domenica 10 ottobre 2021

È così divertente ?

                                                                 

Breve cronistoria di un sabato sera da ridere con protagonista il ciclismo femminile su raisport:

2 Ottobre 2021, ore 19:30 italiane (18:30 per chi scrive), Raisport mette in onda le immagini del giro dell'Emilia categoria donne elitè, rapida presentazione delle squadre (ne fanno vedere tre, forse quattro, di cui una due volte), qualche immagine delle ragazze che si dirigono alla partenza e via che si va. Niente riprese dall'elicottero (che per carità, ci può stare con quello che costa...), una sola "moto ripresa" una che fa vedere solo le atlete in testa al gruppo, si tira "di cinghia" insomma, ma visto che il ciclismo femminile tendenzialmente non se lo filano di pezza, va (già) bene così, piuttosto che niente è meglio "piuttosto".
Pronte ? Via !!! Scatti e controscatti, chiacchiere in libertà dei due commentatori che si limitano a fare il compitino senza mostrare chissà quale entusiasmo; chi scrive rende grazie al Signore e pensa che se ci fosse stato il CT più sponsorizzato del mondo sarebbe stata una lunga litania a base di "ecco Tizia che prova ad allungare, ricordiamo che è fidanzata con Caio, professionista nella squadra Tal de Tali, con lei Sempronia che era fidanzata con Tizio, professionista della Quel Tal Paese, però si sono mollati da un paio di mesi e adesso si è messa con Tizio II professionista della Vai a Sapere ", ritmo extra slow ma se non altro i due al microfono non ci rendono nota la situazione "matrimoniale" di mezzo gruppo. È già qualcosa.
La telecronaca bene o male scorre via , peccato che a un certo punto, imbeccato dal commentatore, il buon Petacchi si mette a parlare di quando correva lui, roba di 20 anni fa , minuti interminabili, chi scrive ride per non piangere, il mio co-redattore (eravamo in collegamento su facebook) va di facepalm, amareggiato, deluso, scuote la testa, mi domanda "ma cosa stanno dicendo ?" e chi scrive non trova una risposta, chi scrive continua a ridere.
A questo punto chiunque potrebbe pensare "beh, peggio di così non si può", e invece...
Invece a un certo punto il colpa di teatro, il genio, senza preavviso, le immagini della corsa "staccano" e Raisport si collega col "Palapanini" di Modena dove si è conclusa da poco la finale di Super Coppa tra Conegliano e Novara per un quarto d'ora di chiacchiere tra Lucchetta e un altro paio di tizi, "così", d'emblée, prima di tornare alla corsa e alla telecronaca (della corsa), roba che non si vedeva da tempi del motomondiale classe 500 negli anni '80.
Immaginiamo una situazione del genere nel bel mezzo della telecronaca di un anonimo Atalanta - Empoli, sarebbero stati volatili per diabetici, le società avrebbero fatto la voce grossa con le TV, sarebbero partiti i ricorsi al Codacons. Ora, nel momento in cui una TV (quale che sia) interrompe la trasmissione di una corsa per incastrarci dentro la "coda" di una partita di pallavolo arrecando un danno agli sponsors che hanno già di loro poca visibilità, se io sono un team manager, faccio un filmato di 10 minuti dove metto in evidenza il servizio reso all'intero movimento, poi chiamo Dagnoni e dico "buonasera presidente, sono "TIZIO" del settore comunicazione della squadra Tal dei Tali, mi faccia 5 stories su Instagram in italiano, lituano, olandese, russo, francese, inglese, tedesco e ucraino, le do' io i testi già tradotti, il mondo deve sapere come viene trattato il ciclismo femminile in Italia, dopo di che le stories le facciamo rilanciare dalle atlete, dai parenti delle atlete, dai fidanzati/mariti delle atlete, dalle amiche, dai dirigenti fino a quando le non vanno "in tendenza", così la prossima volta ci pensano due volte prima di interrompere... Dopo Insta, se sono il dirigente di una squadra, dico al mio social manager di fare un post su Facebook al giorno e mando avanti il tutto fino a quando i posts non vanno in tendenza anche su Facebook, dopodichè vado su youtube e metto il filmato della corsa (incluso il colegamento con Modena), poi vado su Twitter e anche li' giù "di spatola" a suon di "twits" per tutta la notte, poi chiamo il presidente della FCI e gli dico a) di convocare una conferenza stampa coi responsabili della redazione ciclismo di Raisport, b) di chiedere un po' più di attenzione e di equilibrio. Si fa così, altrimenti passi la vita a subire.
Cosa fanno i responsabili dei socials delle squadre ? I team managers sono contenti ? Se la risposta è "si", ci ritiriamo in buon ordine, se la risposta è "no" e gli serve qualcuno per gestire la parte "social", facciano sapere.

