domenica 10 aprile 2022

Adesso comandiamo noi !!!

 


L'ultimo tassello per il salto di qualità è finalmente arrivato, Marta Cavalli ha vinto l'Amstel Gold Race ladies con una azione da "all or nothing" sul Cauberg a un chilometro e mezzo dall'arrivo sfruttando un attimo di indecisione nel gruppetto di testa. Una vittoria che potrebbe rappresentare un nuovo capitolo nella carriera di Marta e potrebbe dargli quella convinzione e consapevolezza nei suoi mezzi tali da proiettarla (stabilmente) verso le posizioni di vertice del ciclismo a livello mondiale.

Una vittoria che vale doppio perchè nessuna italiana era mai riuscita a primeggiare sul Cauberg prima di oggi, una vittoria ottenuta davanti a una Van Vleuten attesa sul traguardo come le tempeste sul K2 nella stagione dei monsoni, una Van Vleuten che ha provato a dare la frustata ai -2 dalla conclusione senza riuscirci, brave le sue compagne di fuga a resistere prima dell'assolo di Marta. 

Amstel che parla italiano (anche) con i piazzamenti della Balsamo (ottava) e della Bertizzolo (decima), bene la copertura TV (RAISPORT), pessima quella dei media sul web che preferiscono mettere in home page il campionato di calcio di serie A, relegando "nelle brevi" il successo della Cavalli in una corsa "monumento", sul fronte della comunicazione c'è ancora molto da fare.

Prossimo appuntamento col ciclismo femminile d'elitè il 16 Aprile con la Roubaix ladies, un saluto e un ringraziamento.

domenica 3 aprile 2022

Giro delle Fiandre 2022, il recap.

 


Ripercorriamo brevemente il Fiandre Ladies 2022 che si è concluso dopo la prova maschile su 159 km su un percorso che per gli ultimi 70  ricalcava quello maschile a grandi linee; Kwaremont, Pateberg, Koppenberg i punti chiave.
Giro delle Fiandre che all'inizio ha vissuto su una fuga che ha raggiunto un vantaggio massimo di tre minuti circa e che poi è stata riassorbita, corsa che fino ai 30 km dall'arrivo ha visto le solite scaramucce davanti e le favorite al coperto nel gruppo e che ai -30 è "esplosa" una prima volta con un attacco che ha visto in prima linea tra le altre Confalonieri, Alessio, Sierra, Niewadoma (reduce dal Covid quindi non al meglio) e Bertizzolo; attacco sventato sul vecchio Kwaremont quando A. V. Vleuten ha dato la prima "frustata" che ha  selezionato il gruppo e ha tagliato fuori dalla lotta per la vittoria tra le altre la Balsamo e la Longo Borghini che fino a quel momento era sempre stata tra le prime 10 posizioni del gruppo delle migliori. Van Vleuten che con la Kopecky e la Blaak ha raggiunto le fuggitive, drappello di testa a questo punto formato dalla Reussler e dalla Chapman con Confalonieri, Niewadoma e compagnia riassorbite.
La corsa "esplode" nuovamente e definitivamente sul Pateberg con un'altra "menata" della Van Vleuten; Kopecky sempre a ruota, Resussler e Chapman riprese, scatti e controscatti con la Van Vleuten a chiudere su tutte (le SD Works passive); a 10 km dall'arrivo parte la Blaak, poi ci prova di nuovo la Van Vleuten con la Kopecky francobollata alla sua ruota, Reussler nelle retrovie nel frattempo fa il buco e il terzetto di testa fa il vuoto guidato dalla Blaak che tira per almeno 7-8 km senza chiedere un cambio con la Kopecky sempre in terza ruota che allo sprint vince facilmente di una "macchina" sulla Van Vleuten.

Giro delle Fiandre ladies che vede una belga sul primo gradino del podio dopo ben 12, pubblico come sempre numeroso, entusiasta e appassionato che fa dubitare su quanto a un team (anche italiano) possa convenire fare attività elitè in Italia dove l'appassionato medio preferisce fare km di autostrada per veder passare il Giro d'Italia (roba di pochi secondi) e che quando ha la corsa femminile elitè vicino a casa fa lo spocchioso, un clima che fa capire perchè nel momento in cui arriva una chiamata dall'estero, le nostre atlete si trasferiscono senza pensarci due volte. Prossimo appuntamento col grande ciclismo femminile d'elitè settimana prossima con l'Amstel Gold Race; un saluto e un ringraziamento, ci vediamo al prossimo post.





domenica 20 marzo 2022

Con tutto il bene...

