall'ultimo atto del "Tour Series" in quel di Manchester, la prima corsa su strada vista dal vivo dal 2009, le emozioni e le sensazioni "a ruote ferme".
"Io non so se sono io che sto bene o se sono io che sto male, ma non voglio andare in questo argomento..." cit.
Esordiva così un portoghese tornato recentemente di moda sul suolo italico in quella che è tuttora la migliore conferenza stampa di sempre, io invece su un certo argomento a me caro voglio andarci, altro che...
Riavvolgiamo il nastro e torniamo all'estate 2009, un sabato mattina, squilla il cellulare, mi chiama una persona che in quel periodo era molto vicina ad atlete, dirigenti ecc e mi chiede se mi va di far quattro passi in montagna, mi dice che "dobbiamo parlare" al che io... "OK, PARLIAMONE...". La meta è dalle parti del Ghisallo, arriviamo, tempo 10 minuti di cammino e mi chiede "tu cosa faresti ?", la mia risposta ? "Non si può più pensare di arrivare, gonfiare le gomme, correre, andarsene E BASTA. Serve altro, serve provare a portare a correre le ragazze in città di tanto in tanto, serve una cornice adeguata, serve un contorno che a oggi non c'è, che non invoglia il pubblico ad andare a vedere le corse, l'ambiente non è accogliente, non viene fatta la benchè minima promozione, non esiste nessuna segnaletica che faccia capire che nei paraggi c'è una gara, arrivi e c'è il deserto, eventi collaterali manco a parlarne, nessuna zona hospitality dove poter mangiare qualcosa con un minimo di comodità e un occhio alla gara. Un dj che metta un po' di musica "buona" ? Manco per l'anima, siamo tradizionalisti, queste cose lasciamole fare agli americani (poi ci si torna). Possibilità di acquistare del merchandising (maglie, completi da gara ecc ? Non scherziamo suvvia... "Meet and greet" con le atlete ? Sarebbe bello, basterebbe un pezzo di moquette rossa, un nastro canalizzatore, una atleta per squadra che firma le cartoline da distribuire ai fans..." Vengo bloccato "se po' minga fa, tel sè sa custa fa i cartulin ? Se po' no", traduco per i non lombardi:"non si può fare, costa troppo, lo sai cosa costa fare le cartoline ?". Ogni mia proposta veniva inesorabilmente bloccata a suon di "costa troppo".
Nel frattempo negli Stati Uniti d'America...
Photo ©: Garrett Lau
Eravamo (quasi) a fine stagione 2009 eppure io da anni avevo capito che non bastava, agli albori di internet guardavo oltroceano, cercavo e trovavo informazioni e video su corse come lo "Hewlett Packard Tour" o il San Francisco Grand Prix che aveva portato sulle strade della "bay area" qualcosa come 1.000.000 (UN MILIONE) di spettatori. Un milione, per una corsa femminile... Sò tanti.
Dice "eh ma in America hanno i soldi", ok è vero ma... Domanda: organizzeresti il Gran Premio d'Italia a Monza in una cornice storica e affascinante, oppure faresti correre i vari Norris, Sainz e compagnia a Binetto, a Misano Adriatico, a Magione o a Varano de' Melegari ? Posto che la F.I.A: ti riderebbe in faccia se proponessi una alternativa a Monza, tu che leggi lo faresti ? Magari senza sganciare una lira ? In un tono che più dimesso non potrebbe essere ? Se tu che leggi fossi un organizzatore italiano, la risposta sarebbe "si senz'altro", se fossi una persona con del sale in zucca probabilmente risponderesti "meglio una gara in più all'estero bene organizzata che una boiata fatta tanto per fare in Italia"
In Italia si è sempre ragionato così, "abbiamo la Ziliute e la Zabirova (probabilmente le due più forti da metà anni '90 ai primi anni 2000), abbiamo la Pucinskaite, abbiamo la Boubnenkova, abbiamo la Schleicher, la Luperini, la Brandli... Sai che ci frega a noi... Siamo i migliori". Lo ripeto, in Italia si è sempre ragionato in questi termini, ogni proposta per aumentare il bacino d'utenza del ciclismo femminile veniva inesorabilmente bocciata, se osavi muovere delle critiche o evidenziare delle criticità venivi bollato come "indesiderato" o "ospite non gradito" da quei presunti "media internet" nostrani che la Bellutti l'avevano vista correre solo in televisione forse e che Roberta Bonanomi o Connie Carpenter "chiiiiiiiiii ?". Il ciclismo femminile di casa nostra, dopo il ritiro di Ziliute e company si avviava a un mesto declino, molte squadre si avviavano alla chiusura o a un forte ridimensionamento degli organici con la scusa dell'investimento sulle giovani, molte corse stavano per sparire dal calendario ma l' "ambiente" non lo sapeva, non se ne rendeva conto, essì... Avevamo le migliori...
Nel frattempo all'estero investivano invece di "mangiarsi fuori i soldi" come certi team managers italiani senza scrupoli, il Regno Unito faceva man bassa di medaglie su pista con Pendleton e compagnia, su strada poteva contare sulla Cooke e su quella che forse era la migliore scalatrice al mondo (Emma Pooley), l'Italia era inconsapevolmente declinante. Dice "eh ma tutte le medaglie vinte dalle ragazze di Salvoldi ?", certo, miracoli, nient'altro che miracoli ottenuti con pochi mezzi, strutture da terzo mondo e quelle decenti (una, Montichiari) inutilizzabili. A livello di clubs invece chiedo io ? A cosa ha portato la gestione dei nostri managers e l'assenza/presenza di certi media molto bravi con la macchina fotografica ma alquanto restii quando si trattava di portare alla luce certi problemi ? Attendo risposta, il "non ci sono soldi, costa troppo" non è contemplato.