venerdì 20 agosto 2021

“Amo la radio perché arriva dalla gente….”

 



Così canta il bravo Eugenio Finardi in una delle sue più note canzoni. Eh si, la radio ti fa tanta compagnia, tanto che da almeno tre lustri anche il ciclismo non sa rinunciarvi. E quando il regolamento ti dice; “Spiacenti signori, in questa corsa niente radio” allora capita di vedere situazioni di corsa che profumano di un vecchio ciclismo che, fino alla fine degli anni ‘90, faceva si che il ciclista doveva avere nel suo bagaglio professionale quella cosa nota come ‘visione di corsa’. 

Era una qualità che non tutti avevano. Che costringeva i corridori, i capitani in particolare, a tenere d’occhio la corsa, farla loro anche dal punto di vista della concentrazione. Situazione che obbligava il gregario a dover entrare nelle fughe ad ogni costo per far si che ci fosse un punto di riferimento per la sua squadra. Non bastava avere le gambe, no, dovevi ‘leggere’ un determinato momento di gara e non avevi il DS che mentre guidava ti dice anche chi delle altre formazioni si sta soffiando il naso e con che mano tiene il fazzoletto. Il corridore di alto livello doveva correre senza perdere mai il controllo della gara. 

Alle recenti Olimpiadi giapponesi è stata Annemiek Van Vleuten a regalarci questo momento di riflessione. Il suo credere di aver vinto non è una novità, dando adito ai più ad un mezzo sorriso, ma ci ha presentato l’esempio di come all’atleta d’oggi, per quanto di altissimo livello, manchi l’abitudine (e l’insegnamento da chi di dovere) a seguire la corsa fin dall’inizio con la più alta concentrazione.   


giovedì 29 luglio 2021

Sole contro tutto e tutti.

 



Avremmo potuto scrivere l'ennesimo articoletto come ce ne sono tanti su internet sul Giro d'Italia 2021 limitandoci al solito "la prima è arrivata prima, la seconda è arrivata seconda, la terza è arrivata terza" e così via, non sarebbe servito a niente. Una volta di più, vogliamo offrire un punto di vista diverso e analizzare i motivi per i quali le italiane da dieci anni a questa parte faticano ad essere protagoniste.

Mancano le atlete con particolare predisposizione alle corse a tappe ? È semplicemente una questione di talento, di "cilindrata", di mentalità e quindi non c'è molto che si possa fare ? Le straniere "fanno semplicemente un altro mestiere" ?

Per chi scrive è la combinazione di questi fattori, dai tempi della Luperini, non abbiamo più avuto una atleta capace di esprimersi ai massimi livelli su una corsa a tappe di 10 giorni, abbiamo fatto bene nelle corse di un giorno, molto bene in pista ma il settore "strada" ha segnato il passo: tante ragazze fatte passare per delle autentiche "stelline" da alcuni suiveurs e media "amici" di team managers e organizzatori, atlete che per qualche fotina su fb si sono sentite "arrivatissime", tante "eterne promesse di un domani che non è mai diventato oggi" semicit. , ma anche tanti talenti "veri" lasciati "andare" per colpa di un "sistema" (team managers e media) che ha sempre pensato ad apparire, che ha sempre anteposto il "parlare" al "fare", same old story.