Senza perder tempo a scrivere del Trofeo Binda 2022 vinto da Elisa Balsamo che tanto è pieno il web di filmati con gli highlights della corsa e dritti al punto con una domanda secca: perchè ?

Non è divertente ma è doveroso chiedersi: perchè il calcio ha Stefano Borghi ? Perchè il basket NBA ha la coppia Mamoli - Pessina a volte un filo ridondanti e tendenti a enfatizzare azioni di gioco tutto sommato normali ma comunque competenti ? Perchè il nuoto ha avuto la coppia Sandro Fioravanti - Luca Sacchi ? Perchè il ciclismo su "PMG sport" invece... 

Ieri l'appassionato medio che seguito la corsa sul web tramite la pagina facebook ha avuto in pasto un numero imprecisato di albi d'oro (specialità di casa Brambilla), di situazioni sentimentali delle atlete che erano solo il pretesto per tirare in ballo i ciclisti professionisti e per parlare di ciclismo professionistico MASCHILE di cui francamente ci importa ben poco, cenni storici sulle località attraversate dalla corsa francamente superflui considerando che la diretta non durava sei ore, divagazioni su Gigi Riva e i calciatori della zona, il tutto perdendo di vista quello che stava succedendo sul percorso o accorgendosene in ritardo.

L'appassionato medio ieri avrebbe SEMPLICEMENTE voluto sapere i nomi delle atlete in fuga (e gli è stato detto), i distacchi (idem come sopra), la composizione del primo gruppo (la stiamo ancora aspettando), la composizione del secondo gruppo, sapere se nel gruppo delle inseguitrici erano rimaste staccate delle atlete date come possibili favorite alla vigilia, far presente che durante l'ultima asperità il gruppo si era diviso in due tronconi (non se n'è accorto); il minimo sindacale insomma. 

Alessandro Brambilla, con tutto il bene: così no.

 

venerdì 11 marzo 2022

E dagli con quel DNA del; “Scusate se disturbiamo…"

 


La presentazione web del Giro femminile ha fatto un passo avanti rispetto a un anno addietro, dove il salottino di chiacchiere delle persone allora presenti prese anche troppo spazio. Giusto fare un giro di vite quest’anno con gli interventi ‘sportivo-istituzionali’ di Roberto Ruini per PMG Sport e di Cordiano Dagnoni per la Federciclo e poi via di tappe, cosa che l’appassionato vuole in primis. Resta confermata invece quella sensazione di DNA comunicativo dove il pensiero del; “Scusate, si può? Non vorremmo disturbare, ma datosi che passavamo da ‘ste parti...” prende sempre piede.

Abbiamo potuto seguire su Facebook la presentazione in diretta e – senza pretendere 250/300 persone – la ‘punta’ audience di 27 contatti lascia l’amaro in bocca. Il giorno dopo il canale You Tube dedicato ospitava il video con poco più di una ventina di visualizzazioni. Non giriamoci attorno; si tratta di poca roba, pochissima, pensando che parliamo del Giro rosa elite. Certo, si salveranno capra e cavoli con la possibilità per il pubblico di potersi vedere con comodità tutto quanto nelle settimane seguenti. E allora, cosa rompiamo ancora le palle?

Perché scegliere una giornata di metà settimana, con un orario abbastanza balordo di messa in onda come le 11 del mattino? Se costruisci una trasmissione che non supera i 40 minuti di durata (36 a spaccare il capello in quattro) è troppo chiedere di proporlo nel tardo pomeriggio, quando magari le stesse ragazze non sono impegnate in allenamenti, gare, lavoro o studio? Oppure un ‘prima serata’ alle 21 è roba fuori dalla portata tecnologica dell’organizzazione? Che hai, paura di portare via spettatori a Striscia la Notizia?

giovedì 10 marzo 2022

Giro d'Italia 2022

 


900 km, 10 tappe di cui 9 in linea e una (mini) cronometro di 4km e mezzo che di fatto è un prologo per assegnare la prima maglia rosa, 144 atlete al via, 24 formazioni, questi i numeri del Giro d'Italia 2022 riservato alla categoria donne elitè che è stato presentato stamani in internet per la gioia di coloro i quali, vuoi perchè "off", vuoi perchè davvero interessati, hanno potuto scoprire il percorso.