Siamo il paese dei miracoli fatti con niente, ci piace così, poi ci lamentiamo, nel frattempo all'estero ci sorpassano e ci danno 15 anni di svantaggio che non recupereremo mai per la miopia dei tanti "non si può fare, costa troppo" (giova ricordare).
Siete arrivati fin qui ? Voto 9, EROICI !!!
Metti un venerdi sera come tanti, stai scorrendo distrattamente "Facebook" e a un certo punto un post cattura la tua attenzione: "Tour Series 2022 - Manchester", controlli la location e pensi "è a mezz'ora da casa", guardi l'orario e "esco dal lavoro e mi fiondo lì". Vedi perchè è importante la PROMOZIONE ? Come devo spiegarlo ?
Quindi, uscita dal lavoro e via verso Deansgate, "taglione" clamoroso per accorciare la strada e mi ritrovo davanti al parcheggio delle ammiraglie, è chiuso, o pass o non si entra. Lo so, ho sempre criticato certi "imbucati" dal comunicato stampa facile ma anch'io voglio fare l' "imbucato", a modo mio: chiedo al tizio della security se c'è modo di entrare lo stesso, gli faccio presente che ho un blog e una pagina Facebook dedicati al ciclismo femminile... Bingo !!! Mi fa passare, gli prometto di comportarmi bene e di non disturbare, la curiosità di vedere come viene gestito il pre gara è troppo forte, faccio qualche foto alle biciclette e mi guardo in giro, c'è silenzio, i fotografi accreditati fanno il loro lavoro senza risultare invadenti (cosa già vista ai British Championships su pista a Manchester qualche anno fa), la zona dove le atlete si scaldano su rulli e si preparano è rigorosamente delimitata, nessuno osa avvicinarsi, nessuno le ferma mentre si avviano al circuito per dare un'occhiata prima del via, niente siparietti o smargiassate che stancavano nel 2009, figuriamoci adesso...
Il mio personalissimo "walkabout" termina quando mi ritrovo nella zona dell'arrivo dove mi tocca spiegare a un altro tizio della security che dall'altra parte mi han fatto passare e bla bla bla e sorpresa, cosa mai vista in Italia, stands espositivi dei produttori di bici, un area hospitality dove era possibile (dietro pagamanto obviously) mangiare e bere mentre si assisteva alla gara, postazioni tv messe ai quattro angoli del tracciato, un DJ a "pompare" musica, una postazione microfonica degna di tal nome, un palco per le premiazioni piccolo ma funzionale e bello da vedere dove alcune atlete si sono fatte intervistare prima della gara da uno speaker che sapeva di cosa stesse parlando, uno "preparato". Prima penso "ma allora si può fare...", poi mi domando:
1) Perchè mai una elitè italiana che ha proposte dall'estero dovrebbe rifiutare ?
2) Ha senso organizzare le gare open in Italia senza strutture all'altezza ?
3) Come può uno sponsor sentirsi gratificato nel momento in cui le sue atlete corrono in località dimenticate da Dio, dove il ritrovo è spesso situato nei pressi di un campo sportivo dismesso coi cumuli di terra ai lati della strada e dove il massimo dell'intrattenimento è la banda dei bersaglieri (vero Mario Minervino ? ) o, nei casi più disperati, qualche gruppo folcloristico della comunità montana del "tal dei tali" ?
4) Che motivazioni può avere una ragazza che ha dedicato 10-15 anni della sua vita per diventare elitè nel momento in cui viene portata a correre in contesti che andavano bene nel 1983 forse e con un po' di fantasia ?
5) Perchè nessuno ne parla ? Sicuri sicuri che bastino le fotine e uno stringato comunicato stampa per aiutare il movimento ?
Il tempo di pensare che forse è meglio non farsi troppe domande, tanto in Italia non c'è la volontà politica di fare nulla e inizia la gara, il pubblico è partecipe e le ragazze non si fanno pregare, alta velocità, agonismo, anche qualche rischio di troppo in ingresso curva a testimonianza del fatto che tra le altre cose gli è stato insegnato come si sta in bici, la moto a riprendere tutta la gara che vola via in un amen fino alla vittoria della 17enne Emma Jeffers che ha battuto in volata Sammie Stuart e Lucy Harris nello sprint di gruppo.
A fine gara la sensazione è quella di un evento bene organizzato, ben pubblicizzato sui media, dove nulla è stato lasciato al caso, 15 anni fa la federazione ha iniziato a investire pesantemente e adesso si vedono i risultati, in Italia 15 anni fa si pensava ai propri interessi personali tra ripicche, gelosie e miopia, tanto avevamo le migliori... Anche adesso abbiamo le migliori peccato che siano accasate con squadre estere e che all'estero ci vivano, ma insomma, come diceva un portoghese tornato di moda in Italia in questo periodo "sono dettagli".
Un saluto, un ringraziamento e un arrivederci al prossimo articolo.
Alessandro Oriani
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DISCLAIMER: questo è un pezzo che non avrei mai voluto scrivere, ho aspettato, ho sperato che LORO se ne occupassero, per rendere giustizi...

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