Ci sono le professioniste "vere" e quelle che lo sono solo sulla carta, da una parte abbiamo le solite Anna VDB, Van Vleuten, Vos e compagnia che fanno le cicliste di professione, dall'altra abbiamo tante, troppe ragazze che devono fare i salti mortali per ritagliarsi il tempo per allenarsi tra studio e lavoro, va da se' che nel momento in cui le "top" possono permettersi di pensare solo al ciclismo allenandosi coi professionisti ai ritmi dei professionisti, sulle distanze dei professionisti, facendo gli stages coi professionisti, non può esserci gara. Una corsa a tappe di 10 giorni per le azzurre diventa come una partita tra l'Inter e il Renate (con rispetto parlando), a San Siro, con 80.000 spettatori in tribuna: il risultato è scontato fin dal riscaldamento pre partita.

Il 38% delle atlete, parallelamente al ciclismo segue un percorso di studi, il 39% delle atlete lavora, il 24% ha un lavoro che le tiene impegnate per meno di 20 ore la settimana, il 15% lavora per più di 20 ore la settimana, il 34% delle atlete della categoria elitè non percepisce lo stipendio e il divario continua ad allargarsi. "Il ciclismo è uno sport spietato" mi diceva sempre il mio DS e non aveva torto, serve talento certo, ma serve anche la massima dedizione per poter fare le grosse prestazioni, gareggiare ad alti livelli e farlo come se fosse un hobby non porta a niente.

Cosa possono veramente dare le azzurre in un grande Giro ? Qual'è il loro vero potenziale ? Non si sa e stante lo staus quo, non lo sapremo mai fino a quando non saranno messe in condizione di potersi dedicare solo ed esclusivamente al ciclismo, fino ad allora potremo solo sperare in qualche exploit isolato, qualche piazzamento e nulla più aggrappandoci alla Longo Borghini per le gare di un giorno (complimenti per il bronzo di Tokio che ancora una volta ha tenuto a galla il movimento ciclistico italiano su strada). 

Chi scrive non cerca scuse per giustificare le sconfitte delle italiane (sport molto praticato dai tifosi va detto), il movimento viaggia a due velocità (troppo) diverse e i problemi di cui abbiamo discusso ampiamente qui sul blog in quest'ultimo anno, ma anche 15 anni fa sempre su questa piattaforma prima di una chiusura che definire "forzata" è poco, restano (sempre) gli stessi; nessuno ( media o presunti tali e pagine fb) ne parla e pare che vada tutto benissimo, l'importante è avere il pass per le foto sotto il palco delle premiazioni, per le cene sociali, per le presentazioni a inizio stagione ecc. Il movimento non cresce ? Non importa, "basta che se magna", same old story.

venerdì 2 luglio 2021

Sotto a chi tocca; a voi appassionati!



Agganciare le tacchette ai pedali, allacciare il cinturino del casco, attaccare il numero sopra le tasche della maglietta e via col riempire la borraccia. Bene, con le cicliste ci siamo. E adesso?  Adesso toccherebbe a diversi altri attori entrare in scena; stampa, organizzatori, televisioni, web.... E poi? E poi l’appassionato che può esserci.

Eh si gente, ecco il succo di queste righe. Appassionati e appassionate carissimi, chi tra voi potrà esserci sarà presente? O rivedremo quell’Italia ciclistica che per il Giro dei maschietti piglia il giorno di ferie 4 mesi prima e che il Giro femminile manco sa quando inizia e finisce? Quello stivale ciclistico che per i maschietti parte di casa alle sette del mattino, si fa un’ora (stiamo bassi) d’automobile, scarica la bici dall’auto e pedala un’altra ora perché il tornante tal dei tali sarà perfetto per aspettare ore, mentre quando gli chiudono la strada 20 minuti per il passaggio delle ragazze sono sacramenti perché; “Sono in ritardo per il lavoro. Ma passano proprio adesso?..” 

Anche il pubblico dal “like” più veloce del west deve – QUANDO PUO’ – fare la sua parte. Come dici? A luglio farà caldo? Certo. Anche quando sei andato sull’Alpe d’Huez per il Tour quel giorno di qualche anno addietro, ricordi? Era un caldo bastardo ma ci sei rimasto lo stesso ad attendere ore cucinandoti il cervello. E la grandinata sul Passo di Tizio e Caio? E il freddo becco sulle Tre Cime per il Giro di Nibali, che sei rientrato a casa che erano quasi le otto di sera? 