Un Giro "moderno", un percorso che da' la possibilità a diverse tipologie di atlete di mettersi in luce. Le tappe chiave ? A nostro avviso sicuramente quella con arrivo in salita a passo Maniva (15 km al 6,9 % di pendenza media), da non sottovalutare le prime due tappe in linea in Sardegna che complici il caldo e il vento potrebbero riservare più di una sorpresa (attenzione ai ventagli), la tappa in territorio romagnolo Cesena - Cesena di 120,9 km che dopo una prima parte pianeggiante sarà piena di saliscendi dove sarà importantissimo stare davanti, da non sottovalutare qualora dovesse piovere. 

Tappa che darà un volto definitivo alla classifica quella da Rovereto ad Aldeno con due GPM e la successiva (la nona) da San Michele all'Adige a San Lorenzo Dorsino con 3 GPM, rispettivamente Fai della Paganella/Andalo, Passo Durone e Passo Daone, 112 km con poca pianura a partire dalla salita di Fai della Paganella fino all'arrivo. Il sipario sulla corsa rosa calerà il 10 Luglio con la Abano Terme - Padova di 90,8 km, tappa riservata alle velociste al pari di quella che porterà le ragazze da Carpi a Modena, mentre la tappa da Sarnico a Bergamo dovrebbe favorire le atlete in possesso del cosiddetto "cambio di ritmo" ma che non dovrebbe incidere più di tanto sull'esito finale della corsa.

La (mini) pagella

- Voto 6/7 alla presentazione: finalmente con discreto anticipo rispetto al passato quando il percorso veniva svelato una settimana/dieci giorni prima della partenza della corsa, niente sfilata di sindaci, assessori e vicesindaci e supercazzole alla Tognazzi, due brevi discorsi introduttivi e poi via con la presentazione delle tappe a video con altimetrie e planimetrie senza perdere tempo. Dritti al punto.

- Voto 7 di incoraggiamento per la grafica anche se forse un 6 e 1/2 sarebbe più appropriato, belli i filmati introduttivi alle tappe, da migliorare a nostro avviso le planimetrie e le altimetrie inserendo i nomi di tutte le asperità e  qualche comune in più tra quelli che verranno attraversati dalla corsa mettendo in evidenza i rilievi.

Conclusioni

Come detto, un Giro "moderno", presentato finalmente con un congruo anticipo, un montepremi quintuplicato e il meglio del ciclismo femminile mondiale al via, l'auspicio è che da qui al via di Cagliari la corsa non passi sotto silenzio e che venga promossa adeguatamente sui media mainstream (Gazzetta dello sport in primis) per non dover assistere al solito desolante spettacolo fatto di pochi spettatori a bordo strada.



domenica 20 febbraio 2022

Nel segno del cambiamento (e delle occasioni perse).

 


Torna il Tour de France e a dispetto di quanto riportato da alcuni siti web che evidentemente hanno poca memoria storica, non è una novità. Il Tour torna sotto l'egida dell' A.S.O. , la società organizzatrice del Tour maschile e fin qui "tutto molto bello" per dirla alla Bruno Pizzul ma ovviamente c'è un "MA": poche tappe (solo 8, negli anni '80 la corsa durava tre settimane nelle stesse giornate della gara maschile) e partenza da Parigi il 24 Luglio con arrivo a Plan de Belle Filles sui monti Vosgi.

Peccato, davvero peccato, correre nelle stesse giornate della gara riservata ai professionisti uomini avrebbe garantito una vetrina formidabile per tutto il movimento, partire a Tour maschile finito rischia seriamente di ridurre la gara femminile al solito evento per pochi intimi, l'arrivo dell'ultima tappa in cima a una salita sperduta nel nulla non aiuta.

Il ritorno del Tour femminile sotto l'egida dell' A.S.O. ha avuto un impatto positivo sul Girodonne, basti pensare che fino allo scorso anno la presentazione del tracciato del Giro era spesso "last minute" o quasi senza che le atlete avessero la possibilità di pianificare la stagione, emblematica la lamentela della Van Vleuten in tal senso. Quest'anno il percorso verrà svelato il 10 Marzo  e sul sito ufficiale giroditaliadonne.it è apparso un countdown; sito ufficiale con una grafica e una impaginazione all'altezza della situazione a differenza di quelli di alcune squadre che dopo anni di attività hanno deciso di abbandonare.

Mancano gli sponsors è vero, i soldi sono pochini si sa, finalmente ci sono regole chiare per coloro i quali vogliano allestire delle formazioni "World Tour" ma è altrettanto vero che la colpa spesso è di quei team managers che non sono stati capaci di adeguarsi al cambiamento. Una volta bastava aprire il sito a Marzo in concomitanza con la prima gara del calendario elitè, mettere le foto delle atlete, i loghi degli sponsors, un indirizzo mail, un numero di telefono e lo staff e qualche notizia per poi chiudere bottega a fine Settembre/inizio Ottobre. Nell'era dei socials non è più possibile, bisogna esserci e bisogna esserci "bene", per rispetto nei confronti dei tifosi, per gli sponsors, per attrarne di nuovi, possibilmente con una veste grafica e una impaginazione al passo coi tempi, certi siti online fino a 3-4 anni fa rimasti al 2001 gridavano vendetta.

