domenica 21 febbraio 2021

Elezioni FCI: due cose che speravamo di sentire.




Nonostante questo spazio si sia esposto da tempo a favore di un nome tra i candidati, in queste settimane abbiamo cercato di trovare e condividere più confronti possibili tra il poker di pretendenti alla presidenza della Federciclo di casa nostra, per offrirvi la più variegata platea di progetti, opinioni, buoni propositi. Abbiamo ovviamente avuto un occhio di riguardo sull’argomento ciclistico femminile, quest’ultimo ben poco discusso. Se da un lato il pensiero era che quando si parlava di ciclismo su strada era sottinteso tutto il mondo ciclistico di qualunque categoria, dall’altra però speravamo di più perché due cose non sarebbe stato male analizzarle.

1) Ciclismo rosa di casa nostra;

l’arrivo del World Tour femminile rappresenta una realtà di alto livello senza dubbio, ma solo per chi se la può permettere. Quando è stato varato è capitato che la 1^ Classe è salita di un gradino diventando Business Class, ma togliendo la seconda classe e trasformandola in turistica. Già questo è tema che rischia di costruire differenze che potrebbero – speriamo di no – riportare il ciclismo rosa di casa nostra a rivivere quel periodo dove poche persone lo tenevano in mano. 

2) Salto con l’asta, senza l’asta;

continuare senza la categoria Under 23 il famoso ‘salto’ (da Juniores direttamente a Elite) rende le cose ben più complicate, favorendo una maggiore possibilità di perdere per strada un numero di ragazze che spesso, ciclisticamente parlando, devono crescere in fretta. Non tutte hanno il talento enorme di una Paternoster o di una Balsamo, non tutte riescono a trovare un ambiente dove la parola ‘pazienza’ trova casa ed è accettata da dirigenti o tecnici. 

Ecco due motivi che speravamo potessero diventare argomento di discussione prima e impegno poi.


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