Le ragazze hanno bisogno di mani che le possano applaudire a bordo strada, voci che le possano sostenere, di una richiesta di foto insieme mezz’ora prima di una partenza. Ognuna di queste cose vale cento “like”. Se davvero adesso da parte della nuova veste organizzativa vi è una forte volontà di far fare un benedetto salto di qualità alla corsa, anche gli appassionati (e appassionate) che ne hanno la possibilità devono fare la loro.


martedì 29 giugno 2021

Giro d'Italia 2021 - preview pt 2

                                                                                  


Torniamo con la seconda parte dell'analisi del percorso del Giro 2021 e senza perdere tempo parliamo della sesta tappa che porterà le ragazze da Gera Lario a Colico per complessivi 155 km, tappa che non presenta nessuna difficoltà di rilievo, unica asperità quella di Valbrona, una salita che si può scalare "di rapporto", sopratutto nella seconda metà. Percorso nervoso sul versante del lago di Como con saliscendi continui e poca pianura ma che non dovrebbe creare il benchè minimo problema alle elitè, l'unica incognita potrebbe essere il maltempo, per esperienza personale, pedalare sul triangolo lariano durante un temporale estivo non è affatto piacevole. In una scala da 1 a 5 stelle, è una tappa da 2 stelle.


7a tappa - Soprazzocco - Puegnago del Garda, 106 km


                                                                         


Su e giù per le colline del Garda, tappa nervosa con lo strappo di Puegnago da ripetere per 6 volte ma interlocutoria, adatta ai colpi di mano, alle atlete capaci di cambiare ritmo. Potrebbe arrivare un gruppetto ristretto, una fuga con atlete che non hanno nulla da chiedere alla classifica col lasciapassare della leader. Difficoltà due stelle.


8a tappa - San Vendemiano - Mortegliano, 129 km


Da San Vendemiano a Mortegliano, 129 km piatti come un biliardo nel nord est, la classica tappa di trasferimento in attesa del cosidetto "piatto forte", giornata dedicata alle velociste con le atlete che fanno classifica "in vacanza", salvando la gamba e stando lontane dagli imprevisti (leggi "cadute"). 1 stella di difficoltà.




9a tappa - Pagnacco - Monte Matajur, 122 km


Tappa regina, si parte da Pagnacco (UD), primo GPM (di terza categoria) dopo 26 km a Attimis, una parte centrale senza nessuna difficoltà di rilievo e dopo una settantina di km si sale di colpi, GPM di seconda categoria che porta le ragazze ai 643 metri di Stregna, discesa su Cividale del Friuli, un breve tratto in falsopiano e al cartello dei -14 si fa veramente sul serio senza potersi nascondere, pendenza media attorno al 9% con lunghi tratti al 10% e una "punta" al 14%. Tappa che qualora dovesse rivelarsi necessario, darà un volto definitivo alla classifica, difficoltà 4 stelle su cinque.





10a tappa - Caprivia del Friuli - Cormons, 113 km


113 km da Caprivia del Friuli a Cormons per l'ultima tappa del Giro 2021, 5 salite di terza categoria, tappa nervosa e dall'esito tutt'altro che scontato se come si legge sul web, la salita di Ruttars, seppur breve, presenta un tratto al 20 per cento. Dall'ultimo scollinamento all'arrivo sono 9 km per lo più in discesa per un finale che potrebbe rivelarsi molto spettacolare agli occhi del pubblico. Due stelle e mezzo di difficoltà a nostro parere, non dovrebbe comunque causare sconvolgimenti alla classifica generale.







sabato 12 giugno 2021

Ginevra Cividini, contiamo su di lei.

 


Spiacenti per i vari Dagnoni o Rivolta e altre personalità importanti presenti alla presentazione del Giro d’Italia Donne 2021, ma la persona di Ginevra Cividini (foto; italciclismo.it), responsabile per i rapporti con i media per il Giro femminile oltre che per PMG Sport sarà, secondo noi, la figura più importante nel gruppo di lavoro della rinnovata corsa in rosa. Il motivo risiede nel fatto che dovrà metter mano ad una situazione che da sempre ha significative precarietà e mancanze sul fronte comunicazione, dove   le occasioni giocate male non sono mancate negli anni. Alcune nostre lamentele sono note. Ne esponiamo solo cinque per farla breve: 

1) uno spazio web che viva non soltanto per quindici giorni l’anno su 365 come succede da un decennio abbondante.  