Il ciclismo non è il basket NBA o la F1 che nonostante tutto hanno gli sponsors che fanno a gara per avere i propri marchi a bordocampo o sulle vetture, per avere visibilità serve visibilità, può sembrare un un po' contorto come discorso ma tant'è, se non ti fai vedere, nessuno sa che esisti. Si spera che il ritorno del Tour femminile possa essere un boost per tutto l'ambiente e un monito: adesso si fa sul serio.


domenica 26 dicembre 2021

Esiste il colore rosa speranza ?

 



Nel pezzo precedente si è puntualmente toccato per qualche riga quello ch’è un risultato che al ciclismo rosa di casa nostra manca da tanto; la vittoria al Giro. Questo decennio si è aperto con una ‘covata’ azzurra di atlete di alto livello che – si spera – potranno segnare in maniera importante i prossimi anni per strada e pista. Paternoster e Balsamo non sono però delle sorprese per chi segue le sorti dell’altra metà del sellino, ed insieme a loro non mancano altre nostre atlete di livello importante, anche se ancora non hanno raggiunto il risultato eclatante. Ora però vediamo di non uscire troppo del seminato. 

Luglio 2008; dopo 809 chilometri di corsa Fabiana Luparini vince in 21 ore e 18 minuti di corsa il suo 5o ed ultimo Giro d’Italia. Difendeva i colori della (scriviamolo bene) Menikini Selle Italia Masters Color. Dietro lei Amber Neben, Claudia Hausler, Tatiana Guderzo e a seguire altri nomi importanti; Brandli, Pucinskaite, o una giovanissima Bastianelli che chiuse al nono posto. Di lì il (quasi) vuoto ed una corsa rosa che vista negli ultimi tre lustri, dal 2007 ad oggi, mette nell’albo 9 vittorie olandesi e da otto l’appuntamento fisso con una ‘orange’ che arriva sul podio. Praticamente un Giro d’Olanda che da un decennio viene corso in Italia. Ora, datosi che Marianne Vos è sempre molto forte ma da qualche anno non è più la macchina da guerra di un tempo, che Anna Van Der Breggen ha dimostrato buon cuore per le colleghe ritirandosi, che Annemiek Van Vleuten resterà ancora il riferimento ma che a Dio piacendo qualche colpo qua e la (classe ‘82) dovrebbe perderlo anche lei ogni tanto, pare che s’intraveda una possibilità di rinnovamento per l’albo d’oro della corsa di casa nostra. Restiamo allora in questo ambito, senza toccare altri tipi di corse. 

Dopo quel benedetto e ormai ben lontano 2008 targato Luperini, l’Italia registra due secondi posti: Tatiana Guderzo (2013) ed Elisa Longo Borghini (2017). Le due segnano un gradino più basso del podio nel 2010 (Guderzo) e nel 2020 (Longo Borghini). Sono state queste le atlete migliori che abbiamo avuto al Giro d’Italia negli ultimi tre lustri. Da notare che si tratta di cicliste che hanno costruito i loro palmares agonistici principalmente nelle corse di un giorno, tra classiche e medaglie olimpiche o iridate. Per questo motivo la speranza è che il 2022 ci faccia anche solo intravedere la genesi ciclistica di un nome di casa nostra, che finalmente mostri quei segnali che ci parlino di caratteristiche tecniche da prove a tappe. 

Il calendario femminile sta cambiando non poco in queste stagioni, ma non parliamo solo di quantità di corse in agenda. Fino a ieri il Giro era la gara a tappe di riferimento. Il Tour non era ancora tornato e la giovane Vuelta viveva di pochi giorni di gara. Adesso i francesi sono tornati senza timore alcuno mettendo sul piatto delle fatiche una settimana piena, mentre in Spagna pare imminente l’aggiunta di una frazione aggiuntiva e l’impressione è che vi sia la voglia di aggiungerne ancora un’altra tra un paio di stagioni. Per questo, mai come ora, vi sarebbe il forte bisogno di trovare tra le girine di casa nostra un nome che possa diventare non diciamo la Luperini del prossimo decennio, ma un’atleta che possa entrare in un ristretto gruppo di contenders dove la gloria di un giorno può non bastare.