2) che gli spazi ‘social’ facciano lo stesso perdendo l’apatia di notizie che li contraddistingue da settembre a giugno dell’anno successivo

3) che s’inizino ad offrire interviste web fatte alle protagoniste. Con le webcam oggi si fanno riunioni aziendali da un continente all’altro. Troppo chiedere 10 minuti d’intervista? 

4) che la parola “marketing” non sia un vocabolo considerato ostrogoto. 

5) Un esempio che ormai è tradizione?; sette righe contate nel Televideo RAI per la notizia sulla presentazione del Giro femminile. 

Una cosa che fa piacere, forse perché da tempo l’abbiamo lanciata come messaggio principe in questo spazio, riguarda l’intenzione di raccontare le atlete andando ben oltre le belle ed inutili tonnellate di foto che per un decennio hanno invaso gli spazi social. La frase che accompagna la foto in alto del nostro spazio Facebook: “Fotografiamole meno, raccontiamole di più” è chiarissima in tal senso. Ecco perché Ginevra Cividini, con il baratro comunicativo che dovrà riempire, ha davanti il lavoro più impegnativo da svolgere. Per crescere ben oltre quei “mi piace” che durano la luce di un fiammifero.


martedì 8 giugno 2021

Giro d'Italia 2021 preview pt 1

 




Primo di tre articoli dedicati alla preview del Giro di Italia 2021 dove andremo ad analizzare le prime 5 tappe, nel secondo passeremo sotto la lente di ingrandimento le tappe dalla sesta alla decima e nel terzo articolo commenteremo il percorso, eventuali migliorie che si sarebbero potute apportare, idee, proposte, ecc.


1a tappa - Fossano - Cuneo 27 km (cronosquadre)

                                     

27 km a cronometro per assegnare la prima maglia di leader della classifica, si parte da Fossano, i primi 3 km sono in discesa, poi un lungo falsopiano fino all'arrivo di Cuneo, favorite, manco a dirlo le formazioni più "attrezzate" del panorama internazionale, per le altre sarà importante limitare i danni per non pregiudicare tutto fin dall'inizio.


2a tappa - Boves - Prato Nevoso 99 km

Si fa subito sul serio, partenza da Boves (CN) e il percorso, altimetria alla mano, ci fa capire che di pianura le ragazze ne vedranno ben poca fin dalla partenza, un GPM di 3a categoria sul colle del Mortè (2,6 km al 5.6 % di pendenza media); e l'arrivo a Prato Nevoso dopo 13 km di salita al 7.2 % di pendenza media. Una tappa che potrà già dare indicazioni importanti sullo stato di forma delle pretendenti alla vittoria.



3a tappa - Casale Monferrato - Ovada km 135


135 sono i km che le atlete dovranno coprire per raggiungere Ovada da Casale Monferrato, tappa sulla carta non impegnativa ma "nervosa" con 4 GPM di terza categoria e un finale che si adatta alle finisseurs, una tappa che non dovrebbe provocare chissà quali scossoni alla classifica, ma che arriva dopo l'... arrivo di Prato Nevoso. Una fuga "bidone" potrebbe benissimo scombussolare i piani delle favorite, occhi aperti dal 70esimo km in avanti.


4a tappa - Fondovalle - Riale di Formazza 11 km (cronoscalata)

11 km dedicati alle scalatrici, ne abbiamo parlato anche nell'articolo precedente, la salita è quella già affrontata dai professionisti al Giro d'Italia del 2003, i km di salita "vera" sono 7,7 "spalmati" su 450 metri di dislivello con una pendenza massima dell'11%, non è una salita durissima ma le favorite non potranno nascondersi, qui ci si gioca una fetta importante del Giro 2021.




5a tappa - Milano - Carugate 122 km


Tappa interlocutoria dedicata alle ruote veloci del gruppo, interamente pianeggiante con un circuito da ripetere 4 volte per complessivi 122 km, una formalità.

Per il momento è tutto, a risentirci con la seconda parte della preview del percorso del Giro di Italia 2021.